Roland D-50

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Roland D-50

Il Roland D-50 è un sintetizzatore digitale polifonico a 16 voci prodotto dalla Roland. È stato messo in commercio nel 1987 per competere con lo Yamaha DX7.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Tra le sue caratteristiche si notano la presenza di effetti on-board, di un joystick per la manipolazione del suono e l'immissione dei parametri e di una tastiera dotata di aftertouch e sensibile alla dinamica. Il programmatore esterno Roland PG-1000 poteva essere collegato al D-50 per usufruire di un editing semplificato del suono, in quanto per ogni parametro mette a disposizione uno slider che ne imposta il valore, senza la necessità di navigare nella struttura dei menù dello strumento che può risultare abbastanza ostica e di difficile comprensione. Oggi ciò può anche essere evitato e si può usufruire di un editing dello strumento molto più veloce grazie ai molti editor SysEx gratuiti presenti in rete, con i quali possono essere modificati tutti i parametri per mezzo di una comoda e intuitiva interfaccia grafica. Con essi si possono anche caricare o depositare sul computer tutti i pacchetti di suoni costruiti dal musicista oppure scaricati dalla rete.

Il D-50 può essere espanso tramite l'aggiunta di una scheda di espansione interna (la Musitronics M-EX) per renderlo multitimbrico. È stato prodotto anche in una versione su montaggio rack, il D-550, del tutto identica alla versione con tastiera per componentistica interna (condivide la stessa scheda madre), se non fosse per la mancanza, appunto, della tastiera, degli slider e del joystick per la manipolazione dei parametri.

Il D-50 è diventato negli anni uno dei synth più diffusi per la (relativa) facilità di utilizzo rispetto ad altre macchine concorrenti come lo Yamaha DX7. Questo lo rese uno strumento concorrente, spesso usato accoppiato alla macchina Yamaha.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il D-50 è stato il primo sintetizzatore in grado di combinare campionamenti PCM con un'implementazione digitale della sintesi sottrattiva classica tipica delle macchine analogiche, ed a rendere i due intrecciabili fra di loro. Gli ingegneri Roland campionarono l'attacco dei suoni degli strumenti reali (pizzicati di archi, attacchi di suoni di strumenti a fiato, campanelli, suoni percussivi, ecc.), arrivando ad un totale di 100 campionamenti presenti in ROM.

Il funzionamento del D-50 può essere riassunto così: per la generazione dell'attacco del suono vengono usati i campionamenti presenti in ROM, mentre il corpo viene generato dalla sezione di sintesi sottrattiva. Per alcune patch è tuttavia possibile usare solamente i campioni PCM messi in loop per produrre un suono continuo (ciò accade per esempio con i suoni di organo).

L'utilizzo di questo metodo si è reso necessario in quanto nel 1987 le memorie ROM erano alquanto costose, ed il memorizzare campioni interi di strumenti acustici avrebbe richiesto ingenti (per allora) quantità di memoria, aumentando di molto il costo dello strumento. Sfruttando un principio di psicoacustica secondo il quale è l'attacco del suono più che il corpo a permettere il riconoscimento del tipo di strumento, Roland è riuscita a costruire una macchina innovativa, molto più realistica sui suoni acustici rispetto ai sintetizzatori allora presenti, e dal costo tutto sommato contenuto per via della minor quantità di memoria richiesta per lo stoccaggio dei soli transienti d'attacco dei suoni.

Alcuni dei campionamenti presenti all'interno della macchina avevano una timbrica molto ariosa, caratteristica che quindi veniva conferita alle patch che ne facevano uso maggiore. Ciò si riscontra in particolare nell'uso di campionamenti di cori, strumenti a fiato, chitarre o di suoni dal carattere molto arioso ed etereo (DigitalNativeDance è un esempio di preset che utilizza questi ultimi tipi di suoni).

Alcuni preset dello strumento erano così caratteristici e sono stati utilizzati in così tante canzoni che sono stati inclusi come preset anche in molte workstation e sintetizzatori moderni (basti pensare a preset come Fantasia, Soundtrack, Living Calliope, Pizzagogo, riprodotti in modo più o meno approssimato).

