Robert Mugabe

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Robert Gabriel Mugabe
Robert Mugabe cropped.jpg
Robert Gabriel Mugabe

Presidente dello Zimbabwe
In carica
Inizio mandato 31 dicembre 1987
Vice presidente Emmerson Mnangagwa
Phelekezela Mphoko
Predecessore Canaan Banana

Primo ministro dello Zimbabwe
Durata mandato 18 aprile 1980 –
31 dicembre 1987
Presidente Canaan Banana
Predecessore Abel Muzorewa (Rhodesia)
Successore carica abolita (ripristinata nel 2009 con Morgan Tsvangirai)

Presidente dell'Unione Africana
Durata mandato 30 gennaio 2015 –
30 gennaio 2016
Predecessore Mohamed Ould Abdel Aziz
Successore Idriss Déby

Segretario generale del Movimento dei paesi non allineati
Durata mandato 6 settembre 1986 –
7 settembre 1989
Predecessore Giani Zail Singh
Successore Janez Drnovšek

Presidente dell'Organizzazione dell'Unità Africana
Durata mandato 2 giugno 1997 –
8 giugno 1998
Predecessore Paul Biya
Successore Blaise Compaoré

Dati generali
Partito politico Partito Nazionale Democratico (1960-1961)
Unione Popolare Africana di Zimbabwe (1961-1963)
Unione Nazionale Africana di Zimbabwe (1963-1987)
Unione Nazionale Africana di Zimbabwe - Fronte Patriottico (dal 1987)
Università Università di Fort Hare
Università del Sudafrica
Università di Londra
Firma Firma di Robert Gabriel Mugabe
« Solo Dio può destituirmi.[1] »
(Robert Mugabe)

Robert Gabriel Mugabe (Harare, 21 febbraio 1924) è un politico zimbabwese.

È stato primo ministro del paese dal 18 aprile 1980 al 31 dicembre 1987; dal 31 dicembre 1987 ricopre la carica di Presidente. È inoltre il leader del partito Zimbabwe African National Union (ZANU).

È accusato di aver instaurato un regime dittatoriale nel suo paese. La controversa politica da lui messa in atto ha portato all'esclusione dello Zimbabwe dal Commonwealth, e allo stesso tempo gli ha procurato la designazione di "persona non grata", uno status che gli nega l'ingresso nell'Unione europea e negli Stati Uniti[2] tranne per la partecipazione ad eventi organizzati dalle Nazioni Unite e dai suoi organi (intervenendo, per esempio, in una riunione FAO del 2008 tenutasi a Roma), e a quelli organizzati in Città del Vaticano, in quanto i Patti Lateranensi obbligano l'Italia a non ostacolare chiunque voglia recarsi alla Santa Sede. Dal gennaio 2015 al gennaio 2016, Mugabe è stato Presidente di turno dell'Unione Africana. È il più anziano capo di Stato o di governo in carica al mondo.[3]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Robert Mugabe nacque e trascorse l'infanzia nella missione gesuita di Kutama, (distretto di Zvimba) a nord-ovest di Salisbury (l'attuale Harare), nell'allora Rhodesia Meridionale. Ebbe un'educazione cattolica, frequentò le scuole presso i gesuiti. A 17 anni frequentò l'università sudafricana di Fort-Hare, proseguì gli studi a Driefontein (1952), a Salisbury (1953), Gwelo (l'attuale Gweru) (1954), in Tanzania (1955 – 1957). Nel periodo compreso tra il 1958 e il 1960 insegnò presso l'università di Accra (Ghana 1958 – 1960), dove conobbe la sua futura moglie Sally Hayfron.

