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Riserva faunistica degli okapi

Coordinate: 2°00′N 28°30′E
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Riserva faunistica degli okapi
Réserve de faune à okapis
Esemplare di okapi
Tipo di areaParco nazionale
Codice WDPA37043
Class. internaz.II
StatiRD del Congo (bandiera) RD del Congo
Superficie a terra13.726,25 km²
Map
Mappa di localizzazione
Map
Sito istituzionale
 Bene protetto dall'UNESCO
Riserva faunistica degli okapi
 Patrimonio dell'umanità
TipoNaturali
Criterio(x)
Pericolodal 1997
Riconosciuto dal1996
Scheda UNESCO(EN) Okapi Wildlife Reserve
(FR) Réserve de faune à okapis

La Riserva faunistica degli okapi (in francese: Réserve de faune à okapis) è un'area naturale protetta situata nella foresta pluviale del fiume Ituri, nel nord-est della Repubblica Democratica del Congo, vicino al confine con Sudan e Uganda.[1] Con i suoi 14.000 km² copre circa un quinto dell'intera foresta.

La riserva faunistica di specie di primati e uccelli in via di estinzione è di circa 5000 Okapi, sui 30.000 che vivono in natura.[2] Nel 1996, c'erano anche circa 7.500 elefanti e 7.500 scimpanzé all'interno della riserva,[2] anche se questi numeri sono probabilmente diminuiti significativamente negli ultimi anni a causa del bracconaggio e dell'instabilità politica.[3] La riserva, creata nel 1992,[4] ha anche siti panoramici eccezionali, tra cui le cascate di Ituri ed Epulu. È abitata da popolazioni nomadi tradizionali di pigmei Mbuti e cacciatori di Efe.[5]

Nel 1996 è stato riconosciuto come sito patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.[6]

Nel marzo 2026 la riserva è stata occupata e seriamente minacciata dalla presenza di terroristi islamisti delle Forze Democratiche Alleate che nel 2025 hanno ucciso più di 1700 civili nella più ampia regione del nord-est del Congo.[7]

Come suggerito dal nome, il parco è dedicato agli okapi. Nel 1996 ne sono stati stimati 3.900-6.350 esemplari nel parco. È anche il luogo in cui si trova il Centro di Ricerca e Conservazione di Epulu, sul fiume Epulu. Questo centro risale al 1928 quando il campo venne fondato dall'antropologo statunitense Patrick Putnam come punto di cattura, dove gli okapi selvatici venivano catturati e spediti negli zoo europei ed americani. È tuttora usato per la cattura degli animali, anche se vengono usate diverse metodologie. Vengono catturati, tenuti in cattività, lasciati riprodurre e solo i figli vengono trasferiti, visto che ne è stata dimostrata la maggior possibilità di sopravvivenza. Il centro viene utilizzato anche per lavori di conservazione e ricerca.

Oltre agli okapi la riserva ospita anche altre specie a rischio, come gli elefanti delle foreste ed almeno tredici specie di simiiformes. Questa terra è abitata dalla tribù nomade dei pigmei bambuti e da agricoltori bantu indigeni.

Minacce e attacchi

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La riserva faunistica degli okapi venne aggiunta ai patrimoni dell'umanità nel 1997. I maggiori problemi del parco sono il disboscamento, causato soprattutto dall'agricoltura, e la caccia a sfondo commerciale per la vendita di bushmeat. Anche le miniere d'oro hanno rappresentato un problema.[5] Nel 1997, il Comitato dell'UNESCO ha iscritto la riserva nella Lista del Patrimonio Mondiale in Pericolo appena un anno dopo la sua iscrizione nella Lista del Patrimonio dell'umanità a seguito di notizie di conflitti armati nell'est del paese, conflitti che hanno portato al saccheggio e al massacro di elefanti. Dal 2005 la guerra nella parte orientale dello stato si è spostata dentro i confini del parco, obbligando i dipendenti a fuggire. Mentre gli indigeni bambuti e bantu rispettano la foresta, non si può dire la stessa cosa degli immigrati.

