Robert Miles

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Robert Miles
Robert Miles by Salim Lamrani (cropped) (377x500).jpg
NazionalitàItalia Italia
GenereMusica sperimentale
Nu jazz
Musica d'ambiente[1]
Dance[1]
Trance[1]
Musica house[1]
Dream trance (1995-1997)
Periodo di attività musicale1995 – 2017
EtichettaSmilax Publishing Srl
Album pubblicati5
Studio5

Robert Miles, pseudonimo di Roberto Concina (Fleurier, 3 novembre 1969Ibiza, 9 maggio 2017), è stato un compositore, produttore discografico e disc jockey italiano, che si dedicò a numerosi generi e varianti della musica elettronica.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque in Svizzera dagli emigrati italiani Antonietta Lauro e Albino Concina, che fecero poi ritorno in Italia stabilendosi nella piccola cittadina di Fagagna, in Friuli, dove Roberto incominciò a suonare il pianoforte. All'età di 17 anni abbandonò gli studi di tecnico elettronico per dedicarsi alla musica. Grazie alle sue conoscenze acquisite nel periodo di studi, realizzò una stazione radio, esordendo allo stesso tempo come DJ con il suo primo pseudonimo Roberto Milani. Dopo aver intrapreso la carriera di DJ presso alcuni club italiani, si trasferì all'estero: visse dapprima a Londra, poi a Los Angeles, Berlino e Ibiza.

Raggiunse fama mondiale nel 1996 con il singolo Children; il brano, scritto e pubblicato nella versione originale nel 1994 e riarrangiato nel 1995, divenne uno dei maggiori successi dream house, oltre che il terzo singolo strumentale più venduto nel 1996. L'album Dreamland ottenne molteplici dischi di platino e d'oro in varie nazioni,[2] mentre il singolo Children vende più di 5 milioni di copie[3] e in Italia venne utilizzato come sigla della trasmissione televisiva estiva Festivalbar in alternanza al singolo Fable, il jingle mandato in onda anche per gli stacchi pubblicitari.

Nel corso del 1997 pubblicò il suo secondo album: 23am. Nel frattempo vinse un Brit Award e un World Music Award, anche grazie all'attività come compositore per TV e cinema. È ancora oggi l'unico artista italiano che ha vinto un Brit Award come Best International New Comer.[4][5]

All'inizio del 2000 diede vita alla Salt Records (suitably:alternative), la sua etichetta indipendente, con cui pubblicò Organik e Miles Gurtu, lontani dal genere che lo aveva reso celebre. Nel 2011 pubblicò Thirteen collaborando con Robert Fripp e Dave Okumu. Lavorò anche con musicisti come Bill Laswell, Robert Fripp, Trilok Gurtu, Nitin Sawhney, Jon Thorne e Dave Okumu.

Scomparve prematuramente all'età di 47 anni a Ibiza per un tumore diagnosticatogli nove mesi prima.[4][6] Oltre ai genitori, lasciò una figlia di 8 anni.[7][8]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album in studio[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

  • 1994 – Children (UK #2, ITA #1)
  • 1996 – Fable (UK #7, ITA #1)
  • 1996 – One and One (con Maria Nayler) (UK #3, ITA #1)
  • 1997 – Freedom (con Kathy Sledge) (UK #15, ITA #3)
  • 1998 – Full Moon
  • 1998 – Everyday Life
  • 2001 – Paths (con Nina Miranda) (UK #74)
  • 2002 – Improvisations: Part 2
  • 2002 – Connections
  • 2002 – Pour Te Parler (Remixes)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d (EN) Robert Miles, su AllMusic, All Media Network.
  2. ^ "IFPI Awards 1997" Pixelique fix, su pixelique.com. URL consultato il 27 agosto 2017 (archiviato dall'url originale il 27 agosto 2017).
  3. ^ 20 anni fa nasceva la favola di Roberto Miles, su udinetoday.it. URL consultato il 4 ottobre 2015.
  4. ^ a b È morto Robert Miles, con "Children" diventò il re della trance, in La Repubblica, 10 maggio 2017.
  5. ^ (EN) The BRITs 1997, su brits.co.uk, Brit Awards LTD. URL consultato il 25 giugno 2017.
  6. ^ (ES) Fallece el Dj Robert Miles, creador del tema 'Children', su 24-horas.mx, 24 Horas, 9 maggio 2017 (archiviato dall'url originale il 10 maggio 2017).
  7. ^ ibizabynight, Ibiza by night meets Robert Miles!, su Ibiza by night. URL consultato il 10 maggio 2017.
  8. ^ Domenico Pecile, Robert Miles, la 'mosca bianca' che vendette più di tutti i singoli dei Beatles messi insieme, in Diario di Udine. URL consultato il 10 maggio 2017.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN85444889 · ISNI (EN0000 0000 9954 696X · LCCN (ENn2003078547 · GND (DE134979087 · BNF (FRcb139997363 (data) · BNE (ESXX1432040 (data) · WorldCat Identities (ENlccn-n2003078547