Nel 1984 gli fu conferita la laurea honoris causa dall'Università di Edimburgo, Mugabe ebbe altri riconoscimenti accademici. Nel 1994 venne nominato Knight Commander dell'Order of the British Empire (KBE), titolo successivamente revocato.[4]

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

La battaglia anticoloniale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1960 rientrò nella colonia della Rhodesia meridionale, passato nel frattempo a teorie di stampo marxista-leninista, entrò a far parte del Partito Nazionaldemocratico (NDP) che in seguito venne rinominato Zimbabwe African People's Union (ZAPU). Abbandonò il partito nel 1963 per entrare nel Zimbabwe African National Union (ZANU), Ndabaningi Sithole, uno dei fondatori dello ZANU, lo nominò segretario generale del partito.

Nel 1964 venne arrestato insieme ad altri membri del partito e condannato a 10 anni di prigione. Durante la detenzione studiò giurisprudenza e dopo il rilascio lasciò il paese per recarsi in Mozambico, dove assunse la guida dell'ala paramilitare del partito, lo Zimbabwe African National Liberation Army (ZANLA) impegnato nella lotta contro il governo della minoranza bianca guidato da Ian Smith.

Nel 1975 persero la vita alcuni dei leader del partito e Mugabe assunse unilateralmente il controllo dello stesso. Dopo una lite con Ndabaningi Sithole, Mugabe costituì una sezione militante dello ZANU lasciando a Sithole la guida del più moderato partito Zanu (Ndonga). Nel 1976 ZANU e ZAPU si unirono e costituirono il Patriotic Front (PF).

Primo ministro[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1979 i britannici sostituirono il regime rhodesiano con un governo coloniale guidato da Lord Soames, governatore britannico. Poco tempo dopo ebbero luogo le elezioni parlamentari per la repubblica dello Zimbabwe; contrariamente alle aspettative che davano come favorito Joshua Nkomo, Robert Mugabe, il 4 marzo 1980, vinse le elezioni e divenne Primo Ministro. Il suo partito, lo ZANU, ottenne 57 dei 100 seggi parlamentari.

Il governo di coalizione costituito con Nkomo fu disciolto nel 1982 asserendo come motivazione un tentativo di un golpe in preparazione da parte dello ZAPU; Nkomo dovette abbandonare il governo. La famigerata Quinta Brigata, predisposta da istruttori nord-coreani, venne impiegata da Mugabe per domare la rivolta di ex-guerriglieri fedeli a Nkomo, massacrando in pochi anni circa 20.000 civili appartenenti all'etnia minoritaria Ndebele. Mugabe sfruttò la frattura della coalizione per rafforzare il suo potere. Dopo la sua rielezione del 1985, concluse un accordo con Nkomo che pose termine alla rivalità ZANU-ZAPU e riportò Nkomo al governo come vicepresidente.

Presidente della Repubblica[modifica | modifica wikitesto]

(EN)

« Where money for projects has not been found, we will print it. »

(IT)

« Se non dovessimo trovare i soldi per i progetti, ebbene, li stamperemo. »

(Robert Mugabe, citato dal Washington Post[5])
Mugabe, segretario generale dello ZANU, con Nicolae Ceausescu nel dicembre 1976.

Nel 1987 fu abolito il ruolo del primo ministro e Mugabe divenne il presidente del paese; la carica gli venne riconfermata nelle elezioni del 1990 e del 1996. All'inizio del suo mandato Mugabe si propose di migliorare la qualità della vita della popolazione nera. Dal 1991 avviò alcune riforme economiche, introducendo l'economia di mercato; nonostante questi provvedimenti i 2/3 dei bianchi presenti nel paese erano emigrati in Sudafrica, negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. Nel 1997 il restante terzo della componente bianca dello Zimbabwe venne attaccato da bande armate sotto il controllo di Chenjerai Hunzvi, un reduce della guerra civile rhodesiana e presidente della Zimbabwe Liberation War Veterans Association, che occupò ed espropriò le sue fattorie e imprese produttive. Mugabe intervenne nella guerra civile nella Repubblica Democratica del Congo, decidendo un aumento delle spese militari.

