Roberto Pessi

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Roberto Pessi

Roberto Pessi (Roma, 30 aprile 1948) è un giurista e dirigente sportivo italiano, presidente della S.S. Lazio Pallamano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dal 15 settembre 2011 è Prorettore alla Didattica della LUISS "Guido Carli" di Roma, nonché Professore Ordinario di Diritto del Lavoro. È Presidente del Collegio di Conciliazione e Arbitrato dell'Ufficio del Lavoro della Sede Apostolica. È Presidente del Comitato Amministratore del “Fondo di solidarietà per il sostegno del reddito del personale già dipendente dall'Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato”.È componente del Comitato scientifico della “Fondazione Magna Carta”.[1] Nel 1980 Pessi entra in Iri come vicedirettore centrale del personale. Qui collabora con il Presidente Sette, il Direttore Generale Zurzolo, il suo capo diretto Michele Tedeschi e si interfaccia con l'Intersind di Massacesi e di Peppino Capo, poi Direttore Generale di Assicredito. È stato direttore del personale della STET (giugno 1983 - ottobre 1986). Nel 2003 è chiamato sulla cattedra di Diritto del Lavoro della Facoltà di Giurisprudenza della Luiss. Ne diventa poi preside succedendo a Paola Severino (giugno 2007 - settembre 2011) nominata Prorettore Vicario (poi Ministro della Giustizia nel Governo Monti ed attuale Rettore dell'Università). Nel 2011 viene nominato Prorettore al la didattica dal Rettore Egidi e, poi, confermato nella carica dal Rettore Paola Severino nel 2016. È stato Vice Presidente Generale Vicario della Polisportiva S.S. Lazio, vice presidente della sezione calcio ed attuale presidente della sezione pallamano. È stato insignito dell'onorificenza di Grande Ufficiale della Repubblica Italiana nel 2002, e dell'onorificenza di Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana nel 2005.

Pessi dirigente sportivo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2000, dopo essere stato uno sportivo dilettante (equitazione, vela, sci, golf) si trova a dover ricoprire il ruolo di dirigente sportivo. Viene chiamato da Capitalia a salvare la Lazio Calcio, a rischio di fallimento dopo il default di Cragnotti. Ne diventerà Vice presidente e contribuirà a salvarla dal fallimento. In quel periodo inizia anche il suo rapporto con la Lazio Generale, la più grande polisportiva d'Europa, simile nel modello a quello del Real Madrid e del Barcellona. Ne diventerà vicepresidente, prima sotto la Presidenza di Renzo Nostini, poi di Antonio Buccioni, lasciando l'incarico nel 2016. In questo periodo sarà anche presidente della Lazio Pallamano, sino al 2017, che porterà dalla serie C alla serie A.

Ricerche e risultati scientifici[modifica | modifica wikitesto]

Dopo le prime ricerche, si può ricordare il saggio del 1988 sulla collocazione della previdenza complementare nell'art. 38, co. 2, della Costituzione. La tesi era ed è funzionale a garantire un trattamento normativo analogo a quello della previdenza obbligatoria. Avversata da parte della dottrina, sarà accolta infine dalla Corte Costituzionale nel 2000 (Corte Cost. n. 393/2000) ed oggi ispira tutta la legislazione in materia. Nello stesso anno Pessi pubblica una raccolta di saggi, Autonomia collettiva e governo del conflitto (5), con la prefazione di Tiziano Treu. Vi è, poi, la sua monografia del 1989, Contributo allo studio della fattispecie lavoro subordinato (6), considerata una delle analisi più significative sul tema da diversi studiosi del settore.

Tra il 1990 ed il 1996 ha un’intensa attività di partecipazione a convegni e ricerca che lo porta alla pubblicazione di 15 saggi che diventeranno i capitoli de Letture di Diritto del Lavoro (13).

Negli stessi anni pubblica con Olivelli, La previdenza complementare nella Comunità Europea (10) ed è curatore de La riforma del sistema previdenziale (11), con un suo saggio introduttivo di 100 pagine. Questo volume apre un acceso dibattito dottrinale sulla portata della legge n. 335/1995, che introduce il sistema contributivo, affiancando e poi sostituendo quello retributivo. Per Pessi si tratta di una rivoluzione copernicana (all'insegna della sintesi tra corrispettività e solidarietà), mentre per Persiani è solo la modifica di un criterio di calcolo, così da ritenersi errato parlare di riforma.

Successivamente (1997-2000), negli anni in cui inizia a scrivere Le lezioni di previdenza sociale (16), motivate proprio da questo dissidio scientifico e poi pubblicate nel 2000, Pessi pubblica 30 contributi (saggi e relazioni a convegni), oltre a introdurre e curare due volumi, La riforma delle pensioni e la previdenza complementare (14) e La previdenza complementare (15).

È di questi anni (1997) anche la pubblicazione la voce Retribuzione (nuove forme) sulla Enciclopedia Giuridica, Treccani.

