Romanija

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Mappa della Romanija storica in Bosnia, quando raggiungeva il fiume Drina

La Romanija è una regione della Bosnia, situata a nord-est di Sarajevo.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente in Bosnia resta una piccola regione storico-geografica, la Romanija, come unica importante testimonianza della presenza neolatina dei Valacchi (detti "Vlasi" dai bosniaco) nell'area.[1]

Panoramica della Romanija, con i "monti Romanija" sullo sfondo

Infatti questa regione bosniaca prende il suo nome fin dal Medioevo dal fatto che era prevalentemente abitata dalle popolazioni neolatine, sopravvissute in quest'area montagnosa alle invasioni barbariche dell'ottavo secolo.

Bisogna anche precisare che negli ultimi anni del Novecento la sua superficie risultava dimezzata rispetto ai primi dell'Ottocento, quando raggiungeva la Drina; e che per l'accademico Marko Vego[2] la Romanija agli inizi del Rinascimento era molto maggiore, raggiungendo l'area di Banja Luka (dove attualmente vi si trova il cosiddetto "Monte Vlasic", o monte dei Vlasi).

Questa regione montagnosa di circa 2000 km² a nord di Sarajevo ancora oggi produce latticini tipici dei "Vlasi".[3]. Del resto alcune usanze, come la musica tipica, caratterizzano la Romanija e la sua radice valacca: infatti sono famose le sue canzoni ispirate ai pastori aromuni.[4]

Inoltre alla fine della guerra di Bosnia nel 1996 è stata costituita amministrativamente la Regione della Sarajevo-Romanija[5], che è una delle 7 regioni della Repubblica Serba e che è situata nell'est della Bosnia. La città di Vlasenica, una delle maggiori della regione, era uno dei principali centri dei "Vlasi" (dai quali prende il nome).

Sao Romanija (1991-1992)

Sao Romanija[modifica | modifica wikitesto]

Va anche ricordato che nel 1991-1992 esistette la cosiddetta Sao Romanija ("Srpska autonomna oblast Romanija"), una regione autonoma creata dai Serbi che faceva parte della loro repubblica serbo-bosniaca durante la citata guerra.[6]

Dal novembre 1991 questa regione fu ingrandita con l'aggiunta dell'area serba di Birac (situata intorno a Vlasenica) e posta sotto la presidenza di Drago Blagojevic, fino a che nel 1992 fu inglobata nella repubblica serba attualmente esistente in Bosnia.[7]

Patrimonio[modifica | modifica wikitesto]

Le pietre tombali monumentali risalenti al Medioevo (stecci) che si trovano sparse in Bosnia ed Erzegovina e in alcune zone delle odierne Croazia, Montenegro e Serbia furono sollevati dai Valacchi (Vlasi in Serbo).[8][9][10][11][12][13][14][15]

Pietra tombale (stecci) a Radimlja. C'è un uomo con una gonna, probabilmente un Arumeno

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Neolatini delle Alpi Dinariche
  2. ^ Marko Vego. "Iz-istorije-srednjovjekovne-Bosne-i-Hercegovine"
  3. ^ Milk production in Romanija (in inglese)
  4. ^ Video di una cantante valacca cantando una tipica canzone delle montagne della Romanija
  5. ^ Local institutions and organizations in Sarajevo-Romanija region
  6. ^ "Oblast Romanija" nel 1991-1992 (numero 6)
  7. ^ Romanija-Birac
  8. ^ Marian Wenzel, Bosnian and Herzegovinian Tombstobes-Who Made Them and Why?" Sudost-Forschungen 21(1962): 102-143
  9. ^ John V. A. Fine,, The Late Medieval Balkans: A Critical Survey from the Late Twelfth Century, University of Michigan Press, 1994, p.19
  10. ^ Lovrenovic, Dubravko (2013). Stecci: Bosansko i humsko mramorje srednjeg vijeka [Stecci: Bosnian and Hum marbles from Middle Age] (in Croatian). Ljevak. ISBN 9789533035468. pages 52, 72, 176, 307.
  11. ^ Cebotarev, Andrej (1996). "Review of Stecci and Vlachs: Stecci and Vlach migrations in the 14th and 15th century in Dalmatia and Southwestern Bosnia". Povijesni prilozi [Historical Contributions] (in Croatian). Zagreb: Croatian Institute of History. 14 (14) page 322
  12. ^ Miloševic, Ante (1991). Stecci i Vlasi: Stecci i vlaške migracije 14. i 15. stoljeca u Dalmaciji i jugozapadnoj Bosni [Stecci and Vlachs: Stecci and Vlach migrations in the 14th and 15th century in Dalmatia and Southwestern Bosnia] (in Croatian). Split: Regionalni zavod za zaštitu spomenika kulture. p. 8
  13. ^ Kurtovic, Esad (2013). "Vlasi i stecci" [Vlachs and stecci]. Radovi (in Bosnian). Sarajevo: Filozofski fakultet.
  14. ^ Kurtovic, Esad (2015). "Vlasi Drobnjaci i stecci (Crtica o Nikoli Raškovicu i njegovim nasljednicima)" [Drobnjaci Vlachs and stecci (A remark about Nikola Raškovic and his heiress)]. Godišnjak (in Bosnian). Sarajevo: ANUBiH (44): 303–316.
  15. ^ Benac, Alojz (1967). Stecci. Mala istoria umetnosti Jugoslavija (Serbian), Paperback

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Phillips, Douglas A. Bosnia and Herzegovina. Chelsea House. Philadelphia, 2004.
  • Trifon, Nicolas. Les Aroumains. Un peuple qui s'en va. Paris, 2006 ISBN 2-909899-26-8.
  • Vego, Marko. Iz-istorije-srednjovjekovne-Bosne-i-Hercegovine. Nisro. Sarajevo, 1980 ([1])

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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