Il governo di Mugabe riformò inoltre il sistema scolastico, rendendo lo Zimbabwe il paese africano col più basso tasso d'analfabetismo (circa il 10%). Allo stesso tempo, dalla fine degli anni novanta sono aumentate la corruzione e l'inefficienza anche in questo settore, fattori confermati da scioperi e dalla chiusura di scuole, specie in ambito rurale, a partire dal 2007.[6] Alle elezioni del 2000 l'MDC, il partito d'opposizione di Morgan Tsvangirai, conquistò 57 dei 120 seggi del parlamento. Nel 2005 si svolsero le nuove elezioni, che fecero scendere i deputati dell'MDC a 41.

Nel 2007 Mugabe fece modificare la Costituzione, abolendo il limite di 4 mandati presidenziali: poté così partecipare alle elezioni presidenziali del 29 marzo 2008, dove ottenne il 43.2% dei voti al primo turno e l'85.5% dei consensi al ballottaggio (che il candidato dell'opposizione, Tsvangirai, boicottò per protesta a causa dei brogli che a suo dire erano stati commessi nella prima tornata)[7]. Nel 2013 Mugabe presentò ancora una volta la sua candidatura, vincendo nuovamente con il 61% dei suffragi (stavolta però al primo turno): Stati Uniti e Unione europea denunciarono irregolarità[8].

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Mugabe alla cerimonia di apertura del Summit dell'Unione Africana ad Addis Abeba nel 2008.

Amnesty International ha duramente e ripetutamente criticato alcune politiche del governo di Mugabe.[9] Nel 2000 ha accusato il governo di pianificare deliberatamente violazioni dei diritti umani.[10] Ha poi denunciato l'Operazione Murambatsvina (in lingua shona «Spazza via l'immondizia»), attuata nelle baraccopoli intorno alle grandi città. Secondo l'organizzazione umanitaria: "tra il 18 maggio e il 5 luglio 2005 vennero infatti distrutte 92.460 abitazioni e 700 mila persone furono lasciate senza casa. A seguito degli sgomberi di massa, la maggior parte delle persone fu costretta a cercare rifugio nelle affollate periferie delle città o nelle zone rurali e 222 mila minori - fra i 5 e i 18 anni - hanno dovuto interrompere il loro percorso scolastico".[11] Nel novembre 2013 Amnesty ha confermato come nel paese le condizioni dei diritti umani rimangano "scadenti".[12]

I detrattori di Mugabe hanno inoltre definito la sua presidenza come un "Regno del terrore"[13], nonché come un "pessimo esempio" per il continente africano[14]. Solidale agli scioperi generali dell'aprile del 2007 indetti dal ZCTU (Zimbabwe Congress of Trade Unions, Congresso dei Sindacati dello Zimbabwe), il segretario generale della Trades Union Congress, Brendan Barber, ha riferito a proposito del regime di Mugabe: 'Gli abitanti dello Zimbabwe stanno soffrendo a causa della corruzione, delle brutali repressioni e dell'incredibile malgestione dell'economia da parte di Mugabe. Stanno lottando per i propri diritti, e noi dobbiamo lottare con loro.' Lela Kogbara, presidentessa dell'ACTSA (Action for Southern Africa), ha affermato: 'Come in ogni regime oppressivo, le donne e i lavoratori sono abbandonati a se stessi'.[15]

Robert Mugabe incontra Vladimir Putin il 10 maggio 2015

In risposta alla critiche rivolte a Mugabe, l'ex politico dello Zambia Kenneth Kaunda ha sostenuto che la causa dei problemi dello Zimbabwe non stia nella presidenza di Mugabe, ma nella lunga storia dei governi britannici[16]. Nel giugno 2007 ha scritto che "i politici occidentali dicono che Mugabe è un demone, che ha distrutto lo Zimbabwe e che deve essere tolto di mezzo; ma questa demonizzazione è fatta da persone che non comprendono quello che Robert Gabriel Mugabe e i combattenti per la libertà hanno dovuto sopportare[17]. Allo stesso modo, il presidente senegalese Abdoulaye Wade ha risposto a queste critiche dicendo che i problemi dello Zimbabwe sono un'eredità del colonialismo[18].