Alcune tarde serie dello strumento,molto apprezzate per la qualità della tastiera, sono state prodotte in Italia

Tecnologia e funzionamento[modifica | modifica wikitesto]

Roland D-550

Il D-50 è un sintetizzatore a generazione sonora interamente digitale, effettistica compresa. Anche i filtri, contrariamente a quanto talvolta affermato, sono digitali. La sintesi avviene in un circuito integrato DSP proprietario di Roland.

L'architettura di sintesi è divisa in due "TONE", Upper (superiore) e Lower (inferiore). Ogni TONE è composto da due "parziali" (oscillatori), i quali possono generare il suono mediante sintesi sottrattiva o con l'uso dei campioni, per un totale di 4 oscillatori a patch. Ogni parziale è dotato della sua catena filtro -> amplificatore, entrambi con i propri generatori d'inviluppo. Da notare però che il filtro è disponibile solo per i parziali utilizzanti la sintesi sottrattiva, mentre per quelli basati su campioni PCM il filtro non è disponibile. Per i parziali a sintesi sottrattiva è data la presenza di un modulatore ad anello (Ring Modulator), capace di donare agli oscillatori una timbrica che si avvicina molto a quella del rivale Yamaha DX7, e le forme d'onda a disposizione sono la dente di sega e la quadra con duty cycle variabile e modulabile (PWM), derivate dai sintetizzatori analogici classici.

L'UPPER TONE ed il LOWER TONE possono essere suonati singolarmente (WHOLE), separatamente (SPLIT) o contemporaneamente (DUAL) sulla tastiera. Puà anche essere impostata la monofonia (SOLO). Se suonati contemporaneamente la polifonia della macchina viene ridotta ad 8 voci.

Grazie alla presenza della sezione a sintesi sottrattiva e per le caratteristiche dei suoi oscillatori, che vengono giudicati come gli oscillatori digitali dal suono più "naturale" e analogico, il D-50 può essere considerato come il capostipite degli attuali sintetizzatori Virtual Analog, seppur carente di alcune funzioni tipiche come l'hard sync tra gli oscillatori. Questo è uno dei motivi per cui il D-50 è ancora molto utilizzato e considerato come un sintetizzatore "puro" con cui creare un suono caldo, come quello analogico, cosa che invece non è mai stata possibile con i sintetizzatori di generazione successiva, a causa del loro utilizzo dei sample PCM come unica base per la creazione dei suoni (questo è il caso del Korg M1, che è esclusivamente un riproduttore di campioni playback che in seguito vengono processati da un filtro abbastanza rudimentale e dall'amplificatore).

Il D-50 è oltretutto molto simile ad una versione digitale di un precedente famoso sintetizzatore della Roland, il Super JX (o JX-10) nell'utilizzo di alcune funzionalità e nella struttura, che anche nel JX-10 è composta da quattro oscillatori suddivise in due TONE sovrapponibili o suonabili singolarmente.

Roland in seguito ha messo in commercio una serie di sintetizzatori dal prezzo più basso per coloro che non potevano permettersi il più completo D-50 e volevano ottenere suoni simili (D-10, D-20, D-5, MT-32).

La produzione del Roland D-50 terminò agli inizi degli anni novanta, ma rientrò nuovamente in commercio nel 2004 sotto forma di card d'espansione VC1 per i sintetizzatori Roland V-Synth ed il rack VariOS.

Musicisti che utilizzano il D-50[modifica | modifica wikitesto]

Probabilmente il ruolo in cui è più noto l'utilizzo del D-50 è nell'album Revolutions di Jean Michel Jarre, che è stato eseguito quasi interamente con un D-50, utilizzando i preset originali con cui la macchina arrivava di fabbrica. Il D-50 è stato usato molto anche nell'album Bad di Michael Jackson, stavolta facendo più uso di suoni personalizzati poiché l'album è stato pubblicato parecchio tempo dopo l'uscita sul mercato del D-50.

Anche Enya ha fatto largo uso della macchina, il brano Orinoco Flow ne è un esempio lampante. Il suono di pizzicato d'archi che accompagna tutto il brano è il preset 44-Pizzagogo del D-50.

Altri artisti che hanno fatto uso dello strumento sono: