Roero (vino)

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Disciplinare DOCG

Stato Italia Italia
Regione Piemonte Piemonte

Roero
Decreto del 18 marzo 1985
Gazzetta Ufficiale n. 258 del 02 novembre 1985
Regolamenta le seguenti tipologie:
Roero
Roero Arneis
Roero Arneis spumante
Fonte: Disciplinare di produzione[1]

Roero è una denominazione di origine controllata e garantita (DOCG) riservata ad alcuni vini la cui produzione è consentita nella provincia diCuneo.

Zona di produzione[modifica | modifica wikitesto]

La zona di produzione comprende:

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Il Roero (Roé in piemontese) è una regione geografica e storica del Piemonte, situata nella parte nord-orientale della provincia di Cuneo. Era già terra di vigneti in epoca preromana ed è tuttora una meta turistica in ambito eno-gastronomico. "Consorzio di tutela Roero", istituito nel 2014, ha la funzione di tutelare e valorizzare la denominazione di origine controllata.
Nebbiolo
Il termine pare derivare da "nebbia", forse riferito all'aspetto dell'acino, scuro e annebbiato dall'abbondante pruina, forse dovuto alla maturazione molto tardiva delle uve, che porta spesso a vendemmiare nel periodo delle nebbie autunnali. Il vitigno è citato già alla fine del Duecento, soprattutto in Astigiano e nelle Langhe; nel 1431 appare negli statuti di La Morra. A partire dal XIX secolo viene frequentemente catalogato nelle ampelografie.

Arneis
L’origine del nome può essere ricondotto al termine renexij, con cui nel XV secolo si indicava il vitigno, dal toponimo "bric Renesio", altura nei pressi di Canale. Altre fonti lo attribiscono al termine piemontese arneis, letteralmente "arnese", che traslato indica una persona scontrosa o furfantesca.

Tecniche di produzione[modifica | modifica wikitesto]

La giacitura consentita è quella collinare; nel caso del Roero rosso sono esclusi i terreni a bassa pendenza. Nel caso dell'Arneis è consentita la coltivazione anche sui versanti esposti a nord. Le forme di allevamento e sistemi di potatura sono quelli tradizionali, ovvero la controspalliera e il Guyot tradizionale.

Le operazioni di vinificazione e l'eventuale invecchiamento devono essere effettuate nei comuni in cui ricade la zona di produzione, ma è consentito che avvengano anche nei comuni di Alba, Bra, Barbaresco, Barolo, Castiglione Falletto, Cherasco, Diano d'Alba, Grinzane Cavour, La Morra, Monchiero, Monforte d'Alba, Montelupo Albese, Neive, Novello, Roddi, Roddino, Serralunga d'Alba, Sinio, Treiso e Verduno.

Disciplinare[modifica | modifica wikitesto]

La DOC Roero è stata istituita con DPR 18.03.1985 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 258 del 02.11.1985
È stata trasformata in DOCG Roero con DI del 07.12.2004 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 301 del 24.12.2004

Successivamente è stato modificato con

  • DM 23.03.2006 - G.U. 85 - 11.04.2006
  • DM 17.09.2010 - G.U. 237 - 09.10.2010
  • DM 30.11.2011 - G.U. 295 - 20.12.2011
  • DM 07.03.2014 - Sito ufficiale Mipaaf
  • DM 09.07.2014 - G.U. 165 -18.07.2014
  • La versione in vigore è stata approvata con DM 20.02.2015 . Sito ufficiale del Mipaaf [1]

Tipologie[modifica | modifica wikitesto]

Roero[modifica | modifica wikitesto]

È consentita la menzione Vigna seguita dal toponimo o nome tradizionale precedentemente rivendicato; la produzione massima è di 72 q./ha.

È prevista la menzione Riserva, con invecchiamento di 32 mesi di cui 6 in botte di legno.

uvaggio Nebbiolo minimo 95%
colore rosso rubino o granato
odore fruttato, caratteristico e con eventuale sentore di legno
sapore asciutto, di buon corpo, armonico ed eventualmente tannico
titolo alcolometrico minimo 12,50% vol.
acidità totale minima 4,5 g/l.
estratto secco minimo 22,0 g/l.
resa massima di uva per ettaro 80 q.
resa massima di uva in vino 70%
periodo di ivecchiamento 20 mesi, di cui 6 in botte di legno.

Abbinamenti consigliati[modifica | modifica wikitesto]

Carni bianche saporite, Carni rosse senza note di selvatico, Ravioli del Plin, Gnocchi al Castelmagno, risotto al Roero.[2]


Roero Arneis[modifica | modifica wikitesto]

È consentita la menzione Vigna seguita dal toponimo o nome tradizionale precedentemente rivendicato; la produzione massima è di 90 q./ha di uva.

uvaggio Arneis minimo 95%
colore giallo paglierino
odore delicato, fresco e con eventuale sentore di legno
sapore elegante, armonico ed eventualmente tannico
titolo alcolometrico minimo 11,00% vol.
acidità totale minima 4,5 g/l.
estratto secco minimo 15,0 g/l.
resa massima di uva per ettaro 100 q.
resa massima di uva in vino 70%

Abbinamenti consigliati[modifica | modifica wikitesto]

Aperitivo e antipasti, pesce dal sapore leggero, piatti semplici, minestre di pasta e verdure, paste con ripieni delicati.[2]

Roero Arneis spumante[modifica | modifica wikitesto]

uvaggio Arneis minimo 95%
colore giallo paglierino piu' o meno intenso
odore delicato, fruttato, fresco, con sentori di lievito, crosta di pane e vaniglia
sapore da brut nature a dolce; elegante e armonico
titolo alcolometrico minimo 11,50% vol.
acidità totale minima 5,0 g/l.
estratto secco minimo 15,0 g/l.
resa massima di uva per ettaro 100 q.
resa massima di uva in vino 70%
spuma fine e persistente

Abbinamenti consigliati[modifica | modifica wikitesto]

Preparzione con radicchio, zucca, animelle, granelle.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Disciplinare di produzione dei vini a denominazione di origine controllata e garantita “Roero”, su catalogoviti.politicheagricole.it.. URL consultato il 18 novembre 2021.
  2. ^ a b c Abbinamenti, su consorziodelroero.it.
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