Rio Marina

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Rio Marina
frazione
Rio Marina – Stemma Rio Marina – Bandiera
Rio Marina – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Tuscany.svg Toscana
ProvinciaProvincia di Livorno-Stemma.png Livorno
ComuneRio (Italia)
Territorio
Coordinate42°49′N 10°25′E / 42.816667°N 10.416667°E42.816667; 10.416667 (Rio Marina)Coordinate: 42°49′N 10°25′E / 42.816667°N 10.416667°E42.816667; 10.416667 (Rio Marina)
Altitudine10 m s.l.m.
Superficie19,9 km²
Abitanti1 220[2] (2011)
Densità61,31 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale57038
Prefisso0565
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT049015
Cod. catastaleH305
TargaLI
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantimarinese, marinesi;[1] piaggese, piaggesi;[1] riese, riesi[1]
Patronosanta Barbara
Giorno festivo4 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Rio Marina
Rio Marina
Sito istituzionale
Posizione dell'ex comune di Rio Marina all'interno della provincia di Livorno fino al 2018

Rio Marina è una frazione del comune italiano di Rio, nella provincia di Livorno, in Toscana.

È stato un comune dell'isola d'Elba dal 1881 al 31 dicembre 2017, comprendente anche la frazione di Cavo e l'isola di Palmaiola. Al momento della sua soppressione registrava 2 191 abitanti.

Rio Marina ospita la sede comunale con il sindaco e la giunta, mentre il consiglio comunale si riunisce a Rio nell'Elba.[3]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Situato sulla costa orientale dell'isola d'Elba, è bagnato dal Canale di Piombino. È posizionato circa 130 km a sud-est di Firenze e 80 km a sud di Livorno. Lo storico comune di Rio Marina comprendeva nel proprio territorio anche l'isola di Palmaiola.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il borgo

La zona di Rio Marina è stata sfruttata fin dai tempi degli Etruschi per scopi minerari, a causa della forte presenza di minerale di ferro nel terreno.

A breve distanza dall'abitato, in località Il Piano, si trova l'importante necropoli rupestre di Rio Marina, una sepoltura collettiva risalente all'Eneolitico.

I primi insediamenti documentati risalgono intorno al XV secolo: in quel periodo la zona era conosciuta come «Piaggia di Rio», e costituiva il punto di accesso al mare del vicino centro abitato di Rio nell'Elba. In quei periodi infatti le incursioni dei pirati spingevano gli abitanti a costruire i paesi sulle colline: le uniche costruzioni presenti all'epoca erano la Torre di Rio Marina (essa compare come «Torre di Spiaggia» in una cartografia del 1420 attribuita a Cristoforo Buondelmonti), l'oratorio di San Rocco ed alcuni edifici di servizio.

È nel XVIII secolo, quando ormai le incursioni piratesche sono un ricordo, che il borgo comincia a svilupparsi: alcuni padroni di bastimento e marinai, liguri e corsi, si trasferiscono alla Marina di Rio ed insieme alle guardie, ai pesatori, ad alcuni pescatori e ad altri padroni e marinai scesi da Rio nell'Elba, danno origine alla prima comunità piaggese. Ai tempi dell'invasione francese del 1799 il paese conta circa 800 abitanti. È in quel periodo che comincia lo sfruttamento industriale delle miniere di ferro: vengono importate nuove tecnologie e aperte nuove cave. Nel 1841, nonostante la viva opposizione da parte della parrocchia di Rio nell'Elba, un decreto vescovile sancisce la nascita della parrocchia paesana, che troverà sede nella chiesa di Santa Barbara.

È dedicata a questa Santa poiché Rio Marina è un paese a vocazione mineraria fin dai tempi più antichi, che per questo motivo l'ha scelta come protettrice. Non fu costruita subito nel luogo dove si trova nel ventunesimo secolo, all'ingresso del paese, bensì nel suo centro, dove si trova la piazza del Municipio, nell'anno 1843. Quella struttura ebbe vita breve, in quanto sin dal 1850 si verificarono problemi di staticità che consigliarono nel 1860 di abbandonarla e demolirla. Rimase in piedi solo il campanile, fino al 1958.

