Roger Dingledine

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Roger Dingledine

Roger Dingledine, noto anche con lo pseudonimo di arma (...), è un informatico statunitense noto per essere il cofondatore di The Tor Project, di cui continua ad essere, a febbraio 2017, presidente e direttore di ricerca.

Ha una laurea in matematica ed un dottorato in informatica e ingegneria elettronica, tutti conseguiti al MIT[1].

È stato Security Philosopher alla Reputation Technologies (una startup che si occupava di facilitare l'e-commerce tra aziende attraverso sistemi di reputazione), componente del team di sicurezza della rete del MIT e sviluppatore per una startup chiamata Integrated Computing Engines (ICE). Ha partecipato, inoltre, ad uno stage estivo alla NSA e ha ricoperto un incarico estivo per la Emory University[1].

Attualmente è professore invitato alla Drexel University, oltre che proprietario della Moria Research Labs, la sua società di consulenze fondata da lui stesso. Oltre ad essere responsabile del progetto Tor, lo è anche di Free Haven e SEUL. È impegnato anche nel progetto Mixminion.[1].

The Tor Project

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Nel 2002 Dingledine, sotto contratto con lo United States Naval Research Laboratory[2] e Nick Mathewson, si uniscono a Paul Syverson (che lavorava già dal 1995 ad un progetto di onion routing per il USNRL[3]) ed iniziano a sviluppare Tor[4]. Nel 2006 fondarono The Tor Project[5][6], l'organizzazione senza scopi di lucro che sviluppa e mantiene il browser Tor (uno strumento open source il cui scopo è rendere anonime le comunicazioni degli utenti che ne fanno uso), oltre ad altri software[7]. A febbraio 2017, Dingledine ne ricopre gli incarichi di presidente e direttore di ricerca[8].

Premi e riconoscimenti

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Nel 2006 Dingledine è stato nominato uno dei trentacinque Innovators Under 35 dal MIT Techology Review, proprio per il suo lavoro sulle tecnologie di anonimizzazione su internet nel quadro di The Tor Project.[2]

Nel 2012 è inserito nella lista dei 100 pensatori globali stilata da Foreign Policy[9]

Attenzione dei media

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Dingledine in particolare, e Tor in generale, hanno catturato l'attenzione dei media quando nel 2013, in seguito alle rivelazioni di Edward Snowden, è stato svelato come la NSA tentasse di deanonimizzare gli utilizzatori di Tor[10]. L'anno seguente le emittenti radiotelevisive tedesche Norddeutscher Rundfunk e Westdeutscher Rundfunk hanno reso pubblici alcuni dettagli riguardo xKeyscore (un sistema di sorveglianza del traffico internet gestito dalla NSA), mostrando come quest'ultimo monitori le attività dei server Tor. Tra di essi figurava quello mantenuto al MIT dallo stesso Dingledine che, oltre ad essere una directory authority di Tor, amministrava il servizio di posta elettronica MixMinion e ospitava vari giochi ed altri siti.[11]

  1. ^ a b c (EN) Roger Dingledine, Roger Dingledine's Curriculum Vitae, su freehaven.net. URL consultato il 5 febbraio 2017.
  2. ^ a b (EN) Innovators Under 35: Roger Dingledine, in Technology Review, 2006. URL consultato il 5 febbraio 2017 (archiviato dall'url originale il 29 maggio 2016).
  3. ^ (EN) Jasha Levine, Almost Everyone Involved in Developing Tor was (or is) Funded by the US Government, su pando.com, 16 luglio 2014. URL consultato il 5 febbraio 2017.
  4. ^ (EN) Paul Syverson, [tor-talk] Iran cracks down on web dissident technology, su Evernote, 10 luglio 2014. URL consultato l'11 dicembre 2019.
  5. ^ Simone Cosimi, Cresce la voglia di rete anonima: 6.000 nodi di Tor nel mondo e la Germania al top, in la Repubblica, 15 settembre 2015. URL consultato il 5 febbraio 2017.
  6. ^ (EN) Kim Zetter, Tor Hires a New Leader to Help It Combat the War on Privacy, in Wired, Condé Nast, 11 dicembre 2015. URL consultato il 5 febbraio 2017.
  7. ^ (EN) Tor Project: Projects Overview, su torproject.org, The Tor Project. URL consultato il 5 febbraio 2017.
  8. ^ (EN) Tor Project: Core People, su torproject.org, The Tor Project. URL consultato il 5 febbraio 2017 (archiviato il 5 febbraio 2017).
  9. ^ (EN) Alicia P.Q. Wittmeyer, The Fp Top 100 Global Thinkers, su foreignpolicy.com, Foreign Policy, 26 novembre 2012. URL consultato il 5 febbraio 2017.
  10. ^ (EN) James Ball, Bruce Schneier e Glenn Greenwald, NSA and GCHQ target Tor network that protects anonymity of web users, in The Guardian, 3 luglio 2014. URL consultato il 5 febbraio 2017.
  11. ^ (EN) Kim Zetter, The NSA Is Targeting Users of Privacy Services, Leaked Code Shows, in Wired, Condé Nast, 3 luglio 2014. URL consultato il 5 febbraio 2017.

Voci correlate

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