Riserva frazionaria

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La riserva frazionaria è la percentuale dei depositi bancari che per legge la banca è tenuta a detenere sotto forma di contanti o di attività facilmente liquidabili.

Tale riserva è l'insieme delle poste contabili che, in percentuale rispetto ai depositi, un istituto di credito non può erogare.

Composizione[modifica | modifica sorgente]

La riserva frazionaria è composta da:

  • riserva obbligatoria: che deve essere accantonata alle banche centrali in appositi conti degli istituti di credito. Serve alla banca centrale per garantire che ogni banca sia in grado di saldare la propria esposizione debitoria con gli altri istituti in sede di Camera di Compensazione interbancaria. Se viene aumentata oltre questo limite minimo, diventa uno strumento di politica monetaria, gestito da Governi e banche centrali. In Italia, in base al Testo Unico Bancario, tale accantonamento di depositi non è utilizzato a garanzia dei correntisti in caso di corsa agli sportelli. È, quindi, un accantonamento contabile e finanziario (le somme sono effettivamente versate presso la Banca Centrale).
  • riserva a garanzia dei conti correnti: si tratta di un fondo interbancario a garanzia dei correntisti, di un accantonamento contabile, in altri Paesi effettivamente pagato.
  • riserva legale e statutaria: sono una percentuale dei depositi che una banca decide volontariamente di accantonare, entro un massimale stabilito per legge.

Per fare un esempio, se la riserva è il 2%, ogni 100 euro di depositi la banca deve tenere 2 euro in attività liquide o facilmente liquidabili, mentre può prestare i restanti 98 euro.

In realtà, dato che è "il prestito a creare il deposito", la banca commerciale presta subito € 10.000, senza avere nessuna copertura al momento dell'erogazione. Successivamente l'istituto dovrà preoccuparsi di collocare € 100 nelle riserve presso la BC a copertura del deposito creato (dal nulla).

Al momento del prestito avremo:

BANCA A (stato patrimoniale)

PRESTITO € 10.000 (attivo) | (passivo) DEPOSITO € 10.000

Poi la banca commerciale avrà vari modi di reperire i € 100 che occorrono per bilanciare lo S.P.; ad esempio potrà chiedere un prestito alla BC:

BANCA A (stato patrimoniale)

RISERVA € 100 + PRESTITO € 10.000 (attivo) | (passivo) DEPOSITO € 10.000 + RIFINANZIAMENTO DA BC € 100

Oppure un deposito in contanti di un nuovo cliente:

BANCA A (stato patrimoniale)

RISERVA € 100 + PRESTITO € 10.000 (attivo) | (passivo) DEPOSITO € 10.000 + DEPOSITO_NEW € 100

In Paesi come UK, Canada, Australia non è richiesta nemmeno la copertura obbligatoria.


Origini e finalità[modifica | modifica sorgente]

Nei secoli passati i gioiellieri, che ricevevano in deposito l'oro, capirono che si poteva tenere in cassaforte solo una piccola parte dell'oro ricevuto in deposito, perché i nuovi depositi di metallo prezioso superavano di solito i prelievi di oro e solo in rare occasioni accadeva il contrario.

Per affrontare quest'ultima evenienza, i gioiellieri tenevano parte dell'oro ricevuto sotto forma di riserva, usando la restante quota di oro per impieghi redditizi.

Le stesse regole, applicate alla moneta, valgono per le banche moderne che dell'attività dei gioiellieri sono l'evoluzione.

Lo scopo della riserva è dunque di obbligare le banche a garantire un livello minimo di liquidità, che deve soddisfare la normale operatività degli istituti.

La riserva frazionaria è uno strumento di politica monetaria, al pari della leva dei tassi di interesse, che permette alle banche centrali e ai governi di contenere lo stock di debito presente nel sistema, o, viceversa, di praticare una politica monetaria espansiva e inflazionistica.

La riserva obbligatoria può essere decisa dai governi e dalle banche centrali, imponendo alle banche di non prestare oltre un certo multiplo del loro patrimonio di vigilanza, ovvero di accantonare presso le banche centrali una certa percentuale dei crediti concessi.

Il 2% che impone la legge di depositare presso la Banca d'Italia è la riserva obbligatoria; oltre a questa somma la banca si cautela mettendo a riserva libera un'altra percentuale dei depositi.


Riserva frazionaria in Europa[modifica | modifica sorgente]

In Europa non è prevista riserva frazionaria per:

  • depositi con durata prestabilita superiore a due anni;
  • depositi rimborsabili con preavviso superiore a due anni;
  • pronti contro termine;
  • titoli di debito emessi con durata prestabilita superiore a due anni.