Ma la popolazione reclamava una chiesa parrocchiale idonea all'incremento della popolazione, da intitolarsi a Santa Barbara, essendo il piccolo oratorio esistente di San Rocco poco capiente per una popolazione che era cresciuta in maniera esponenziale assieme allo sviluppo delle attività estrattive; ed allora la società Ilva, che aveva costruito gli archi di trasporto a mare del minerale sul passante della vecchi chiesa, sovvenzionò la costruzione della nuova struttura su proprio terreno, e che fu aperta solennemente al culto il 4 dicembre del 1934 dal vescovo di Massa e Populonia Faustino Baldini, e dal parroco Andrea Corsetti.

La costruzione e la decorazione in formelle delle porte lignee avvenne ad opera di Giuseppe («Tonietto») Carletti, già sindaco del paese per due anni dopo la fine della prima Guerra Mondiale, che in bassorilievo volle rappresentare la santa patrona, in atteggiamento altero, immersa nell'ambiente di cui era referente salvifica. Il 13 aprile 2003 è stata nuovamente inaugurata dopo un importante restauro conservativo.

Nel 1853 si insedia nel paese una piccola comunità valdese, attiva fino al giorno d'oggi.

Con la spinta delle miniere, il paese vede una forte crescita demografica, fino a raggiungere l'apice alla fine del XIX secolo, quando possedeva una delle migliori flotte della penisola ed era diretta da uomini economicamente forti e politicamente determinati. È di questo periodo la scissione a comune autonomo: per celebrare l'occasione, sulla cima della torre ottagonale, ormai inutilizzata, viene costruita una torretta con l'orologio, donando al monumento l'aspetto attuale. A cavallo del 1900, il paese vive una profonda crisi, che terminerà quando la società Elba ottiene il possesso dell'intera catena produttiva delle miniere di Rio, dall'estrazione al trasporto. Sono momenti di ricchezza per il paese, ma spesso le condizioni di lavoro in miniera sono proibitive: turni di dodici ore in un ambiente malsano, la povertà degli operai che costringeva anche gli anziani e le donne a lavorare. È in questo periodo che arrivano a Rio le nuove idee socialiste ed anarchiche: nasce nel 1904 la sede locale del Partito Socialista Italiano. Nel 1911 si apre una dura contestazione degli operai contro i dirigenti delle miniere, che si concluderà con la cocente sconfitta del proletariato e il licenziamento di molti operai. Nove anni dopo, in pieno biennio rosso, venne addirittura tentata l'occupazione e autogestione delle miniere, ma nonostante l'aiuto della giunta comunale socialista anche questo tentativo fallì. Tuttavia, con l'avvento dei tempi moderni, le miniere subirono un brusco ridimensionamento, fino alla chiusura definitiva nel 1981. Dopo la chiusura delle miniere, l'attività estrattiva ha dovuto lasciare il passo allo sviluppo turistico, trasformando così Rio Marina in una fiorente località balneare.

Il 1º gennaio 2018 si è fuso con il comune di Rio nell'Elba dando origine al comune di Rio.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Sono qui riportati gli abitanti dell'ex comune di Rio nell'Elba dal 1861 al 2011, che comprendeva oltre alla frazione capoluogo anche quella di Cavo.

