Rivoluzione ungherese del 1848

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Rivoluzione ungherese
Sándor Petőfi mentre legge il Nemzeti dal alla folla; disegno di Mihály Zichy.
Sándor Petőfi mentre legge il Nemzeti dal alla folla; disegno di Mihály Zichy.
Data 15 marzo 1848 - 13 agosto 1849
Luogo Ungheria
Causa Indipendentismo magiaro
Esito Vittoria austriaca
Modifiche territoriali Nessuno
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
Austria:
165.000 uomini
770 cannoni
Russia:
190.000 uomini
584 cannoni
170.000 uomini
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« Chiunque è un uomo, corra alle armi! Le donne scavino una spaventosa fossa tra Vespern e Stuhlweissenburg nella quale verranno sepolti o il nome dell'Ungheria e la nazione ungherese oppure i nostri nemici, e su di essa o ci sarà un cippo con il nome dell'Ungheria e la scritta "Così Dio punisce la viltà" oppure si leverà l'albero sempreverde della libertà, dal quale come ai tempi di Mosè tuonerà la voce di Dio "Il luogo sul quale stai è la Terra Santa!". »
(Lajos Kossuth)

La rivoluzione ungherese del 1848 fu una delle molte di quell'anno, strettamente legata alle altre rivoluzioni del 1848 nelle aree dell'Impero asburgico. Essa nacque in seguito alla dichiarazione d'indipendenza del popolo magiaro, guidato da Lajos Kossuth, dalla dominazione asburgica. Questo accadde a causa dell'emanazione della Costituzione di Schwarzenberg nello stesso anno, che sopprimeva tutti gli antichi privilegi e diritti dei quali l'Ungheria aveva goduto precedentemente sotto l'Impero asburgico.[senza fonte]

L'anniversario dell'inizio della rivoluzione, il 15 marzo, è uno dei tre giorni di festa nazionale in Ungheria.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'Ungheria ha passato molti secoli della sua storia indipendente, con privilegi feudali ma soprattutto con una forte coscienza nazionale; durante la sottomissione all'Impero asburgico il Paese rimase parzialmente autonomo, e agli Ungheresi stava bene[senza fonte]. La "bomba" scoppiò a causa dei nuovi ideali nazional-liberali che, radicati profondamente nella mente dei Magiari, fecero emergere molte personalità con spinte indipendentistiche[1]; il ministro delle finanze ungherese Lajos Kossuth fu colui che guidò l'Ungheria indipendente, la quale all'inizio del 1848, ed anche prima, chiedeva solo maggiore autonomia, ma in seguito all'emanazione della Costituzione di Schwarzemberg che sottraeva tutti gli antichi privilegi agli Ungheresi, proclamò la sua indipendenza dall'Impero, e con questa anche la sua aperta ostilità contro la monarchia asburgica.[senza fonte]

In breve tempo in Ungheria fu creato un governo, numerosi organi amministrativi, e soprattutto un esercito regolare di circa 40.000 uomini o poco più. Il nuovo Stato[senza fonte] magiaro era guidato da Lajos Kossuth e dai radicali che avevano fortemente appoggiato la politica secessionista dell'Ungheria. Dapprima l'esercito ungherese riportò qualche vittoria, anche significativa, contro l'esercito imperiale guidato da Jelačić e Windisch-Graetz.

La nuova Ungheria si proponeva come potenza regionale europea, e comprendeva le attuali Ungheria, Slovacchia, Transilvania, Croazia, e Istria; questa sua posizione centrale in Europa e nei Balcani però non lasciò indifferenti gli altri Paesi europei, in primo piano soprattutto la Russia le era ostile, in quanto come membro della Santa Alleanza sarebbe dovuta intervenire a fianco dell'Austria imperiale per difendere la restaurazione dell'ancient regime. La situazione in queste circostanze si capovolse, la Russia dichiarò presto guerra[senza fonte] al nuovo Stato nazionale ungherese ed inviò 100.000 uomini all'incirca attraverso la Transilvania per poi farli avanzare verso la sponda orientale del Danubio (che tagliava in due parti l'Ungheria).

Le truppe magiare incominciarono così una lunga collezione di sconfitte, che portò il generale dell'esercito ungherese Artúr Görgey alla resa il 13 agosto del 1849. Kossuth riuscì però a fuggire entro i confini dell'Impero ottomano, seppellendo prima della fuga la corona di santo Stefano a Orsava[senza fonte]. La rivoluzione o rivolta ungherese (è corretto in entrambi i modi) culminò nel settembre del 1849 con le impiccagioni di Arad, nelle quali 400 tra ufficiali e politici ungheresi vennero brutalmente impiccati. Ai moti rivoluzionari prese parte la Legione Italiana, un contingente di volontari italiani guidati dal colonnello bresciano Alessandro Monti

Amministrazione e politica[modifica | modifica sorgente]

