Romolo Balzani

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Romolo Balzani
Ruccione Balzani.jpg
Romolo Balzani con Mario Ruccione al piano, e Anna Magnani ne L'ultima carrozzella
Nazionalità Italia Italia

Romolo Balzani (Roma, 4 aprile 1892Roma, 24 aprile 1962) è stato un cantautore e attore italiano.

Nelle sue canzoni ha incarnato la romanità negli aspetti più genuini. Fu artista estremamente poliedrico: attore, arrangiatore, cantante, ebbe un grandissimo successo tra i contemporanei. Riempì nei quarant'anni di carriera i teatri della capitale e quelli di tutta Italia. Celeberrime furono le collaborazioni con i maggiori artisti romani quali Aldo Fabrizi autore di vari testi delle sue canzoni, tra cui la celebre Notte napoletana e Ettore Petrolini che era aduso concludere i suoi spettacoli cantando la splendida L'eco der core. Balzani vinse numerose edizioni del Festival della Canzone Romana di San Giovanni e la sua fama crebbe sino ad ottenere contratti discografici internazionali con la Brunswick (la casa discografica di Bing Crosby), con la Parlophon di Berlino, la Fonit, la Excelsius, la Odeon, La voce del padrone. Tra le sue canzoni più celebri: Barcarolo Romano e la citata L'eco der Core, continuano a conquistare l'ascoltatore anche nelle interpretazioni di Gigi Proietti, Claudio Villa[1], Sergio Centi, Alvaro Amici e Gabriella Ferri.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Memoria di Romolo Balzani sulla sua casa di nascita a vicolo dei Chiodaroli

Figlio di Achille[2], cavallaro e poi vetturino[3] di idee mazziniane, e di Maria Francisi, trasteverina, Romolo nacque alle 2:30 del lunedì 4 aprile 1892 al terzo piano del civico nº 8 di Via dei Chiodaroli, nel rione S. Eustachio (lo stesso di Giuseppe Gioachino Belli), a pochi passi da Campo de' fiori. Si racconta che la portiera del palazzo, udendo i primi vagiti del neonato prorompesse nell'esclamazione: -"Che ccanna!"[4].

Nel giro di due anni la numerosa[5] famiglia Balzani si trasferì a Trastevere in via Montefiore, nei pressi del viale e a fianco dell'attuale cinema Reale. Romolo (come la maggior parte dei suoi fratelli) non avrebbe frequentato le scuole, e avrebbe imparato a leggere e a scrivere solo da soldato durante la prima guerra mondiale.

A sedici anni Romoletto, come confidenzialmente era chiamato nel rione, cominciò a lavorare da stuccatore lavorando anche a San Lorenzo fuori le mura: -"M'arampicavo su la scala, stuccavo er muro e ccantavo... Cantavo a ppiena gola"[6]. Da buon trasteverino coltivò un rapporto privilegiato con Fiume[7], che frequentava spesso: diventò un buon nuotatore e si meritò il soprannome di tizzo nero per la sua abbronzatura.

Cominciava allora a cantare nelle feste del rione, facendo serenate, cantando ai matrimoni o semplicemente la sera all'osteria, guadagnandosi la stima del suo pubblico, nonché un nuovo soprannome: ghitarra e mmannolino. Cominciò ad essere richiesto anche in alcuni locali e poi nei teatri, finché nel 1910 entrò nell'allora prestigioso Salone Margherita, il teatro di Petrolini, di Bambi, di Lina Cavalieri e Leopoldo Fregoli e altri valenti artisti dello spettacolo.

Nel 1916 rispose alla chiamata alle armi[8] e l'anno successivo fu ferito. Fatto prigioniero, fu portato in un campo di concentramento in cui sarebbe rimasto fino al termine del conflitto[9]. Il mese dopo la sua cattura aveva perduto suo fratello Armando, cui era molto legato[10]. Tornato a casa si dedicò con grande passione alla canzone e nel 1920 organizzò un suo piccolo complesso col quale si esibì anche fuori Roma. Due anni dopo incontrò Oberdan Petrini (il paroliere de L'eco der core), col quale stabilì un fruttuoso e saldissimo sodalizio nell'arte come nella vita.

Nel 1923 debuttò, con un suo spettacolo alla Sala Umberto, a fianco di Enzo Fusco e Odoardo Spadaro ottenendo un buon successo di pubblico e attirando le prime attenzioni della critica. Da questo momento la stella di Balzani ha conosciuto un crescendo di popolarità che lo ha portato, come cantante e come paroliere, a diventare il massimo nome della canzone romana.

Nel solo 1926 furono realizzate Ninetta affaccete, L'eco der core, Barcarolo romano, Canzone che canzona, testi e musiche che si sarebbero imposti subito e che si annoverano tra i migliori prodotti della canzone dialettale di Roma. Nello stesso anno vinse tra l'altro l'edizione della neonata Sagra dell'Uva di Marino e del Festival di San Giovanni.

Cominciò a girare con la sua troupe in tournée per tutta l'Italia, richiesto e amato da un pubblico sempre più vasto, rimanendo pur sempre particolarmente legato alla sua Roma, dove non mancò di partecipare ogni anno al Festival di San Giovanni. Il 24 luglio 1928 ricevette dal Ministero della Pubblica Istruzione una medaglia d'argento e un diploma per l'opera svolta per il rifiorire della canzone romana e nel 1935 fondò una compagnia teatrale (la Compagnia Musicale Romana di Romolo Balzani-Pina Piovani-Gildo Bocci) con cui inaugurò una nuova stagione da capocomico che dette, tra i suoi frutti, ottime commedie musicali in romanesco di cui ci rimangono ghiotte registrazioni su 33 giri.