La RFO è stata bersaglio di numerosi attacchi da parte di miliziani attivi nella regione per diversi anni. Il 24 giugno 2012, il centro di ricerca di Epulu è stato bersaglio di un attacco da parte di ribelli Mai-Maiarmati, bracconieri di elefanti e minatori illegali. Sei persone, tra cui due guardie forestali, sono state uccise, i locali della riserva saccheggiati e dati alle fiamme e 13 dei 14 okapi presenti sul sito massacrati.[8] Il 20 luglio 2012, l'UNESCO ha stanziato 30.000 dollari in aiuti di emergenza per aiutare la ricostruzione e per aiutare le famiglie delle vittime.[9] All'inizio di agosto, la situazione della sicurezza era migliorata grazie alle truppe dell'esercito congolese e alle guardie dell'Autorità congolese per la fauna selvatica, ed erano iniziati i preparativi per le riparazioni del centro.

Il 4 luglio 2017, una dozzina di eco-guardie sono state uccise durante un attacco da parte di uomini armati ai posti di sicurezza in questa area protetta vicino a Mambasa. I giornalisti stranieri (due britannici e un americano), e diversi ranger del parco locale sono fuggiti illesi ma cinque dipendenti della riserva (quattro guardiani e un tracker) sono stati uccisi.[10][11] Anche molti degli aggressori furono uccisi.[11] Dal 2020 nella regione imperversa la milizia Simba guidata da "Manu", ex braccio destro del leader della milizia Paul Sadalah alias Morgan, ucciso dalle FARDC. Questa milizia è caratterizzata da attacchi alle aree minerarie.[12]

  1. (EN) 21 World Heritage Sites you have probably never heard of, in The Telegraph, 4 febbraio 2016.
  2. 1 2 (EN) Okapi Wildlife Refuge, in UNESCO World Heritage Centre, United Nations Educational, Scientific, and Cultural Organization. URL consultato il 13 giugno 2021.
  3. (EN) Michael Somers, Rene L. Beyers, John A. Hart, Anthony R. E. Sinclair, Falk Grossmann, Brian Klinkenberg e Simeon Dino, 11, in Resource Wars and Conflict Ivory: The Impact of Civil Conflict on Elephants in the Democratic Republic of Congo - The Case of the Okapi Reserve, PLOS ONE, vol. 6, 2011, pp. e27129, ISSN 1932-6203 (WC · ACNP).
  4. (FR) Arrêté ministériel 045/cm/ecn/92 du 2 mai 1992 portant création et délimitation d'une réserve naturelle dénommée « réserve de faune à okapis », su Lewganet.cd. URL consultato l'8 giugno 2023.
  5. 1 2 (FR) Réserve de faune à okapis, in UNESCO Centre du patrimoine mondial. URL consultato il 10 giugno 2023.
  6. Unesco, i 21 siti patrimonio dell'Umanità più sconosciuti al mondo, in Corriere della Sera. URL consultato il 30 novembre 2015.
  7. (FR) Mambasa sous le choc: 19 morts dans une attaque ADF au cœur de la Réserve des Okapis, in Congoquotidien.org, 18 marzo 2026. URL consultato il 25 marzo 2026.
  8. (EN) Okapi's Conservation Project, su okapiconservation.org, 28 giugno 2012.
  9. (FR) Le programme RRF accorde une subvention en aide à la Réserve de faunes à Okapis, su whcunesco.org.
  10. (EN) U.S. journalist found alive in Congo, 5 others are killed, in New York Times, 16 luglio 2017. URL consultato il 16 luglio 2017.
  11. 1 2 (EN) Kidnapped US journalist in DR Congo found safe, five wardens killed, in France24, 17 luglio 2017 (archiviato dall'url originale il 16 luglio 2017).
  12. (FR) RDC: Nouvelle attaque des miliciens à la Réserve de Faune à Okapis, su Desknature. URL consultato il 10 giugno 2023.

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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