Romite di San Giovanni Battista

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Le romite di San Giovanni Battista, o monache battistine, sono religiose di voti solenni appartenenti all'ordine fondato al principio del XVIII secolo da Giovanna Maria Battista Solimani.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Originaria di Albaro, presso Genova, e dotata di temperamento mistico sin dalla giovinezza, secondo la tradizione, la Solimani ebbe l'ispirazione di fondare un nuovo ordine monastico all'età di trentuno anni, dopo una visione: dichiarò di essere stata testimone dell'apparizione della Vergine con il Bambino e san Giovanni Battista e di aver ricevuto l'incarico di dare vita ad una nuova famiglia religiosa intitolata al Precursore.

Dopo alcune difficoltà iniziali, la Solimani si trasferì a Moneglia (7 giugno 1730) e, con l'aiuto del sacerdote Domenico Francesco Olivieri, si stabilì con alcune compagne in una casa messa a disposizione da un benefattore ed iniziò a vivere in strettissima clausura, vivendo solo di elemosine.

Nel 1736, con l'autorizzazione del doge e dell'arcivescovo di Genova, la comunità si trasferì nel capoluogo ligure e, nel gennaio del 1744, papa Benedetto XIV, con tre brevi apostolici, approvò l'erezione del monastero e la regola dell'ordine.

Il 7 dicembre del 1744 le religiose presero possesso della loro sede definitiva, un monastero ricavato dal palazzo di Carlo Giustiniani, ed il 20 aprile del 1746 la fondatrice e le sue dodici compagne ricevettero l'abito religioso dalle mani dell'arcivescovo di Genova: il 5 agosto del 1747, concluso il noviziato, le monache fecero la loro professione di voti perpetui.

Carisma[modifica | modifica wikitesto]

Le monache battistine sono religiose di vita contemplativa con quattro voti (povertà, obbedienza, castità e clausura).

Indossano un abito composto da una tonaca di lana color cannella stretto in vita da un cordone di crini, da uno scapolare e da un manto dello stesso colore della tonaca; usano sandali di corda e sul capo portano un velo nero.

La loro regola originaria, estremamente rigorosa, è stata mitigata dopo il Concilio vaticano II: alla fine del 2005 contavano 2 monasteri (Genova e Brovarone di Trivero) e 18 religiose.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ dati statistici riportati dall'Annuario Pontificio per l'anno 2007, Città del Vaticano, 2007, p. 1523

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]