Sebbene reputato "persona non grata" dall'Unione europea e dagli Stati Uniti[2], può partecipare a eventi organizzati dalle Nazioni Unite e dai suoi organi, e a quelli organizzati in Città del Vaticano (raggiungibile da Roma in virtù dei Patti lateranensi che obbligano l'Italia a non ostacolare chi è diretto a San Pietro). Per questo, Mugabe ha partecipato alla cerimonia di beatificazione di Papa Giovanni Paolo II, il 1º maggio 2011. Allo stesso modo, il 18 marzo 2013 è giunto all'aeroporto romano di Fiumicino con un volo speciale dell'Air Zimbabwe per presenziare alla messa di inaugurazione del pontificato di Papa Francesco il 19 marzo 2013.[19] Il 27 aprile 2014, in occasione della canonizzazione di papa Roncalli e papa Wojtyła, è di nuovo presente in piazza San Pietro. Queste visite hanno suscitato polemiche[20].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Ordine di José Martí (Cuba) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di José Martí (Cuba)
Membro Onorario dell'Ordine della Giamaica (Giamaica) - nastrino per uniforme ordinaria Membro Onorario dell'Ordine della Giamaica (Giamaica)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Bagno (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Bagno (Regno Unito)
— 1994, revocato il 25 giugno 2008
Gran Croce dell'Ordine della Stella del Sudafrica (Sudafrica) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine della Stella del Sudafrica (Sudafrica)
— 1994[21]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Centro di Formazione Politica
  2. ^ a b Zimbabwe's Downfall: Robert Mugabe's Old Boys' Network - SPIEGEL ONLINE - News - International
  3. ^ http://europe.newsweek.com/robert-mugabe-zimbabwe-428497?rm=eu
  4. ^ Academic Registry Home | Academic Registry
  5. ^ «Zimbabwe's Leader Says He'll Print More Cash», Washington Post, 29 luglio 2007
  6. ^ EDUCATION Zimbabwe's School System Crumbles
  7. ^ African Elections Database, Elections in Zimbabwe
  8. ^ Zimbabwe: Mugabe vince le presidenziali. Usa e Ue denunciano irregolarità, Radio Vaticana, 4 agosto 2013
  9. ^ ZImbabwe | Amnesty International Canada
  10. ^ [1]
  11. ^ Campagne - Io pretendo dignità - Temi principali - insediamenti abitativi precari - Zimbabwe
  12. ^ Zimbabwe's human rights record remains poor despite safeguards in new Constitution | Amnesty International
  13. ^ The Spectator Dictators' legacies su FindArticles.com 7 luglio 2007
  14. ^ Tribune India Commonwealth at crossroads 52 heads failed to look beyond Zimbabwe!. 7 luglio 2007.
  15. ^ National Union of Mineworkers TUC Backs Zimbabwe's Trade Unions. Retrieved 7 July 2007.
  16. ^ Peter Biles: "Mugabe's hold on Africans." BBC News, 25 agosto 2007.
  17. ^ Viewpoint: Kaunda on Mugabe, BBC, 12 giugno 2007.
  18. ^ "Colonial history tugs at EU-Africa ties," People's Daily
  19. ^ Il primo Angelus di Bergoglio. Migliaia di fedeli a San Pietro. E il Papa saluta uno ad uno i fedeli, La Stampa, 17 marzo 2013
  20. ^ Canonizzazione, in Piazza San Pietro c'è anche Robert Mugabe: il saluto al Papa Francesco, La Repubblica, 27 aprile 2014
  21. ^ Elenco dei premiati dell'anno 1994.

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