Abitanti censiti[4]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2016 la popolazione di Rio Marina era per circa il 92,85% di cittadinanza italiana. La popolazione straniera residente ammontava a 157 persone, il 7,15% della popolazione. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente[5] erano:

  1. Romania, 55 – 2,51%
  2. Moldavia, 26 – 1,18%
  3. Polonia, 14 – 0,64%
  4. Germania, 12 – 0,55%
  5. Ucraina, 10 – 0,46%

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Pirite e ematite di Rio Marina

Come detto in precedenza, Rio Marina è stato in passato un centro di fervida attività mineraria. I cantieri principali erano due: la miniera di Rio, situata a nord ovest rispetto all'abitato, e la miniera di Rio Albano situata circa dieci chilometri a nord. Inoltre a sud del paese si trovano le miniere di Ortano, Terra Nera e Capo Bianco. In tutte le miniere vi è una forte presenza di ematite e, in misura minore, limonite. Molto alta anche la presenza di minerali accessori come la pirite ed altri solfuri.

Miniera di Rioalbano

Procedendo da nord a sud si incontra la miniera di Rioalbano che si estende dal tratto di costa tra Cala del Telegrafo e Rialbano a tutto il Monte Calendozio. Già ai tempi degli Etruschi e dei Romani il minerale veniva estratto da questa miniera e lavorato in loco. Il cantiere più a nord è quello delle Fornacelle. Si trova leggermente distaccato rispetto agli altri cantieri della miniera. L'attività in questo cantiere è durata dal 1950 fino al 1968, quando il filone si è esaurito. A sud rispetto alle Fornacelle si trova il cantiere più grande della miniera, detto del Monte Calendozio. Oltre che in epoche antiche è stato sfruttato per oltre 100 anni dal 1860 agli anni '70, quando il filone si è esaurito. Altri cantieri erano quelli di Venezia, attivo dal 1920 al 1960, Puppaio, attivo dal 1880 a metà degli anni '70, e Pistello, attivo dal 1900 all'esaurimento avvenuto nel 1954. Il cantiere delle Conche è il cantiere più a sud della miniera di Rio Albano. Attivo dal 1940 al 1968, il cantiere si distingue dagli altri per la presenza di un piccolo lago rimasto sul fondo dello scavo, caratterizzato da un forte colorito rosso dovuto agli ossidi di ferro.

Miniera di Rio

In prossimità delle ultime case del paese c'è la miniera di Rio Marina che arriva fino al Monte Giove. Qui si ricavavano in abbondanza ematite e pirite.

Miniera di Ortano

Si trova sulle pendici del Monte Fico, a nord della spiaggia di Ortano. La pirite estratta veniva utilizzata per produrre l'acido solforico. In questa miniera sono stati rinvenuti cristalli di hedembergite e ilvaite di dimensioni eccezionali.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Quello che segue è l'elenco degli amministratori del comune di Rio Marina fino al 2018, anno dell'istituzione del comune di Rio.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
12 luglio 1988 7 giugno 1993 Elvio Diversi Partito Comunista Italiano Sindaco [6]
7 giugno 1993 28 aprile 1997 Roberto Antonini Partito Democratico della Sinistra Sindaco [6]
28 aprile 1997 14 luglio 2000 Roberto Antonini centro-sinistra Sindaco [6]
14 luglio 2000 14 maggio 2001 Giuseppe Pesce Comm. straordinario [6]
14 maggio 2001 30 maggio 2006 Francesco Bosi lista civica Sindaco [6]
30 maggio 2006 16 maggio 2011 Francesco Bosi lista civica Sindaco [6]
16 maggio 2011 2 maggio 2012 Paola Mancuso lista civica: comune protagonista Sindaco [6]
2 maggio 2012 27 maggio 2013 Girolamo Bonfissuto Comm. straordinario [6]
27 maggio 2013 31 dicembre 2017 Renzo Galli Sindaco [6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Teresa Cappello, Carlo Tagliavini, Dizionario degli etnici e dei toponimi italiani, Bologna, Pàtron Editore, 1981, p. 454.
  2. ^ Dati del censimento Istat 2011.
  3. ^ Galli: "Non mi ricandido per il comune di Rio", www.quinewselba.it, 23 dicembre 2017. URL consultato il 4 gennaio 2018.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Dati Istat stranieri 2016, su demo.istat.it.
  6. ^ a b c d e f g h i http://amministratori.interno.it/

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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