Nel 2001 inizia a pensare alle Lezioni di Diritto del lavoro (17), alle luce della Riforma Biagi del 2003.

In questo periodo (2001-2006) pubblica 41 articoli, saggi, relazioni a convegni e interventi su diversi importanti riviste.

Nel 2007 esce la raccolta di saggi, I problemi del Diritto del lavoro: proposte per un inventario (18). Segue nel 2008 un lavoro monografico, Diritto del lavoro: bilancio di un anno (19). E poi, Gli anni della dottrina lavorista dalla marcia dei quarantamila a Maastricht, in Pietro Ichino (a cura di), Il Diritto del lavoro nell'Italia Repubblicana (Milano, Giuffré, 2008), nella quale viene ricostruito il sistema dei rapporti di lavoro in chiave bipolare, autonomia e subordinazione (sostanzialmente il modello elaborato dal Jobs Act).

Nel 2009 pubblica un'altra raccolta di saggi, Valori e regole costituzionali (20) e cura un volume collettaneo, Europa e concertazione sociale (21).

Tra il 2010 ed il 2017 la sua attività saggistica diventa più intensa, in aggiunta a relazioni e interventi a convegni. Così, nelle nuove edizioni di Lezioni di Diritto del lavoro (17) e di Lezioni di Diritto della previdenza sociale (16) vengono analizzati la riforma Fornero del 2011, con gli esodati, salvaguardati e non, e quella del 2012; gli Accordi Interconfederali 2011-14; la vicenda Fiat e l'intervento della Corte Costituzionale sull'art.19 delle legge n. 300/1970 e del Jobs Act.

Pessi è molto attivo in tutti i dibattiti che si aprono su vari temi in questi anni e pubblica 38 saggi, articoli e relazioni o interventi a convegni. Nello stesso periodo cura anche un Codice commentato di Diritto del lavoro (23) e un volume collettaneo, Ammortizzatori sociali e politiche attive del lavoro (25).

In questi anni Pessi matura la convinzione che si sia creata una frattura tra ordinamento giuridico e realtà sociale. Così nel 2016 inizia a scrivere la sua più recente monografia, Le criticità costituzionali del Diritto del lavoro (26).

Pubblicazioni principali (autore, coautore, curatore)[modifica | modifica wikitesto]

1. Il contratto di lavoro nella giurisprudenza, Padova, 1975;

2. L'Assemblea nei luoghi di lavoro, Milano 1976 (tradotta e pubblicata in Spagna e Venezuela nel 1980);

3. La partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese, Rimini, 1980;

4. Attività sociali e culturali in azienda. L'art 11 dello Statuto dei lavoratori, Milano, 1981;

5. Autonomia collettiva e governo del conflitto, Napoli, 1988;

6. Contributo allo studio della fattispecie lavoro subordinato, Milano, 1989;

7. Previdenza pubblica e previdenza integrativa, Roma, 1989;

8. Solidarietà e mutualità nel Diritto della previdenza sociale, Napoli, 1989;

9. Principi fondamentali del sistema di sicurezza sociale in America Latina, Roma, 1990;

10. La previdenza complementare nella Comunità Europea, in italiano ed in inglese, Milano, 1992, con Paola Olivelli;

11. Il sistema previdenziale europeo (a cura di), Padova, 1993;

12. La riforma del sistema previdenziale (a cura di), Padova, 1995;

13. Letture di Diritto del lavoro, Torino, 1996;

14. La riforma delle pensioni e la previdenza complementare (a cura di), Padova, 1997;

15. La previdenza complementare (a cura di), Padova, 1999;

16. Lezioni di Diritto della previdenza sociale, Padova, 2000 (9ª ediz. 2016);

17. Lezioni di Diritto del lavoro, Padova, 2005 (7ª ediz. 2016);

18. I problemi del Diritto del lavoro: proposte per un inventario, Padova, 2007;

19. Diritto del lavoro: bilancio di un anno tra bipolarismo e concertazione, Padova, 2008;

20. Valori e regole costituzionali, Padova, 2009;

21. Europa e concertazione. Modelli a confronto (a cura di), Padova, 2009;

22. Ordine giuridico ed economia di mercato, Padova, 2010;

23. Codice commentato di Diritto del lavoro (a cura di), Torino, 2011;

24. Jobs Act e licenziamenti, Torino, 2015, con Pisani, Proia, Vallebona;

25. Ammortizzatori sociali e politiche attive del lavoro (a cura di, insieme a G. Sigillò Massara), Torino, 2017;

26. Le criticità costituzionali del diritto del lavoro, Bari, 2018.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Docente Universitario. Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 13 giugno 2005[2]
Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 3 settembre 2002[3]
Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri»
— 2 giugno 2000[4]
Cavaliere di gran croce dell'Ordine di San Gregorio Magno - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine di San Gregorio Magno

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Copia archiviata, su magna-carta.it. URL consultato il 31 maggio 2013 (archiviato dall'url originale l'8 aprile 2013).
  2. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  3. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  4. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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