Rocca di Ostia

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Rocca di Ostia
Castello di giulio II.JPG
La rocca.
Ubicazione
Stato attualeItalia Italia
RegioneLazio Lazio
CittàOstia Antica
Coordinate41°45′33.6″N 12°18′04.5″E / 41.759333°N 12.30125°E41.759333; 12.30125Coordinate: 41°45′33.6″N 12°18′04.5″E / 41.759333°N 12.30125°E41.759333; 12.30125
Informazioni generali
Tipomedievale
Termine costruzioneXV secolo
Sito webSito ufficiale
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L'ingresso alla rocca ed il mastio

La Rocca di Ostia (o Castello di Giulio II) è una fortezza posta sul lato sud del borgo medievale di Ostia Antica.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'opera fu fatta realizzare tra il 1483 e il 1486 dal cardinale Giuliano della Rovere, futuro (papa Giulio II), per controllare i propri possedimenti di famiglia e l'accesso a Roma dal mare lungo il Tevere, in funzione anti Borgia.

Il progetto è attribuito a Baccio Pontelli, anche se non mancano i dubbi. Vasari attribuisce l'opera a Giuliano da Sangallo.[1] Altri storici fanno il nome di Francesco di Giorgio Martini per il progetto, mentre Pontelli potrebbe aver diretto i lavori.[2] In effetti l'opera presenta numerosi elementi riferibili alle opere ed ai trattati del maestro senese, che Pontelli potrebbe aver conosciuto durante la frequentazione ad Urbino. Tuttavia la rocca presenta analogie anche con le fortificazioni progettate da Francione, maestro a Firenze di Pontelli.

La fortificazione si trovava tra il borgo murato medievale di Ostia Antica e il corso del Tevere, fino alla piena del 1557 che modificò in corso del fiume lasciando a secco il fossato. La fortezza fu a lungo caposaldo militare e dogana pontificia.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

L'opera presenta criteri tecnici innovativi e conoscenze militari notevoli. La forma è triangolare, con torrioni sui vertici: due circolari ("rondelle") e uno poligonale di dimensioni maggiori, alti quanto le mura per creare un cammino di ronda unico su tutto il perimetro. Un ampio fossato, alimentato dal Tevere, correva in origine lungo il perimetro.

Le mura sono completamente in mattoni, secondo l'uso marchigiano, hanno un'altezza ridotta e sono molto spesse, con un'inclinazione a scarpa, per evitare l'impatto ortogonale dei proiettili. Le postazioni di artiglieria ("troniere") sono poste nella "gola" tra "rondelle" e "cortina" e vi sono aperture per le bocche da fuoco anche molto vicino al suolo, per tiri radenti e difesa incrociata. All'interno della fortezza un mastio circolare emerge a controllare il Tevere.[3]

Tali caratteristiche ne fanno un episodio importante tra le rocche di transizione di fine XV secolo, verso l'affermarsi della fortificazione alla moderna.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ G. Vasari, Le Vite......, 1568.
  2. ^ Vittorio Franchetti Pardo, Città, architetture, maestranze tra tarda antichità ed età moderna, pag. 358, 2001.
  3. ^ M. Chiabò, M. Gargano (a cura di), Le Rocche alessandrine e la rocca di Civita Castellana, 2003.
  4. ^ D.Taddei, Giuliano e Antonio da Sangallo, in "L'architettura militare nell'età di Leonardo", Atti del Convegno, 2007.

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