Rocca dei Rossi (San Secondo)

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Rocca dei Rossi
San Secondo Parmense-Rocca dei Rossi2.jpg
Ubicazione
Stato attuale Italia Italia
Regione Emilia-Romagna Emilia-Romagna
Città San Secondo Parmense-Stemma.pngSan Secondo Parmense
Coordinate 44°55′09″N 10°13′37″E / 44.919167°N 10.226944°E44.919167; 10.226944Coordinate: 44°55′09″N 10°13′37″E / 44.919167°N 10.226944°E44.919167; 10.226944
Mappa di localizzazione: Nord Italia
Rocca dei Rossi (San Secondo)
Informazioni generali
Tipo Castello
Costruzione XIV secolo-XV secolo
Costruttore Pier Maria I de' Rossi
Materiale malta, pietre, laterizio
Primo proprietario D'azur-au-lion-d'argent.jpgRossi di Parma
Condizione attuale In uso
Proprietario attuale Comune di San Secondo Parmense
Visitabile
Sito web http://www.cortedeirossi.it/rocca/
Informazioni militari
Funzione strategica edificio di difesa
Termine funzione strategica XVII secolo
Comandanti storici D'azur-au-lion-d'argent.jpg Pier Maria II de' Rossi , Pier Maria III de' Rossi
Azioni di guerra Assedio del 1482 da parte di Ludovico il Moro

[senza fonte]

voci di architetture militari presenti su Wikipedia
L'antico ingresso dal ponte levatoio
Suggestiva immagine innevata della Rocca
Sala delle gesta rossiane: investitura di Pier Maria III a capo delle truppe del Re di Francia

La Rocca dei Rossi è un castello che si trova a San Secondo Parmense nella provincia di Parma.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Rocca fu costruita su di un dosso intorno al 1413 per volere di Pier Maria I de Rossi[1], eretta a difesa del borgo fortificato di San Secondo sul quale i Rossi vantavano diritti sin dal XII secolo ed esercitavano signoria come conti dal 1365[2].

Gravemente danneggiato dalle truppe di Ludovico il Moro che lo espugnarono nel 1481, venne in seguito ricostruito ampliato e abbellito quando nel mutato quadro politico si trasformò da fortezza difensiva a palazzo sontuoso grazie anche ai matrimoni stretti dai Rossi con famiglie nobili, quali gli Sforza, i Medici e i Gonzaga. Fra i vari matrimoni si ricorda quello fra Pier Maria III de' Rossi e Camilla Gonzaga avvenuto nel 1523 e ricordato ogni anno durante il palio delle contrade di San Secondo, una delle stanze più belle dell'intera rocca è infatti la loro camera nuziale.

Nel corso dei secoli la struttura ha subito importanti menomazioni fra le quali si ricordano le sconsiderate demolizioni ottocentesche dei locali di servizio di un Oratorio (di Santa Caterina) contenente alcune tombe della famiglia Rossi, un teatro, il loggiato affacciato sul centro del paese, le stanze dei servitori, le scuderie, il fienile, la legnaia e le prigioni.

Rimangono fortunatamente le aree di maggior pregio artistico, locali di rappresentanza della residenza signorile: le ali nord - nord/ovest (risalenti al '500) e, separati dal corpo centrale, il mastio e l'antico ingresso attraverso il ponte levatoio.

Gli ultimi proprietari cedettero la Rocca al comune e da allora fu sede degli uffici comunali sino all'anno 2002, quando, a seguito dello spostamento della sede amministrativa nella adiacente ex scuola media, il castello venne reso disponibile per le visite; al contempo venne parzialmente rifatta la piazza antistante attraverso alcuni interventi fra i quali spiccano l'eliminazione della strada che passava da decenni davanti alla Rocca stessa e il dissotterramento della prima arcata dell'antico ponte levatoio.

A seguito delle lesioni causate dai terremoti del 2012 la Rocca dei Rossi è rimasta chiusa per restauri per tre anni divenendo di nuovo completamente aperta e visitabile dal marzo 2015.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: San Secondo Parmense.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il castello può vantare un ragguardevole apparato decorativo per un totale di oltre 3000 m2, tutti incentrati al piano nobile dal quale si accede attraverso l'imponente scalone cinquecentesco dopo aver attraversato il cortiletto d'onore. Alla sua decorazione vi lavorarono artisti allievi di Giulio Romano, Baglione, Samacchini, Bertoja, Procaccini e Paganino[3].

Le sale[modifica | modifica wikitesto]

Si riporta una breve descrizione delle sale minori

Sala di Bellerofonte, il cui ingresso si trova di fronte all'ingresso posto al termine dello scalone, vi è affrescato Bellerofonte che uccide la chimera, gli affreschi sono databili al 1550 e il suo utilizzo era di sala di ricevimento per gli ospiti.

Galleria di Esopo, si colloca sulla destra dell'ingresso posto al termine dello scalone, in pratica è un ampio corridoio a forma di L da quale si accede ad altre sale, vi sono rappresentate alcune fra le più famose favole di Esopo come la favola della volpe e il cinghiale e quella degli asini che ragliano a Giove, la sala è databile fra il 1545 e il 1549.

Sala delle favole, vi si accede dalla Galleria di Esopo, della quale la sala stessa è contemporanea, ed è la prima sulla destra che si trova, vi sono rappresentate alcune favole. La sua funzione era quella di stanza residenziale.

Sala di Momo, collocata a fianco della Sala delle favole, nell'affresco viene raccontata una storiella di un padre che si reca al mercato con il figlio e un asino, anch'essa databile fra il 1545 e il 1549. La sua funzione originaria era quella di salottino

Sala dell'Asino d'Oro, collocata di fronte al corridoio da una parte e affacciata sul portico con loggiro dall'altra, vi è rappresentato il celeberrimo racconto di Apuleio, è databile intorno al 1525-1532 ed è attribuibile forse a Vincenzo Tamagni, la sua funzione originaria era di camera nuziale di Pier Maria III de Rossi.

