Rito parigino

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Il rito parigino è un minoritario rito liturgico cristiano derivato dal rito gallicano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Prima del XV secolo, gli antichi breviari e messali parigini erano conservati in cattedrale. I sacerdoti che ne avevano bisogno li tracopiavano dagli originali e conservavano le copie nelle loro chiese. Il salterio era distribuito nei sette giorni della settimana, e le lezioni della Sacra Scrittura in tutti i giorni dell'anno. Non c'erano inni.

La prima edizione di questi libri ebbe luogo durante l'episcopato di Louis de Beaumont (1473-1492). La revisione e l'edizione furono affidate a Jean Le Munérat che diede alle stampe il breviario nel 1479 e il messale nel 1481.

Nel 1583, il vescovo di Parigi, Pierre de Gondi, fu sollecitato ad adottare il breviario romano che il re Enrico III aveva introdotto nella sua cappella. Ma il capitolo di Parigi, s'appoggiava sulla bolla di papa Pio V per mantenere i riti propri della diocesi. Farà quindi correggere il breviario in qualche punto e pubblicherà nel 1584 il Breviarium insignis Ecclesiae Parisiensis restitutum ac emendatum. Il messale fu pubblicato nel 1585, conservando nella loro completezza i riti di Parigi.

Desideroso di continuare l'opera di perfezionamento iniziata dai suoi predecessori e pressato inoltre dalla necessità di far ristampare i libri della sua diocesi, l'arcivescovo di Parigi Charles de Vintimille promulgò il Breviarium parisiense (1736) e il Missale parisiense (1738). Questi libri sono stati ampiamente diffusi nelle diocesi francesi.

Il breviario distribuisce il salterio su tutte le ore canoniche della settimana e canta nove lezioni a mattutino. È questa l'impostazione che adotterà papa Pio X per la riforma del breviario romano del 1911.

Le letture storiche del Breviarium parisiense sono riviste in maniera da evitare le leggende infondate, e il Messale propone delle scelte delle Epistole e dei Vangeli per i mercoledì e i venerdì di ogni settimana dell'anno. Queste disposizioni non sembrano estranee alla riforma liturgica che è seguita al Concilio Vaticano II.

Inoltre, il messale parigino - come la maggior parte dei messali francesi - proponeva una varietà di prefazi e di orazioni. L'incrocio di testi e formulari del Messale romano di Paolo VI proviene molto frequentemente da queste liturgie neo-gallicane.

Una riforma delle rubriche del messale è stata promulgata nel 1830 da monsignor de Quélen.

Il Requiem nel rito parigino[modifica | modifica wikitesto]

Il rito parigino ha una Messa per i defunti che presenta alcune differenze con il Requiem del rito romano:

  • una lieve variazione di testo nell'introito: Exaudi Deus orationem meam al posto di Exaudi orationem meam;
  • differenza nel graduale;
  • omissione del Dies Irae;
  • cinque differenze di testo nell'offertorio Domine Jesu Christe.

Attraverso le composizioni musicali francesi si può ricostruire l'effettiva diffusione del Requiem parigino lungo i secoli: non mancano esempi di commistione fra i due messali. Tracce del messale parigino sono ancora presenti nei Requiem della fine del XVIII secolo e dell'inizio del XIX secolo.[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Jack Eby, A Requiem Mass for Louis XV: Charles d'Helfer, Francois Giroust and the Missa pro defunctis of 1775, in Oxford Journal for Early Music, May 2001, pp. 225-227

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