È invece al 2% per ogni altra passività compresa nell'aggregato soggetto a riserva come stabilito dall'articolo 4 del regolamento 1745/2003 della BCE. Quindi la banca deve possedere una contropartita in contante di ogni passività, per un valore che oggi è compreso tra 0 e 2 (punti percentuali). Il regolamento di Basilea 1, stabilito nel 1988 presso la Bank of International Settlements (BIS), portò la riserva frazionaria al 2%.

Dal 18 gennaio 2012 il coefficiente è dell'uno per cento.

Se una banca non ha più sufficienti riserve, è obbligata a reintegrarle, ritirando qualche prestito ed eventualmente rallentando l'emissione di nuovi prestiti.

La riserva è indispensabile per le banche per tenere nelle filiali il contante necessario ai prelievi ordinari dei correntisti (nei quali rientrano indirettamente assegni e bonifici da loro emessi e incassati dai destinatari del titolo di credito).

Per completezza d'informazione si deve tenere in considerazione che ogni anno vengono immesse in circolazione nuove banconote in relazione ad alcuni parametri, tra i quali la crescita economica dei paesi.

La riserva frazionaria è il principale strumento di trasmissione della politica monetaria dalla Banca centrale a tutte le altre banche.

La riserva delle singole banche è aggiornata periodicamente a valle della rilevazione del capitale prestato. La garanzia può essere posta dopo aver effettuato la Stanza di Compensazione con gli altri istituti di credito del sistema.

L'espansione del credito: la riserva frazionaria come moltiplicatore monetario[modifica | modifica sorgente]

La riserva frazionaria è un moltiplicatore che consente l'espansione del credito. In un sistema a riserva frazionaria diversa dal 100% il sistema bancario può accreditare del denaro in quantità superiori ai depositi che ha.

L'utilità della banca rispetto a custodire personalmente i propri risparmi è la circolazione della moneta per finanziare gli investimenti. Rispetto ad un investimento personale dei risparmi, la banca è in grado di espandere il credito, facendo circolare più denaro.

Secondo economisti di orientamento marxista, l'espansione del credito assicura tassi di crescita anche decennali alle economie capitalistiche, ma inevitabilmente porta a crisi di sovrapproduzione oppure a crisi economiche dovute all'insolvenza di molte imprese alla scadenza dei debiti. Più in generale, si critica il fatto che la quantità di moneta prestata possa non corrispondere ad una ricchezza reale e quindi causare inflazione e calo della domanda.

Il controvalore della moneta circolante risulta solo in minima parte formato da beni materiali e tangibili, da ricchezza reale, ed è in gran parte fatto di altro debito. Il credito al consumo è ad esempio una forma di crescita della moneta circolante priva di un controvalore in beni reali, la banca non richiede nessuna ipoteca o garanzia per la gestione di una carta di debito.

Secondo la scuola austriaca di economia, in particolare Ludwig von Mises, la crescita dei prezzi è l'effetto di una crescita della moneta circolante, non corrisposta da un aumento della ricchezza reale: l'espansione del credito, derivante dalla possibilità di una riserva frazionaria inferiore al 100%, causerebbe una crescita dei prezzi ogni qualvolta lo stock di debito di Stato, famiglie e imprese cresce più rapidamente del PIL. Ovviamente, l'indebitamento può crescere tanto più rapidamente quanto più è bassa la "barriera" della riserva obbligatoria. Si tenga presente che la riserva obbligatoria non determina la domanda di prestiti. Tali considerazioni contribuiscono a formare la teoria austriaca del ciclo economico

Come spiegato efficacemente dal Nobel Paul Samuelson[1], a fronte di un nuovo deposito, una banca può concedere un prestito aggiuntivo per un ammontare massimo pari al nuovo deposito meno la somma trattenuta sotto forma di riserva a qualsiasi titolo.

Chi ottiene il prestito spende la somma ricevuta, che prima o poi viene depositata presso un'altra banca da chi la riceve in pagamento.

La banca a sua volta agirà come la prima, trattenendo una quota della moneta sotto forma di riserva e prestando il resto.

Il meccanismo continua fino a quando non ci sono più nuovi prestiti e nuovi depositi.

A fronte di un nuovo deposito, accade che a livello di sistema bancario (e non di singola banca, come molti ritengono erroneamente) si genera un nuovo prestito, che potrà divenire un nuovo deposito presso una seconda banca e da questo deposito si potrà creare un prestito che diverrà nuovo deposito per un'altra banca, e così via ricorsivamente. Poiché ad ogni deposito una percentuale del denaro dev'essere trasformato in riserva, ogni successivo prestito risulterà inferiore al precedente così come ogni deposito risulterà inferiore al precedente.

