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Robyn Denny

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Opera d'arte e autografo di Robyn Denny alla stazione della metropolitana Embankment, Londra

Edward Maurice FitzGerald "Robyn" Denny (Abinger, 3 ottobre 1930Cahors, 20 maggio 2014[1]) è stato un pittore britannico.

Faceva parte di un gruppo di giovani artisti che alla fine degli anni '50 trasformarono l'arte britannica, portandola alla ribalta internazionale. In contrapposizione alla corrente dominante della St Ives School basata sulla pittura paesaggistica e ispirati dall'espressionismo astratto, dai film americani, dalla cultura popolare e dalla modernità urbana, essi vedevano nella pittura astratta l'unica strada percorribile.[2][3]

Nacque ad Abinger, nel Surrey, terzo figlio del reverendo Sir Henry Denny, settimo baronetto, ecclesiastico, e di sua moglie Joan, il cui cognome era anch'esso Denny. Studiò alla Clayesmore School, nel Dorset.[2] Lo stemma della famiglia era: Gules a saltire argent between twelve cross crosslets or (Sullo sfondo rosso, una croce di Sant'Andrea argentata tra dodici croci dorate).[1]

Dopo il servizio militare nella Royal Navy, ha studiato alla Saint Martin's School of Art (1951-54) e al Royal College of Art (1954-57).[4] Dopo la laurea al Royal College nel 1957, ottenne una borsa di studio per studiare in Italia, poi insegnò part-time alla Hammersmith School of Art, alla Slade School of Art e alla Bath Academy of Art, Corsham.

Tra i dipinti realizzati da Denny al Royal College vi sono immagini rudimentali di teste, ispirate al Tachisme francese, con vernice gocciolata e colata. Queste erano intervallate da collage astratti e grandi dipinti gestuali che mostrano i gesti ampi e i segni audaci dell'espressionismo astratto americano, esposti a Londra nel 1956 e nel 1959. Nel 1969 organizzò una mostra per l'Arts Council sull'artista americano Charles Biederman, che per oltre 20 anni lavorò esclusivamente su rilievi astratti dai colori vivaci. Questa esperienza coincise con una nuova intensità di colore nell'opera di Denny, che passò da armonie ricche e scure a contrasti elevati e luminosi, da un senso di crepuscolo alla luce del giorno. Nel 1981 Denny si trasferì a Los Angeles, ma tornò a Londra nel 1986.[2]

In California la pittura di Denny cambiò nuovamente in modo radicale. Alla fine degli anni '70, i disegni acrilici “Moonshine” avevano incorporato segni di graffi, portando infine a una serie di grandi dipinti monocromatici in cui un gruppo concentrato di graffi riposa, con un impatto sorprendentemente dirompente, su una sottile linea orizzontale: una linea di riferimento, mai un “orizzonte”. Le superfici acriliche sono delicate e sottilmente modulate, costruite fino a 30 strati di pigmento applicati fino a ottenere un effetto intensamente ricco, che cattura lo sguardo e l'attenzione.

L'opera più vista (e più spesso trascurata) di Denny è l'arte pubblica, sotto forma di linee colorate, installata nella stazione della metropolitana Embankment a Londra nel 1985.[5][6]

Denny sposò nel 1953 l'artista acquerellista britannica Anna Teasdale, che aveva conosciuto alla St Martin's School of Art. La coppia ebbe due figli, Dominic e Lucy. Il matrimonio fu sciolto nel 1975.[2] Il figlio minore, Ned, nacque durante la sua lunga relazione con l'esperta di restauro artistico Katharine Reid. Nel 1995 sposò Marjorie Abela e divise il suo tempo tra le sue case a Londra e in Francia.

Robyn Denny è morto il 20 maggio 2014 in Francia all'età di 83 anni.[7]

  1. 1 2 (EN) Townend, Peter (a cura di), Burke's Peerage, 103ª ed., Burke's Peerage Limited, 1963, p. 703.
  2. 1 2 3 4 (EN) Jeff Amos, Robyn Denny obituary, su The Guardian, 29 maggio 2014. URL consultato il 29 maggio 2014.
  3. (EN) Robyn Denny, su The Telegraph, 27 maggio 2014. URL consultato il 23 luglio 2014.
  4. (EN) Margaret Garlake, Robyn Denny obituary, su The Independent, 30 maggio 2014. URL consultato il 23 giugno 2014.
  5. (EN) Art on the Underground: Enamel Panels, su art.tfl.gov.uk, Transport for London. URL consultato il 30 aprile 2022.
  6. (EN) Embankment Emblazoned! (poster), su ltmuseum.co.uk, London Transport Museum. URL consultato il 30 aprile 2022.
  7. (EN) Robyn Denny, in The Times, 24 maggio 2014.

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