Roma Seven

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Roma Seven International Rugby Sevens Tournament
Altri nomiRoma Seven
SportRugby union pictogram.svg rugby a 7
TipoMen, Women, Over35 e Open Men
Categoriaclub e selezioni nazionali ed internazionali
PaeseItalia Italia
LuogoRoma
ImpiantoCentro di preparazione olimpica “Giulio Onesti”
OrganizzatoreSeven Kings of Rome
Motto“Donec ad metam”
Cadenzaannuale
Aperturaestate
Disciplinemaschile e femminile
Partecipantinumero variabile, ad inviti
Formulaa gironi + play-off
Sito Internetromaseven.com
Storia
Fondazione2002
DetentoreItalia Italia
DetentriceKazakistan Kazakistan

Il Roma Seven International Rugby Sevens Tournament, più frequentemente abbreviato in Roma Seven, è un torneo internazionale ad inviti di rugby a 7 che si svolge, con cadenza annuale nel mese di giugno, allo stadio dell'Acqua Acetosa al Centro di preparazione olimpica “Giulio Onesti” a Roma. Primo torneo internazionale di rugby sevens tenuto in Italia, ha largamente contribuito alla diffusione di questa disciplina che è sport olimpico a partire dalle Olimpiadi di Rio 2016.

Organizzato annualmente dal Seven Kings of Rome, club ad inviti costituitosi nel 1995 grazie all'iniziativa di alcuni rugbisti a 15, alcuni anche di livello internazionale, vide la sua prima edizione assoluta nel 2002 e, dal 2009, anche un'edizione femminile. Nel corso degli anni è cresciuto in fama, tanto da registrare la partecipazione di squadre variamente composite nonché di équipes e selezioni nazionali, compresa quella italiana, e di giocatori di grande notorietà nazionale ed internazionale.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

L'idea del torneo trae origine dalla nascita dei Seven Kings of Rome, squadra romana ad inviti nella cui prima formazione del 1995 figuravano giocatori internazionali come Stefano Barba e Roberto Saetti, che avevano rappresentato l'Italia alla Coppa del mondo.[1] Nel 2002 i Seven Kings of Rome ebbero l'idea di istituire a Roma un torneo sulla falsariga di quello analogo di Amsterdam, cui avevano preso parte a più riprese.

Fu così che tra il 1º e il 2 giugno 2002 si tenne, sui campi di gioco dell'Unione Rugby Capitolina in via Flaminia, la prima edizione del Roma Seven, che mise in palio la Coppa omonima.[2] La prima edizione fu vinta dalla Lottomatica Roma, formazione romana ad inviti.

Già dalla seconda edizione, tenutasi sempre sui campi dell'Unione Capitolina il 14 giugno 2003, il torneo vide ai nastri di partenza nuove importanti realtà rugbistiche, quali il club inglese a inviti dei Samurai International RFC, che ha vantato nel tempo la partecipazione di elementi internazionali di rilievo del rugby a 15 come Mike Tindall, John Bentley, David Strettle o Geordan Murphy,[3] una Nazionale ad inviti della Nuova Zelanda, una selezione sudafricana e vari team europei. Fu garantita anche la copertura televisiva, e il l'edizione venne vinta dai Samurai.

Nel 2004 il torneo vide anche la partecipazione dell'Italia Seven: la formazione federale azzurra vinse il torneo e, da allora, fu una presenza fissa. A seguire si imposero di nuovo i Samurai, poi nel 2006 fu il turno dell'Università di Stellenbosch, importante istituto sudafricano che forma allenatori di rugby a 15.

Nel 2007 vinsero i KooGa Wailers, altro club ad inviti londinese, e dal 2008 l'evento ricevette anche la copertura nazionale da parte della Rai:[4] nell'occasione ad imporsi fu una selezione dell'Esercito britannico, la British Army ARU sponsorizzata “Felpharma”, mentre la Nazionale italiana si aggiudicò il Plate posizionandosi 3ª.

Oramai stabilitosi nel circuito dei tornei internazionali di rugby a 7, nel 2009 il torneo vide, sui campi dell'Acqua Acetosa, anche la sua prima edizione femminile, oltre al patrocinio istituzionale del Comune e della Provincia di Roma, della Regione Lazio e anche della Federazione Italiana Rugby, che mise così la sua insegna sul torneo.[5] L'edizione 2009 vide la vittoria del Roma Seven Invitation che batté in finale la Stellenbosch University, mentre tra le donne a prevalere fu la selezione femminile dei Samurai, le “Red&Blue” Ladies. Nel 2010, infine, il torneo vide un ulteriore incremento del livello qualitativo dei suoi partecipanti, potendo schierare ai nastri di partenza allo stadio dei Marmi selezioni nazionali di rango quali: quella australiana, che vinse il torneo maschile, una selezione neozelandese, vincitrice del torneo femminile, quella francese, figiana, italiana, più altri club ad inviti da Inghilterra, Francia e Sudafrica.[6]