Tra il 1940 e il 1942 realizzò degli spettacoli per le Forze Armate per le quali scritturò anche gli allora famosi attori romaneschi Gustavo Cacini e Alfredo Bambi (il celebre dicitore del monologo Er fattaccio di Americo Giuliani[11]). Nel 1943 diede il suo anello d'oro per gli ebrei perseguitati dal nazismo. Con la fine della guerra riprese la sua attività di capocomico.

Dopo il 1954 si ritirò dalle scene. Morì il 24 aprile 1962 al nº 4 di via dei Portoghesi, non lontano da Piazza Navona, suscitando commozione in tutti gli amanti della canzone romana. Due giorni dopo, a Sant'Agostino le esequie: "chitarre e mandolini convenuti da ogni parte di Roma come ad un appuntamento"[12] accompagnarono la bara eseguendo le sue canzoni in mezzo alla grande folla che si riunì per dargli l'ultimo saluto. È sepolto presso il Cimitero del Verano di Roma. Sulla tomba l'epigrafe"la voce tua s'è spenta ma c'è rimasto l'eco der core".

Discografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

78 giri[modifica | modifica wikitesto]

CD[modifica | modifica wikitesto]

Registrazioni con voce di Balzani[modifica | modifica wikitesto]

  • La canzone romana è Balzani, Milano, Nuova Fonit Cetra, 1995.
  • Romolo Balzani, Roma, Edizioni del TIMAClub, 2002.

Reinterpretazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Barcarolo Romano. Le canzoni di Romolo Balzani scelte e interpretate da Sara Modigliani e Sonia Maurer, Roma, Edizioni musicali III Millennio, 2001.

Filmografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1960 la canzone Serenata de paradiso viene inserita in La giornata balorda di Mauro Bolognini. Nel 1961 Pier Paolo Pasolini cita Barcarolo romano in Accattone[14].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mp3 de L'eco der core nell'interpretazione di Claudio Villa.
  2. ^ Achille Balzani, regolante, morì nel 1917: vd. Andreani, cit., pp. 100-101.
  3. ^ Sia il cavallaro (cioè il custode o guardiano di cavalli: anche buttero) che il vetturino, insieme al cordaro e al carrettiere a vino erano tradizionalmente i mestieri caratteristici dei Trasteverini, come il vaccinaro dei Regolanti, o il selciarolo dei Monticiani: cfr. Raffaele Giacomelli, Controllo fonetico per diciassette punti dell'A.I.S. nell'Emilia, nelle Marche, in Toscana e nel Lazio, in "Archivum romanicum", vol XVIII (1934), pp. 155-212, p. 175, n. 1.
  4. ^ Giovanni Gigliozzi, Romolo Balzani: il cantante di Roma, in "Roma ieri, oggi, domani", anno III, n° 20, Febbraio 1990, pp. 76-79, p. 76.
  5. ^ Romolo fu il penultimo di dodici figli, due dei quali, entrambi chiamati Romolo, morirono prematuramente: cfr. Andreani, cit., p. 100.
  6. ^ Giovanni Gigliozzi, Romolo Balzani: il cantante di Roma, in "Roma ieri, oggi, domani", anno III, n° 20, Febbraio 1990, pp. 76-79, p. 78.
  7. ^ In romanesco il Tevere si diceva per antonomasia "Fiume" e in questo caso la parola fiume, in quanto usata come nome proprio, non voleva l'articolo.
  8. ^ Prestò servizio nel 1º reggimento di Artiglieria pesante campale: vd. Andreani, cit. p. 101.
  9. ^ Fu liberato dal campo il 12 novembre 1918. Vd. Andreani, cit. p. 101.
  10. ^ Armando Balzani era l'unico fratello minore di Romolo: era nato nel 1895. Morì il 29 dicembre 1917 in un ospedale di Biella; prestava servizio nel 10º Reggimento artiglieria di fortezza. Vd. Andreani, cit., pp. 100-101.
  11. ^ Approfondimento su Americo Giuliani
  12. ^ Giovanni Gigliozzi, Romolo Balzani: il cantante di Roma, in "Roma ieri, oggi, domani", anno III, n° 20, Febbraio 1990, pp. 76-79, p. 79.
  13. ^ Nel film Balzani canta uno stornello musicato dal maestro Salvatore Allegra. Vd. Andreani, cit., p. 109.
  14. ^ Vd. Andreani, cit., p. 111.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV. (a cura di Gino Castaldo), "Dizionario della canzone italiana", Roma, Armando Curcio Editore, 1990, alla voce "Balzani, Romolo", di Enzo Giannelli, pagg. 95-96.
  • Maurizio Tiberi e Luigi Martini, Una vita per la canzone: ROMOLO BALZANI, Edizioni del TIMAClub, anno II, nº 4, marzo 2002.
  • Stefano Andreani, Romolo Balzani, Roma, Aquila bianca, 1990.
  • Sangiuliano (pseud. di Giuliano Santangeli), Balzani fra spettacolo e folklore, Roma, Nuova editrice Spada, 1986.
  • Anton Giulio Perugini (a cura di), Le canzoni di Romolo Balzani, Nuovo Almanacco, Roma, 1981.
  • Sangiuliano, "Quando Roma cantava. Forma e vicenda della canzone romana",II ed.riveduta e ampliata, Joker, Novi Ligure, 2011.
  • Sangiuliano, "Balzani e Roma nel folklore urbano", in "Studi Romani,luglio-dicembre 2003.
  • Sangiuliano,"Stanzialità e teatralità in Balzani", in "Strenna dei Romanisti",2004.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN261348327 · LCCN: (ENn97074365 · SBN: IT\ICCU\RMLV\031041 · ISNI: (EN0000 0004 0152 6186