Romualdo Locatelli

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«“la rivelazione di un nome che fino ad ieri era stato relegato su negli abbaini, o sui ponti di un decoratore da sala o da chiesa: il giovanissimo Romualdo Locatelli”, nella cui pittura “tutto è luce, è colore, è anima, è tormento, è forza di disegno, è canto chiaro di toni”»

(Coniele Dartis 7settembre 1925)

Mostra triennale di scoltura e pittura all’Accademia Carrara, in “La Voce di Bergamo”, Bergamo, 7 settembre 1925.

Romualdo Battista Federico Locatelli (Bergamo, 4 aprile 1905Manila, 1943?) è stato un pittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Awakening, Romualdo Locatelli

Nacque il 4 aprile 1905 da una famiglia di tre generazioni di pittori e decoratori, nella cui bottega si formarono ben nove artisti.[1] Figlio primogenito dell'abile affrescatore Luigi detto "Steenì II", impara dal padre l'arte del restauro e della decorazione, cominciando la sua produzione artistica proprio con la decorazione parietale di volte e navate di diverse chiese della provincia di Bergamo. Perfeziona la sua arte prima alla Scuola d'arte applicata Andrea Fantoni, e poi, come allievo di Ponziano Loverini all'Accademia Carrara.[2] Una caduta dalle impalcature per la decorazione parietale di una chiesa compromette seriamente la salute del padre, e probabilmente influenza la scelta di Romualdo di passare definitivamente alla pittura al cavalletto e in studio. Noto alla critica già all'età di tredici anni raggiunge ben presto la fama a soli vent'anni con l'opera Dolore, che raffigura proprio il padre malato e sofferente.[3][4]

Spinto da un'insaziabile voglia di viaggiare si sposta in Sardegna, in Abruzzo, in Toscana e fino in Africa, con l'amico Ernesto Quarti Marchiò; si stabilisce poi a Roma, dove il principe Umberto di Savoia gli commissiona i ritratti dei figli Vittorio Emanuele e Maria Pia. Nonostante l'estremo successo raggiunto nella capitale con il suo studio in via Margutta, decide, spinto nuovamente dalla passione del viaggio, di spostarsi in Oriente. Nel 1939 è in Indonesia, prima a Giacarta e poi a Bali, dove stringe amicizia con il pittore italo-egiziano Emilio Ambron. L'instabilità dovuta alla Seconda guerra mondiale spinge Romualdo poi a Manila, nelle Filippine diventando l'artista maggiormente conosciuto di quella che veniva definita come pittura orientale Mooi Indie.[5] Stringe numerose amicizie con gli ambienti diplomatici, che gli consentiranno di esporre a New York nel 1941, alla Douthitt Gallery. Con l'invasione di Manila da parte dell'Esercito Giapponese la vita dell'artista diventa sempre più difficile; il 24 febbraio 1943 esce per un'escursione nei boschi di Rizal e non fa ritorno; da quel momento non si avranno più notizie di lui.

Opere di Romualdo Locatelli si trovano in collezioni pubbliche e private di tutto il mondo, ma è soprattutto in Oriente dove forse ha prodotto le sue opere migliori, che viene ricordato come il "famoso Romualdo", e ovviamente nella sua città natale, Bergamo, che negli anni gli ha dedicato diverse mostre, l'ultima delle quali nel 2003.[6]

L'8 marzo 2012 è stata inaugurata a Bergamo la mostra "I Locatelli: dalla bottega di famiglia alle collezioni d'Oriente" con opere di tutte e tre le generazioni degli artisti Locatelli, tra le quali una selezione di circa 20 opere di Romualdo Locatelli. Erano pittori anche il fratello Raffaello Locatelli, ed i cugini di primo grado Luigi, Ferruccio ed Orfeo Locatelli. Il fratello più piccolo, Stefano Locatelli, divenne un noto scultore. Il 3 ottobre 2014 è stata inaugurata a Roma la mostra "I Locatelli: da Bergamo a via Margutta e Vaticano", con le opere che hanno portato alla celebrità nella Capitale per la dinastia di artisti bergamaschi Locatelli.

Nel 2019 è uscita la monografia sull'artista, a cura di Vittorio Sgarbi. Dopo un'anteprima in Indonesia, il volume è stato presentato al pubblico dal curatore all'Accademia Carrara di Bergamo, con la partecipazione della Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo (GAMeC), il 25 settembre 2019.[7].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Dolore 1925 olio su tela 22x135 cm Bergamo, Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea;
  • Costume di Atzara, 1933, olio su tela, Collezione Sarda Luigi Piloni - Università degli Studi di Cagliari
  • Le lettrici olio su tela 1934,
  • Tirrenica o Adriatica 1937 olio su tela 270x270 Fondazione Cavallini Sgarbi;
  • La sorellina 1939 olio su tela 127x77 cm. collezione privata;
  • Danzatrice Legong 1939 olio su tela 113x95 cm museo Pasifika, Bali;
  • Suonatore d'Arpa 1939 olio su tela 114,5x104,5 cm collezione privata;
  • Ragazza balinese 1939 olio su tela 155x117,5 cm collezione Del Monte;
  • Ragazza balinese con ibisco 1939, olio su tela 116x96 collezione privata;
  • Ritratto di giovane balinese 1940 olio su tela 146x96 Museum UST, Manila;

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Con i Locatelli un secolo di arte e decori, çLìEco di Bergamo. URL consultato il 26 settembre 2019..
  2. ^ (EN) Romualdo Locatelli: The Artist Who Disappeared, .johnseed.com..
  3. ^ Locatelli e quell'allegoria dell'Italia in pericolo, Il Giornale. URL consultato il 26 settembre 2019..
  4. ^ Dartis, Mostra triennale di scoltura e pittura all’Accademia Carrara, Bergamo, La Voce di Bergamo, 7 settembre 1925..
  5. ^ L'orientalista Lcoatelli e i cassoni rinascimentali, Brescia Oggi, 2019. URL consultato il 26 settembre 2019..
  6. ^ Una mostra per ricordare Romualdo Locatelli, L'Eco di Bergamo. URL consultato il 26 settembre 2019..
  7. ^ Vittorio Sgarbi presenta il suo ultimo libro, L'Eco di Bergamo, 25 settembre 2019. URL consultato il 25 ottobre 2019..

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Geo Renato Crippa, Romualdo Locatelli, Bergamo 1972
  • Marcella Cattaneo, Romualdo Locatelli, un prigioniero della suadente malia d’Oriente, in “La Rivista di Bergamo”, Nuova serie No. 20, gennaio- febbraio-marzo 2000
  • Fernando Rea, Romualdo Locatelli 1905-1943, Bergamo 2003
  • Flaminio Gualdoni (a cura di), I Locatelli, Bandecchi e Vivaldi, 2012
  • Emiliano Marrucchi Locatelli, Romualdo Locatelli da Roma, la città eterna a Bali, l'Isola degli Dei, in "La Rivista di Bergamo" settembre, 2019.
  • Vittorio Sgarbi (a cura di), Romualdo Locatelli da Roma la città eterna a Bali l'isola degli dei, Skira, 2019.

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