Rito Egizio Tradizionale

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Emblema del Rito Egizio Tradizionale Sovrano Gran Santuario di Heliopolis sedente in Napoli

Il Rito Egizio Tradizionale è un rito massonico nato e sviluppatosi a Napoli, fondato da Don Raimondo di Sangro nel 1747.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Don Raimondo di Sangro, principe di San Severo, fu un importante esponente del pensiero ermetico del '700 nel Regno di Napoli e in Europa. Ben presto divenne la guida della "Massoneria Napolitana",[1][2] con la dignità di Gran Maestro. Nella capitale del Regno, nel 1728 vide infatti la luce la prima loggia massonica regolare costituita in Italia, La Perfetta Unione.[3] Cresciuta per volontà del principe, aveva nel proprio emblema simboli egizi quali la piramide, la Sfinge ed il sole raggiante.[4]

Emblema della Loggia Perfetta Unione fondata a Napoli nel 1728

In quel tempo, esistevano a Napoli tre Logge, la Carafa, la Moncada[5] e la Di Sangro, che prendevano i nomi dai maestri che le dirigevano.[6] Quella del principe contava 280 affiliati[7], annoverando nel piedilista i nomi più illustri del Regno di Napoli,[8] pertanto il 10 dicembre del 1747 decise di creare un Cerchio Interno, formato dai membri più in vista del gruppo, che fu denominato Rosa d'Ordine Magno[9], da cui si sviluppò il Rito Egizio Tradizionale[10] [11].

Don Raimondo si dimise dalla dignità di Gran Maestro nel 1751, a causa di un editto regio emanato dal Re Carlo III di Borbone, volto a vietare la massoneria nel Regno; decise quindi di portare avanti la sua opera in modo più spirituale ed ermetico.[12] Durante la sua carica di gran maestro, cercò inoltre di porre rimedio alle divisioni della massoneria napoletana, pur non appoggiando né l'operato di una frangia (composta prevalentemente da mercanti francesi ed inglesi, rappresentanti della borghesia, e da sottufficiali dell'esercito borbonico), né quello dell'altra (costituitasi nei salotti dell'aristocrazia napoletana, attingendo sia agli alti ranghi dell'esercito, sia ad importanti nomi della gestione amministrativa e politica del Regno). Non condividendone alcune inclinazioni che l'istituzione aveva preso, il San Severo si distaccò da un cammino che, secondo la sua visione, da massonico rischiava di divenire meramente associativo, creandone invece uno più apertamente operativo.

Don Raimondo di Sangro, prima della sua morte avvenuta nel 1771, lasciò la guida del Rito EgizioTradizionale al suo primogenito Vincenzo[13].

Sovrani Gran Hyerophanti Generali e Gran Maestri[modifica | modifica wikitesto]

Elenco dei Serenissimi e Reverendissimi Sovrani Gran Hyerophanti Generali e Gran Maestri del Rito Egizio Tradizionale:

  1. Don Raimondo di Sangro Principe di San Severo, Grande di Spagna, Duca di Torremaggiore, (1747-1770).
  2. Don Vincenzo di Sangro Principe di San Severo, Grande di Spagna, Duca di Torremaggiore, (1770-1790).
  3. Don Paolo d'Aquino, Principe di Palena (1790-...).
  4. Don Pietro d'Aquino, Conte di Caramanico, (...-1831).
  5. Don Antonio Marino, Abate di S. Giovanni a Carbonara, (1831-1868).
  6. Don Pasquale de Servis, figlio naturale di Re Francesco I di Borbone, (1868-1893).
  7. Don Giustiniano Lebano, (1893-1910).
  8. Don Gaetano Petriccione, figlio naturale di Re Ferdinando II di Borbone, (1910-1919).
  9. Don Antonio de Santis, (1919-1925).
  10. Don Filippo Costa, (1925-1930).
  11. Don Eduardo Petriccione, (1930-1940).
  12. Don Vincenzo Gigante, (1940-Maggio 1967).
  13. Don Luigi Ciardiello de Bourbon, (1967-1983).
  14. Don Luigi Petriccione, (1983-1990).
  15. Don Peppino Costa, (1990-2007).
  16. Logos dei Principi di Jadera, (2007-oggi).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Emanuele Palermo, Colpo d'occhio sulla condotta de' patrioti durante la Repubblica Napoletana nell'anno 1799, e sopra quello di Ferdinando IV, tanto prima di essersi ritirato in Sicilia, durante il periodo di quella mal consegnata Repubblica, quanto dopo ricuperato il suo Regno. - Napoli Biblioteca Nazionale - Manoscritti X. F-69
  2. ^ Christian Giudice Occultism and Traditionalism Università di Göteborg p. 94
  3. ^ Al musicista Francesco Xaverio Geminiani primo italiano ad aderire ad una loggia massonica "speculativa", che già aveva vissuto e svolto la sua attività artistica a Napoli, fu affidata dal gran maestro della Premier Grand Lodge Lord Henry Hare terzo Barone di Coleraine (1693-1749), unitamente al Fratello George Olivaros la Deputation, per costituire nella capitale del Regno di Napoli una loggia massonica regolare. Il documento fu siglato d'ordine del gran maestro ad opera del segretario della Grand Lodge of England fratello William Reid l'11 maggio 1728 e conferito ai due fratelli italiani il 22 Maggio 1728, data ufficiale della nascita della Loggia Perfetta Unione - Ruggero di Castiglione La Massoneria delle Due Sicilie "I Fratelli Meridionali del '700, Gangemi Editore- Roma pag.15-16
  4. ^ Cenno Storico degli Ordini Segreti nel Regno di Napoli - Manoscritto di E. Basile custodito presso l'Archivio di Stato di Napoli - fondo Ministero di Polizia - Parte I a. 1804-43 Fascicolo 4603
  5. ^ Guglielmo Moncada, Principe di Calvaruso per investitura reale del 18 novembre 1745, fu gentiluomo di camera di Carlo di Borbone e cavalier del Real Ordine di San Gennaro - Vittorio Spreti, Enciclopedia Storico Nobiliare, Milano - S.T.I.R.P.E. , vol. IV, pag. 643
  6. ^ Fulvio Bramato - Napoli Massonica nel settecento, dalle origini al 1789, pag. 21 - Longo Editore Ravenna 1980
  7. ^ Giuseppe De Blasis, Le prime Logge dei Liberi Muratori a Napoli, pag. 249 in Archivio Strorico per le Province Napoletane - Napoli anno XXX 1905
  8. ^ Archivo Segreto Vaticano - Nunziatura di Napoli - Nunzio di Napoli Don Gualtiero de Gualtieri - Volume 235, fogli 3-5 Indirizzati al Segretario di Stato, Sua Eminenza Don Silvio Gonzaga Valenti in data 3 Agosto 1751
  9. ^ Renato Sorigia, Le Società Segrete,l'emarginazione politica,ed i primi moti per l'indipendenza Ed. Soliani 1942
  10. ^ Enciclopedia Treccani, su treccani.it.
  11. ^ Domenico Vittorio Ripa Montesano,"Origini del Rito Egizio Tradizionale" - Quaderni di Loggia - Napoli 2016 ISBN 9788894296488
  12. ^ Questo aspetto non sfuggì al Papa, il quale inviò una missiva riservata al Re Carlo III di Borbone, con la quale lo metteva in guardia sul rischio: "esservi a Napoli molta cenera, sotto cui può nutrirsi, benché sepolto, il fuoco, per tornare una volta a divampare" - Ilario Rinieri, Della Rovina di una Monarchia, Relazioni Storiche tra Pio VI e la Corte di Napoli negli anni 1776-1779 secondo documenti inediti dell'Archivio Vaticano, Torino, Unione Tipografica Editrice 1901 pag.609
  13. ^ Domenico Vittorio Ripa Montesano, "Raimondo di Sangro Principe di San Severo primo Gran Maestro del Rito Egizio Tradizionale" Ed. Riservata Napoli 2011 ISBN 9788894296402

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]