L'Ungheria rivoluzionaria era fondamentalmente amministrata nello stesso modo del Regno d'Ungheria, ovvero il territorio era diviso in "contee", le quali erano governate da un'aristocrazia terriera, ovvero i conti che erano esenti dalle tasse e avevano pieno potere sui loro sudditi e sui contadini, potere limitato dall'autorità del sovrano. Nel 1848 lo Stato magiaro era ancora arretrato rispetto al resto d'Europa e soprattutto rispetto alla vicina Austria[senza fonte]; la sua economia si basava sull'agricoltura, la quale era ancora molto rudimentale per quei tempi, soprattutto in confronto alla ben più avanzata agricoltura meccanizzata, che nel frattempo si stava sviluppando nei Paesi più progrediti dell'Occidente.

Il mondo politico di questo nuovo Stato magiaro era dominato dai radicali nazionalisti[senza fonte], che avevano per l'appunto preso le distanze dall'Austria con la quale aprirono subito le ostilità. In Ungheria però vi erano anche liberali e nazionalisti moderati, i quali, pur non vedendo di buon occhio la separazione dall'Impero austriaco e il governo radicale di Lajos Kossuth, lo appoggiarono, anche se non fecero la stessa fine durante le esecuzioni di Arad. I radicali guidati da Lajos Kossuth credevano molto nell'indipendenza, poiché credevano che l'attaccamento agli Asburgo limitasse e andasse contro i principi e la dignità della stessa Ungheria.

Uno Stato nazionale[modifica | modifica sorgente]

La nuova Ungheria rivoluzionaria si proponeva come Stato nazionale, integrato in un'Europa dove i focolai del nazionalismo erano ormai parte dei popoli; pur raffigurando formalmente uno Stato nazionale magiaro, l'Ungheria del 1849 comprendeva più nazioni ed etnie, quali Slovacchi, Rumeni, Tedeschi, Serbi e Croati, i quali erano legati allo Stato ungherese dalla sempre crescente "magiarizzazione" dei popoli della corona di santo Stefano.

Con la sua dichiarazione d'indipendenza del 1849 il parlamento di Debrecen sperava in un appoggio delle potenze occidentali, quali Francia e Inghilterra contro il giogo austriaco; naturalmente le potenze rimasero neutrali al conflitto austro-ungherese, poiché la nuova "nazione" ungherese avrebbe destabilizzato l'equilibrio raggiunto con la Restaurazione, sempre più minacciato dallo stesso nazionalismo.[senza fonte]

Lajos Kossuth governatore dell'Ungheria rivoluzionaria del 1849

Comitati dell'Ungheria rivoluzionaria (1848)[modifica | modifica sorgente]

  • Abaúj-Torna
  • Alsó-Fehér
  • Arad · Árva
  • Bács-Bodrog
  • Baranya
  • Bars
  • Békés
  • Bereg
  • Beszterce-Naszód
  • Bihar
  • Borsod
  • Brassó
  • Csanád
  • Csík
  • Csongrád
  • Esztergom
  • Fejér
  • Fogaras
  • Gömör-Kishont
  • Győr
  • Hajdú
  • Háromszék
  • Heves
  • Hont
  • Hunyad
  • Jász-Nagykun-Szolnok
  • Kis-Küküllő
  • Kolozs
  • Komárom
  • Krassó-Szörény
  • Liptó · Máramaros
  • Maros-Torda
  • Moson
  • Nagy-Küküllő
  • Nógrád
  • Nyitra
  • Pest-Pilis-Solt-Kiskun
  • Pozsony
  • Sáros
  • Somogy
  • Sopron
  • Szabolcs
  • Szatmár
  • Szeben
  • Szepes
  • Szilágy
  • Szolnok-Doboka
  • Temes · Tolna
  • Torda-Aranyos
  • Torontál
  • Trencsén
  • Turóc
  • Udvarhely
  • Ugocsa
  • Ung
  • Vas
  • Veszprém
  • Zala
  • Zemplén
  • Zólyom

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ pp. 242-243 in Dall'antico regime alla società di massa - Fossati-Luppi-Zanette, Mondadori, 2006"

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Arthur A. May, La monarchia asburgica, Il Mulino, Bologna, 1973.
  • Franz Herre, Francesco Giuseppe, Fabbri editori.
  • Giuseppe Revai; Le contraddizioni interne della rivoluzione ungherese del 1848-49. Roma, 1948, Tipografia della Bussola.
  • Max Schlesinger; Storia della guerra d'Ungaria negli anni 1848 e 1849. Lugano, Tip. della Svizzera italiana, 1851.
  • Ludovico Vayer; La guerra per l'indipendenza ungherese 1848-49 nelle illustrazioni della stampa italiana dell'epoca. Roma, 1948 Tipografia della Bussola
  • Sunto della guerra di Ungheria negli anni 1848-1849. Prima versione italiana sulla edizione francese. Italia, 1850.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]