Ritratto di Emilia Pia da Montefeltro

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Ritratto di Emilia Pia da Montefeltro
Raffaello, ritratto di maria pia da montefeltro.jpg
AutoreRaffaello
Data1504-1505 circa
Tecnicaolio su tavola
Dimensioni58×36 cm
UbicazioneBaltimore Museum of Art, Baltimora

Il Ritratto di Emilia Pia da Montefeltro è un dipinto a olio su tavola (58x36 cm) attribuito a Raffaello Sanzio, databile al 1504-1505 circa e conservato nel Baltimore Museum of Art a Baltimora.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'opera ha sul retro un'iscrizione che riporta "Emilia Pia da Montefeltro" e un sigillo con una scritta frammentaria, interpretata solitamente come "[Fo]ntico tedescho di V[enezia]", cioè il Fondaco dei Tedeschi.

Doveva essere nelle raccolte ducali di Urbino, portate a Firenze nel 1625 con la dote di Vittoria Della Rovere. Finì in seguito a Vienna, dove venne ripulita da Sikora prima di entrare nella collezione Covay-Stoop di Erlenbach, presso Zurigo. Venne poi venduta e, arrivata alla Galleria Kleinberger di New York, finì alla sede odierna.

Se l'identificazione col personaggio è confermata da una medaglia attribuita ad Adriano Fiorentino, più dubbi ha generato l'attribuzione a Raffaello o meno, seguendo in larga misura le vicende del Ritratto di Elisabetta Gonzaga, col quale ha più di un'analogia, storica, formale e attributiva.

Fu Gronau a riferirla per primo a Raffaello, confermato da Berenson, Longhi, Volpe e Camesasca. L'ipotesi fu invece respinta da Brizio.

La datazione proposta per il dipinto si basa su dati stilistici, sull'età presunta del soggetto effigiato, ed essenzialmente è legata a doppio filo a quella del Ritratto di Elisabetta Gonzaga, oggi agli Uffizi.

Entrambe le nobildonne si fecero ritrarre anche da una medaglia, creata da Adriano Fiorentino: pure le medaglie sono pressoché identiche, cambia solo l'iscrizione del nome.

Descrizione e stile[modifica | modifica wikitesto]

Emilia Pia di Carpi e Sassuolo, nota per nozze come Emilia Pia da Montefeltro, era un'importante nobildonna gravitante alla corte di Urbino, descritta nel Cortegiano di Baldassarre Castiglione. Era moglie di Antonio da Montefeltro Conte e Signore di Cantiano, figlio del Duca Federico da Montefeltro e fratello del Duca Guidobaldo; fu una delle più intime amiche e confidenti della cognata, la duchessa Elisabetta Gonzaga: è alquanto probabile che il suo ritratto emulasse proprio per esplicita richiesta quello della più celebre parente.

È ritratta a metà figura in una posa frontale piuttosto inconsueta e di sapore arcaicizzante, leggermente impacciata; lo sfondo è scuro e uniforme. L'abito e l'acconciatura della donna sono semplici, dai toni scuri. Solo l'ampia scollatura e la nobiltà del portamento chiariscono di essere davanti a un ritratto di dama, piuttosto che di una donna qualsiasi. La donna non indossa gioielli, né ha un'acconciatura elaborata, ma piuttosto di foggia quasi monacale.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pierluigi De Vecchi, Raffaello, Rizzoli, Milano 1975.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]