Roberto Cantalupo

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Roberto Cantalupo

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature II, III, IV, V
Gruppo
parlamentare
Partito Nazionale Monarchico, Partito Liberale Italiano
Collegio Roma
Sito istituzionale

Deputato del Regno d'Italia
Legislature XXVII, XXVIII
Gruppo
parlamentare
Partito Nazionale Fascista
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico PNM, PLI
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione diplomatico, giornalista

Roberto Cantalupo (Napoli, 17 gennaio 1891Roma, 13 novembre 1975) è stato un politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureato in giurisprudenza, durante la giovinezza fondò Oltremare, periodico diretto da lui stesso. Alle elezioni del 1924 fu eletto al parlamento italiano come deputato del Partito Nazionale Fascista; confermò il seggio anche nelle consultazioni plebiscitarie del 1929 e mantenne il suo scranno alla Camera fino al 1934. Dal 1924 al 1926 fu sottosegretario al ministero delle Colonie e nel 1930 divenne ministro plenipotenziario in Egitto. Nel 1932 è stato nominato ambasciatore in Brasile.[1]

Dopo l'inizio della guerra civile spagnola, nei primi mesi del 1937 fu nominato ambasciatore nella Spagna franchista, anche se in un primo momento Mussolini pensò a Roberto Farinacci per il posto.[2] Cantalupo ebbe una bassa opinione di Franco, che considerava una persona di carattere "glaciale, femminile e sfuggente".[3] Cantalupo fu sollevato dal ruolo di ambasciatore poco dopo la battaglia di Guadalajara,[4] nel marzo del 1937.

Fu nuovamente deputato (1953-1968) per i monarchici prima e i liberali poi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ John F. Coverdale, Italian Intervention in the Spanish Civil War, Princeton University Press, 1975, p. 188
  2. ^ John F. Coverdale, Italian Intervention in the Spanish Civil War, Princeton University Press, 1975, p. 187-188
  3. ^ Teresa Fernández Ulloa, Ideology, Politics and Demands in Spanish Language, Literature and Film, Cambridge Scholars Publishing, p. 201
  4. ^ Hugh Thomas, Historia de la Guerra Civil Española, Barcelona, 1976, p. 654

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN265612744 · ISNI (EN0000 0000 8152 7912 · LCCN (ENn88664889 · GND (DE123557151 · WorldCat Identities (ENn88-664889