Sala dei Cesari, databile intorno al 1530 posta a fianco e in diretta comunicazione con la Sala dell'Asino d'oro, anch'essa affacciata sul loggiato, era lo studiolo di Pier Maria III de Rossi e vi sono rappresentate le effigie di 8 imperatori.

Sala della Giustizia, direttamente collegata alla sala dei Cesari e affiacciata anch'essa sul loggiato, risale al 1550 circa, negli affreschi vi è rappresentata la Giustizia che reca in mano i consueti simboli, l'utilizzo era quello di stanza residenziale.

Sala del Lupo, vi si accede dalla sala della Giustizia ed era originariamente adibita a salottino, vi è rappresentata la storia di un lupo che viene ucciso da un pastore dopo aver sbranato le pecore.

Sala della Cena, ultima sala che da sul loggiato, affrescata intorno al 1550, vi è rappresentato un uomo a cena con un satiro.

Sala degli Atleti, vi si accede dalla Sala dell'Asino d'oro, sono rappresentati due atleti che sorregono la volta, databile intorno al 1555.

Sala di Mercurio, vi si accede dalla Sala degli Atleti, vi è affrescato il dio Mercurio, databile intorno al 1555.

Sala di Circe e Didone, vi si accede dal corridoio che corre al primo piano affacciato sul cortiletto d'onore, vi sono rappresentati il mito di Circe e il suicidio di Didone, gli affreschi sono databili intorno al 1550 e aveva funzione di sala di rappresentanza.

Sala di Latona, vi si accede dal corridoio che corre al primo piano affacciato sul cortiletto d'onore e vi è rappresentata la dea che trasforma in rane i contadini, è una sala di rappresentanza databile intorno al 1570.

Sala di Adone, sala di rappresentanza databile anch'essa intorno al 1570, vi si accede dal corridoio che corre al primo piano affacciato sul cortiletto d'onore e vi è rappresentata la morte di Adone.

Sala dei Giganti, altra sala di rappresentanza che da sul cortile interno e databile intorno al 1570, vi è rappresentata la cadura dei giganti.[4]

La Sala delle gesta rossiane[modifica | modifica wikitesto]

Grande salone di rappresentanza (lungo 20 m e largo circa 12 m) voluto da Troilo II intorno al 1570 per raccontare l'epopea della dinastia dei Rossi, è senza dubbio il più bel salone dell'intera rocca, consta di circa 1200 m2 di affreschi collocati sia sul soffitto che sulle pareti. Nel complesso sono rappresentate 13 imprese della famiglia Rossi che coprono un arco cronologico di circa tre secoli, a partire dalla liberazione di Borgo San Donnino (Fidenza) del 1199 da parte di Orlando, per poi passare alle vittorie contro le truppe imperiali di Federico II di Svevia del 1248, all'investitura dei feudi del parmense da parte del Re di Boemia del 1332, al rientro di Pier Maria II de Rossi in Parma del 1470, sino a giungere alla nomina di Pier Maria III de' Rossi (padre di Troilo II) a capo delle truppe del Re di Francia (quest'ultima è rappresentata sulla volta, mentre le altre sono collocate sulle pareti.

Il tutto è impreziosito da un monumentale camino in marmo rosso finemente decorato.[4]

Sala delle gesta rossiane: panoramica

Locali minori[modifica | modifica wikitesto]

Sono presenti, sempre al primo piano alcuni locali di servizio, mentre al piano terra in aggiunta ad altri locali di servizio sono visitabili le scuderie e la zona dove erano collocate le cannoniere grazie ad un percorso guidato.

Manifestazioni e cultura[modifica | modifica wikitesto]

La Rocca dei Rossi, oltre ad essere aperta alle consuete visite guidate e a fornire il naturale palcoscenico per il Palio delle Contrade, è da sempre stata utilizzata per diverse manifestazioni, fra le svariate attività culturali spicca la rievocazione storica "Arte e Suggestioni in Rocca": una particolare visita guidata in notturna dove le guide sono personaggi in costume dell'epoca rossiana quali Pietro l'Aretino, Giovanni dalle Bande Nere, Pier Maria III de' Rossi, Camilla Gonzaga che fanno rivivere al visitatore momenti salienti della locale storia rinascimentale.[5]

La Rocca dei Rossi fa parte dell'Associazione dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Nella Rocca di San Secondo, il cantautore varesino Lorenzo Bertocchini ha addirittura ambientato una canzone: si intitola "San Secondo" ed è uscita sul cd "Uncertain, Texas" (Lorenzo Bertocchini & The Apple Pirates, 2009). La canzone e il testo sono sul sito della Rocca: http://www.cortedeirossi.it/attivita/lorenzo.htm

Galleria di immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vari e Angelica Rosati, San Secondo dalla nascita di Pier Maria Rossi a comune parmense, Parma, Tipografie Riunite Donati, 2013.
  2. ^ Archivio del Capitolo della Cattedrale di Parma, arca A, capsula XIV, n. 2 in Archivio del Capitolo della Cattedrale di Parma, 23 novembre 1366.
  3. ^ Castelli del Ducato.
  4. ^ a b Cortei dei Rossi.
  5. ^ Arte e suggestioni in Rocca.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Daniela Guerrieri Castelli del Ducato di Parma e Piacenza - NLF 2006.
  • Pier Luigi Poldi Allaj La Contea di San Secondo - Battei, Parma 2008.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]