La somma di tutti i prestiti effettuati da più banche generati da un primo nuovo deposito risulterà un multiplo del primo deposito. Allo stesso modo la somma di tutti i depositi sarà un multiplo del deposito iniziale. Risulta evidente che la somma totale dei depositi sarà garantita in termini di liquidità, dal solo deposito iniziale.

Si parla pertanto di moltiplicatore monetario, che agisce a livello di sistema bancario e non, come ricorda Samuelson, a livello di singola banca. È anche vero che non c'è nessun divieto di depositare il prestito sulla stessa banca che lo ha erogato.

Questo significa, per fare un esempio, che a fronte di una percentuale di riserva pari al 1%, il sistema bancario (e non la singola banca) può arrivare a prestare fino a 99 volte tanto. Conseguentemente aumentano anche i depositi presso il sistema bancario.

La singola banca non può concedere prestiti per un ammontare pari a numerose volte la raccolta. La ragione è semplice: una volta che la somma prestata è stata spesa e chi la riceve la versa presso altre banche, la banca che ha concesso i prestiti ha debiti nei confronti delle altre banche, debiti che deve liquidare con moneta depositata presso la banca centrale. Pertanto se a fronte di un nuovo deposito pari a 100 la banca concedesse prestiti per 5000 euro (50 volte tanto), la banca che ha concesso il prestito dovrebbe versare 5000 euro ad altre banche, sotto forma di debiti della banca centrale, fatto impossibile perché la banca ha ricevuto depositi solo per 100. Tuttavia, i clienti delle altre banche potrebbero effettuare pagamenti a clienti della banca che ha erogato il prestito, per un ammontare simile: il debito di tutte le altre banche verso quella che ha erogato il prestito è simile a quello della prima verso le altre banche. Nella Camera di Compensazione, ogni banca paga la differenza fra debiti e crediti verso le altre banche, se questa è negativa, e quindi deve avere disponibili depositi pari al saldo debitorio.

Analisi matematica dell'espansione del credito tramite riserva frazionaria[modifica | modifica sorgente]

Se la riserva è pari al r=2%, il sistema bancario nel suo complesso può creare moneta (concedendo prestiti) fino a \frac{1-r}r = 49 volte il capitale che effettivamente detiene in denaro liquido. Infatti se R è la riserva in denaro liquido e C è il capitale erogato deve essere R \ge r (R+C) da cui si ricava che C può essere al massimo pari a C=\frac{R-rR}{r}=\frac{1-r}{r}R.

Ad esempio, a fronte di un deposito pari a C=100€, con una riserva frazionaria pari a r=2%, una banca può tenere a riserva 2€ e prestare 98€. Se questi 98€ verranno depositati presso ad un'altra banca, questa a sua volta dovrà tenerne 1,96 sotto forma di riserva frazionaria e potrà prestare i restanti 96,04€, e così via. La somma dei prestiti erogati dalle banche nel loro complesso sarà inferiore a 4900€ (49 volte il deposito iniziale).

In generale, detto C\; il capitale depositato e  r \cdot C la riserva, una banca può prestare (1 - r) \cdot C. Se tale somma viene depositata presso un'altra banca, essa potrà prestare a sua volta (1 - r)^2 \cdot C. L'ammontare complessivo dei prestiti sarà allora pari a \sum_{i = 1}^{n}{(1 - r )^i \cdot C}. Per stabilire il valore massimo di tale ammontare possiamo immaginare che avvenga un grande numero di prestiti, progressivamente più piccoli fino a quando il singolo prestito si riduca a una quantità trascurabile. Matematicamente, questo risultato si ottiene facilmente calcolando il valore della sommatoria (si tratta di una serie geometrica) per un numero infinito di prestiti:

\lim_{n \to \infty}\sum_{i = 1}^{n}{(1 - r)^i \cdot C} = \frac{(1-r)}{r} \cdot C.

Con l'attuale valore della riserva frazionaria al 1%, la serie converge a (1-0,01)/0,01=99 volte il capitale iniziale.

La frazione \frac{1-r}{r}\; cui converge la somma totale dei prestiti realizzabili, essendo 0 \leq r \leq 1, è sempre numero maggiore di 1. Perciò la riserva frazionaria è un moltiplicatore dei depositi, anche se non aumenta la quantità di denaro che il sistema banche può prestare: la successione di prestiti diminuisce la capacità delle banche di emettere credito.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Paul A. Samuelson, Economia, McGraw Hill, 1983, pagg.268 e seguenti ISBN 88-386-6301-7.
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