Riserva naturale Feudo Ugni

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Riserva naturale Feudo Ugni
Rupicapra pyrenaica ornata 5 (cropped).JPG
Il camoscio appenninico, specie faunistica della riserva
Tipo di areaRiserva naturale statale orientata
Codice WDPA14672
Codice EUAPEUAP0023
Class. internaz.Categoria IUCN IV: area di conservazione di habitat/specie
StatiItalia Italia
Regioni  Abruzzo
Province  Chieti
ComuniPalombaro
Pennapiedimonte
Superficie a terra16 km²
Superficie a terra1 563 ha
Provvedimenti istitutiviD.M. Agricoltura e Foreste 15/09/81[1]
L. 394/1991[1]
GestoreReparto Carabinieri Biodiversità di Pescara[1]
Mappa di localizzazione
Coordinate: 42°07′25.29″N 14°09′50.53″E / 42.123692°N 14.164035°E42.123692; 14.164035

La riserva naturale Feudo Ugni è un'area naturale protetta di 1563 ha, istituita nel 1981 e situata nei comuni di Palombaro e Pennapiedimonte, in provincia di Chieti[2].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Posta a sud-est della riserva naturale Valle dell'Orfento I e a nord della riserva naturale Fara San Martino-Palombaro, con le quali confina, l'area protetta occupa una superficie di 1563 ha, pari a circa 16 km², con un dislivello che spazia dai 450 m s.l.m. del fiume Avello estendendosi a sud-ovest verso i 2676 m s.l.m. del monte Focalone, all'interno dei territori dei comuni di Palombaro e Pennapiedimonte, caratterizzata dalla presenza di diversi tipi di circhi glaciali, grotte, morene e rocce, situati lungo il suo territorio[1]. I propri confini delimitano il monte Ugni, da cui il nome, a sua volta derivante dal latino omnium, che significa "di tutti": in età classica la montagna, infatti, venne occupata dai Romani e data in demanio a tutti gli abitanti del luogo[3]; nel perimetro sono però comprese anche la cima delle Murelle e quella del Martellese a sud[1]. Tra le caverne, vi sono la grotta dei faggi[1] e la grotta nera (detta anche grotta dei mammuccilli)[4], dove sono state rinvenute tracce passate di vita antropica e nella quale vi sono tra le stalattiti e le stalagmiti particolari concrezioni plastiche molli fatte di una pasta organica naturale denominata "latte di luna" o "latte di monte"[3]. La progressiva variabilità altimetrica della riserva, unita alla derivante mutabilità del clima, annovera la presenza di cinque ambienti naturali diversi (centro-europeo, subatlantico, boreale, mediterraneo-altomontano e alpico), ognuno caratterizzato da un proprio spettro corologico delle varie specie vegetali che vi prosperano[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La riserva è stata istituita con decreto ministeriale agricoltura e foreste del 15 settembre 1981 come riserva naturale statale orientata[1]. Con la legge n. 394 del 1991 è stata inclusa nel territorio del parco nazionale della Maiella, collocata all'interno della zona A[1]. Il 21 maggio 1992 è stata riconosciuta all'interno della direttiva habitat come «sito di importanza comunitaria»[5].

Flora[modifica | modifica wikitesto]

La campanula spigata, rara specie floreale presente nella riserva
Il falco pellegrino, tipica specie faunistica della riserva

Data la sua estensione e il suo dislivello, la flora della riserva annovera numerose varietà di specie arboree, erbacee e floreali, così distribuite:

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

Diversificata è la fauna, che comprende, per i grandi e i piccoli mammiferi, specie di arvicola delle nevi, camoscio appenninico, capriolo, cervo, donnola, gatto selvatico[6], lupo appenninico, martora[7], orso bruno marsicano e puzzola[1], mentre gli uccelli sono presenti con 120 specie[3], tra cui esemplari di aquila reale, astore, coturnice, crociere, falco pecchiaiolo, falco pellegrino, fringuello alpino, gracchio alpino, gracchio corallino, gufo reale[2], lanario, merlo dal collare, passera scopaiola, picchio dorsobianco, piviere tortolino e sordone[5]. Tra i rettili, vi è la rara vipera dell'Orsini, presente negli anfratti rocciosi d'alta quota[1], mentre tra gli anfibi, vi sono la salamandra pezzata e l'ululone dal ventre giallo, che vivono presso gli ambienti umidi[5]. Gli invertebrati sono rappresentati principalmente dalla Parnassius apollo, una rara specie di farfalla[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]