Ristorante Cooperativo

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Il Ristorante Cooperativo italiano di Zurigo, meglio noto come Coopi, è stato un centro culturale noto nella storia dell'antifascismo, del movimento socialista e dell'emigrazione italiana in Svizzera.

Le radici del Coopi si ritrovano nella Società Cooperativa Italiana di Zurigo creata dagli immigrati italiani di Zurigo nel 1905 per "rafforzare la Cooperazione Socialista", lo scopo originario era quello di offrire pasti salutari e a buon mercato agli italiani immigrati in Svizzera, seguirono la fondazione di una libreria e di un quotidiano L'Avvenire dei Lavoratori", durante il regime fascista unico foglio socialista italiano edito fuori dalla clandestinità, oggi pubblicato sotto forma di newsletter.

Il Coopi entra subito nella storia europea a causa delle frequentazioni che riesce ad attrarre: Benito Mussolini, ancora militante socialista, vi si reca nel 1913 per pronunciare il discorso del primo maggio di fronte agli immigrati italiani, Lenin vi consuma l'ultimo pasto prima di ripartire per San Pietroburgo nel 1917, Filippo Turati, Pietro Nenni ed altri vi si legano negli anni dell'esilio, Giacomo Matteotti collabora a lungo con il giornale.

Durante la Seconda guerra mondiale, il Coopi diviene un importante centro di aggregazione dei movimenti politici antifascisti, italiani e svizzeri, soprattutto di matrice socialista, oltre all'avvenire dei lavoratori, vi si pubblica anche l'Avanti!, e molti fuoriusciti italiani vi si recano per coordinarsi con gli antifascisiti svizzeri.

Nel dopoguerra il centro diviene luogo di confronto multiculturale frequentato da membri della sinistra locale ed europea, Moritz Leuenberger, presidente della confederazione e consigliere federale svizzero, ne è stato in gioventù uno degli animatori, Ezio Canonica, consigliere nazionale ticinese e sindacalista scelse il Coopi come base, negli anni '60, per guidare le sue battaglie contro la destra xenofoba di James Schwarzenbach, che propugnava leggi restrittive della libertà degli immigrati, italiani in particolare.

Un aneddoto riferisce che Bertolt Brecht, in visita al Coopi, avesse chiesto come mai vi venissero esposti ritratti di Lenin e di Marx ma non quello di Stalin, per sentirsi rispondere che " qui non c'è posto per i dittatori, nemmeno sui muri".

Alle pareti del ristorante ci sono alcuni dipinti di Mario Comensoli, il pittore che ha raccontato nelle sue tele la vita degli emigranti in Svizzera.

Dopo essere stato collocato in due diversi indirizzi, Zwinglistrasse e Militärstrasse 36, oggi il Coopi ha sede al numero 5 di Strassburgstrasse, ad un passo dalla Borsa e dalla celebre Paradeplatz.

Alla fine del 2006 la volontà del Comune di Zurigo di trarre maggiori entrate dall'affitto dello stabile di cui è proprietario, ha messo a rischio la sopravvivenza del Coopi, il 9 gennaio 2007 una prima sentenza ne aveva garantita la permanenza nella sede storica ma ciò non ha modificato le intenzioni del municipio zurighese.

A seguito di alcuni mesi di trattative quindi, il Coopi e il Comune sono giunti ad una soluzione di compromesso che costringe la cooperativa al trasloco ma le consente di spostarsi solo di poche centinaia di metri, mantenendo quindi la sua collocazione storica nel centro Zurigo al numero 6 di Sankt Jakobstrasse.

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