Rifugio Stivo Prospero Marchetti

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Rifugio Stivo - Prospero Marchetti
Rifugio Stivo Prospero Marchetti 2018-07-08 1.jpg
Ubicazione
StatoItalia Italia
Altitudine2 012 m s.l.m.
Localitàcomune di Arco, (TN)
CatenaPrealpi Gardesane - Gruppo Bondone Stivo
Coordinate45°55′16.59″N 10°57′41.61″E / 45.921274°N 10.961559°E45.921274; 10.961559Coordinate: 45°55′16.59″N 10°57′41.61″E / 45.921274°N 10.961559°E45.921274; 10.961559
Dati generali
ProprietàSocietà alpinisti tridentini
Gestionecustodito
Periodo di aperturacontinuato dal 1º giugno al 2 ottobre, nei week end il resto dell'anno.
Capienzaposti a sedere interni 50, posti a sedere esterni 96 (+ 20 sdraio relax); 23 posti letto suddivisi in più camere posti letto
Locale invernaledisponibile bivacco invernale (materassi, coperte e cuscini disponibili) 7 posti
Mappa di localizzazione
Sito internet

Il rifugio Stivo "Marchetti" è un rifugio situato in provincia di Trento a 2012 m s.l.m.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il rifugio nel 1911

La costruzione del rifugio sul monte Stivo nasce da un'idea del dottor Vittorio Stenico che nel lontano 1904, per paura che si verificasse "una seconda Tuckett" (vennero costruiti due rifugi, uno dagli italiani e uno dagli austriaci) decise di intervenire con la S.A.T. acquistando il diritto di costruzione sui pascoli dei fratelli Finotti posti in vetta allo Stivo. La progettazione fu affidata all'allora podestà di Arco Carlo Marchetti, mentre dell'esecuzione dei lavori fu incaricato Giacomo Martinelli che iniziò nel 1905 per terminare l'anno successivo con l'inaugurazione tenutasi il 7 ottobre. Il rifugio venne così intitolato a Prospero Marchetti, arcense, cofondatore nel 1872 insieme a Nepomuceno Bolognini ed altri trentini della S.A.T., nonché primo presidente.

Nella sua storia l'edificio fu sottoposto a varie ristrutturazioni, modernizzazioni e ampliamenti. Gli ultimi lavori furono eseguiti nel 2011 con il rinnovo dell'impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica, sufficiente al fabbisogno della struttura, e tra il 2016 e il 2017 con una ristrutturazione più ampia che ha comportato alla chiusura completa del rifugio.

Caratteristiche ed informazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il rifugio può ospitare all'interno 50 coperti, rimangono a disposizione tavoli e panche per pasti al sacco. Inoltre dispone di 23 posti letto suddivisi in più camere. Durante i lavori effettuati tra il 2016 e il 2017 furono ulteriormente potenziati il deposito di acqua piovana e l'autosufficienza energetica con fonti rinnovabili.

Accesso[modifica | modifica wikitesto]

Difficoltà E (Escursionistico) percorso su sentiero o mulattiera ben tracciati e segnalati. Richiede comunque attrezzatura adeguata e allenamento.

  • da passo Bordala prima per stradina, poi per sentiero (segnavia 623) raggiungere Cima Bassa, 1684 m, verso sud portarsi alla Bocchetta dello Stivo, 1680 m, e per sentiero 617 al rifugio. Località di partenza: Passo Bordala, quota di partenza: 1253 m, dislivello: 759 m, tempo di percorrenza: 2.20 h
  • da passo S.Barbara si sale per strada e sentiero 608/b fino al raccordo con il sentiero 608 che sale dalla Capanna all'Alpino al Monte Velo, 1020 m, per poi raggiungere i pascoli di Malga Stivo, 1768 m, e il rifugio. Località di partenza: Passo Santa Barbara, quota di partenza: 1220 m, dislivello: 792 m, tempo di percorrenza: 2.20 h
  • da Malga Campo Arco, raggiungibile per strada dalla Val di Cavedine si segue il sentiero 623 fino alla Cima Bassa, 1684 m, quindi come itinerario a). Località di partenza: Malga Campo di Arco, quota di partenza: 1379 m, dislivello: 633 m, tempo di percorrenza: 2.00 h

Accesso invernale da passo Santa Barbara si sale per strada e sentiero 608/b fino al raccordo con il sentiero 608 che sale dalla Capanna all'Alpino al monte Velo, 1020 m, per poi raggiungere i pascoli di malga Stivo, 1768 m, e il rifugio.

Ascensioni[modifica | modifica wikitesto]

La cima del monte Stivo è facilmente raggiungibile in pochi minuti dal rifugio. Sulla sommità vi è una croce e un osservatorio con indicate le più importanti cime circostanti e i maggiori gruppi montuosi. Nelle giornate particolarmente limpide è possibile ammirare oltre le numerosissime cime del Trentino, dell'Alto Adige, del Veneto e della Lombardia addirittura la laguna del mare Adriatico, la vetta del Similaun, l'Appennino ligure e l'Appennino tosco-emiliano.

Traversate[modifica | modifica wikitesto]

Alle Viòte del monte Bondone (rifugio Viote, ex fratelli Tambosi), 1539 m per le creste. Seguendo il sentiero 617 si raggiunge prima Cima Bassa, 1684 m, poi il Palon, 1916 m, la Rocchetta, 1667 m, la Becca, 1578 m, il Cornetto, 2180 m, da cui per sentiero 607 si scende alla conca delle Viòte. (6 ore; EE).

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Documenti del Risorgimento negli archivi trentini, Roma 1938, ad ind.
  • E. Brol, La collaborazione di P. M. col governo provvisorio di Milano e la sua missione alla Costituente di Francoforte nel 1848, in L'azione parlamentare del Trentino nel 1848-49 a Francoforte e a Vienna, a cura di P. Pedrotti - E. Brol - B. Rizzi, Trento 1948, pp. 99–211. Riferimenti al M. in L. Marchetti, Il Trentino nel Risorgimento, I, Milano-Roma-Napoli 1913, ad ind.
  • T. Marchetti, Fatti, uomini e cose delle Giudicarie nel Risorgimento (1848-1918), Trento 1926, pp. 49–144 passim
  • E. Battisti, Con Cesare Battisti attraverso l'Italia, Milano 1938, p. 86
  • R. Turrini, La famiglia Marchetti, in Il Sommolago, IX (1992), pp. 31–38, 53-62
  • M. Grazioli, Arco felix. Da borgo rurale a città di cura mitteleuropea, Brescia 1993, pp. 94–144 passim
  • A. Zieger, Voci e volti del Risorgimento nel Trentino e nell'Alto Adige, a cura di A. Ragazzoni, Bolzano 1994, pp. 116, 338
  • S. Benvenuti, Storia del Trentino, IV, Personaggi della storia trentina, Trento 1998, p. 76
  • M. Garbari, Aspetti politico-istituzionali di una regione di frontiera, in Storia del Trentino, V, L'età contemporanea, 1803-1918, a cura di M. Garbari - A. Leonardi, Bologna 2003, p. 50
  • A. Leonardi, Un settore in lenta ma radicale evoluzione: il terziario, ibid., pp. 694, 703
  • P. Tessadri, Trentini illustri, Trento 1996, s.v.
  • D. Curti et al., Protagonisti. I personaggi che hanno fatto il Trentino. Dal Rinascimento al Duemila, Trento 1997, sub voce. F. Zavalloni

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