Negli anni successivi il torneo vide le partecipazioni di numerose selezioni provenienti da ogni parte del mondo, sia per il torneo maschile che per quello femminile. Le edizioni 2010 e 2011, anno in cuoi il torneo ebbe la presenza come testimonial di Chester Williams: springbok Campione del Mondo 1995 e figura simbolo del nuovo Sudafrica multirazziale, videro imporsi il Roma Seven Invitation per due anni consecutivi nel torneo maschile e l'Aotearoa New Zealand Māori targata “Red&Blue” in quello femminile, che lo vinse anche nelle due edizioni successive, laureandosi quindi campione per quattro anni di fila. Dall'edizione 2013 a quella 2016 il torneo fu dominato ogni anno dalla Nazionale sudafricana, prima di una nuova affermazione dei Seven Kings of Rome nel 2017 allo stadio Tre Fontane, edizione, nella quale, il torneo si pregiò del prestigioso patrocinio del Senato della Repubblica, del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, della Polizia di Stato, dell'Agenzia Nazionale per i giovani, nonché della Regione Lazio, dell'Assessorato allo sport di Roma Capitale. In ambito sportivo furono concessi i patrocini del CONI e della FIR. In ambito femminile ogni anno vinse una rappresentativa differente, in ordine cronologico: Paris 7s Ladies, Tunisia, Sudafrica, Cina e Kazakistan. Nell'edizione 2018, svoltasi il 15 e il 16 giugno al Centro di preparazione olimpica dell'Acqua Acetosa “Giulio Onesti”, la Nazionale italiana superò in semifinale i Seven Kings of Rome 14-12, per poi battere in finale lo Zimbabwe 17-14, nei minuti finali, grazie a due mete di Francesco Bonavolontà, tornando così a vincere il torneo dopo 14 anni.

Squadre partecipanti[modifica | modifica wikitesto]

Il torneo ha ospitato nel corso degli anni alcune delle più rilevanti selezioni internazionali e nazionali, diverse facenti parte dei core teams delle World Rugby Sevens Series, e di club.

Maschili[modifica | modifica wikitesto]

Nazionali: Argentina, Australia, Brasile, Cina, Cile, Corea del Sud, Figi, Francia, Georgia, Germania, Italia, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi, Polonia, Kazakistan, Kenya, Spagna, Sudafrica, Tunisia, Ucraina, Zimbabwe.

Selezioni e club:

Femminili[modifica | modifica wikitesto]

Nazionali: Australia, Belgio, Brasile, Cina, Colombia, Francia, Georgia, Germania, Inghilterra, Israele, Italia, Giappone, Kazakistan, Kenya, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Paraguay, Portogallo, Polonia, Russia, Sudafrica, Sudafrica, Stati Uniti, Svezia, Tunisia, Ucraina, Venezuela.

Selezioni e club:

Albo d’oro[modifica | modifica wikitesto]

Edizione Roma Seven Cup
Vincitore torneo maschile
Roma Seven Ladies Cup
Vincitrice torneo femminile
2002 Italia Lottomatica Roma non disputata
2003 Regno Unito Samurai International RFC
2004 Italia Italia
2005 Regno Unito Samurai International RFC
2006 Sudafrica Stellenbosch University RFC
2007 Regno Unito KooGa Wailers
2008 Regno Unito British Army ARU
2009 Italia Roma Seven Invitation Regno Unito Samurai International RFC Ladies
2010 Australia Australia Nuova Zelanda Aotearoa Māori New Zealand
2011 Italia Roma Seven Invitation Nuova Zelanda Aotearoa Māori New Zealand
2012 Italia Roma Seven Invitation Nuova Zelanda Aotearoa Māori New Zealand
2013 Sudafrica Sudafrica Nuova Zelanda Aotearoa Māori New Zealand
2014 Sudafrica Sudafrica Francia Paris 7s Ladies
2015 Sudafrica Sudafrica Tunisia Tunisia
2016 Sudafrica Sudafrica Sudafrica Sudafrica
2017 Italia Seven Kings of Rome Cina Cina
2018 Italia Italia Kazakistan Kazakistan

Giocatori di rilievo[modifica | modifica wikitesto]

Tra i tanti giocatori di rilievo internazionale che hanno preso parte al Roma Seven, ricordiamo: i neozelandesi Shane Christie, Edwin Cocker, Scott Curry, David Falealili, Rory Grice, Solomon King, Fritz Lee, James Maher, Lote Raikabula, David Raikuna, Roger Randall, Jordan Smiler, Sherwin Stowers, Justin Wilson e l'allenatore Gordon Tietjens dal 2012 nella IRB Hall of Fame; gli australiani Amish Angus, Bernard Folley, Lewis Holland, Edd Jenkins, Greg Jeloudev, Jesse Parahi, Jacob Taylor, Henry Wanderglas, Dan Yakopo, il capitano Tim Walsh e l'allenatore Michael O'Connor; i sudafricani Kyle Brown, Renfred Dazel e Jonghi Nowke; gli inglesi Rob Thirlby, John Rudd e Will Matthews, i figiani Lepani Nabuliwaqa, William Ryder e Apolosi Satala; i samoani Tom Iosefo, Alatasi Tupou e Reupena Levasa; nonché:

Le guest star:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comitato organizzativo, su romaseven.com. URL consultato il 12 gennaio 2010 (archiviato dall'url originale il 9 maggio 2006).
  2. ^ (EN) Il torneo, su romaseven.com. URL consultato il 12 gennaio 2010 (archiviato dall'url originale il 9 maggio 2006).
  3. ^ (EN) Roma Seven 2003, su romaseven.com. URL consultato il 12 gennaio 2011 (archiviato dall'url originale il 9 maggio 2006).
  4. ^ Eduardo Lubrano, Rugby a 7, grande sfida tra i campioni di tutto il mondo, in la Repubblica, 3 giugno 2008. URL consultato il 12 gennaio 2010.
  5. ^ La storia, su romaseven.com. URL consultato il 12 gennaio 2010.
  6. ^ Sbarca a Roma il team neozelandese di rugby a sette [collegamento interrotto], su adr.it. URL consultato il 12 gennaio 2011.
  7. ^ HSBC Sevens World Series 2013-14 records, and all-time points scorers, The Telegraph.co.uk, 9 ottobre 2014.
  8. ^ Ollie Phillips IRB Sevens Player of the Year, IRB.com, 1º giugno 2009.
  9. ^ Tomasi Cama IRB Sevens Player of the Year, IRB.com, 13 maggio 2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]