Rick Santorum

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Rick Santorum
Rick Santorum by Gage Skidmore 2.jpg

Senatore, Pennsylvania
Durata mandato 3 gennaio 1995 - 3 gennaio 2007
Predecessore Harris Wofford
Successore Bob Casey, Jr.

Presidente del Comitato del Partito Repubblicano del Senato degli Stati Uniti d'America
Durata mandato 3 gennaio 2001 - 3 gennaio 2007
Predecessore Connie Mack III
Successore Jon Kyl

Membro della Camera dei Rappresentanti - Pennsylvania, distretto n.18
Durata mandato 3 gennaio 1991 - 3 gennaio 1995
Predecessore Doug Walgren
Successore Mike Doyle

Dati generali
Partito politico Repubblicano
Titolo di studio Bachelor of Arts, Master in Business Administration e Juris Doctor
Università Pennsylvania State University, Università di Pittsburgh e Pennsylvania State University - Dickinson Law
Firma Firma di Rick Santorum

Richard John Santorum, meglio noto come Rick Santorum (Winchester, 10 maggio 1958), è un politico statunitense, di orientamento conservatore.

Membro del Partito Repubblicano, è stato senatore per lo Stato della Pennsylvania dal 1995 al 2007, Presidente della Comitato dei Senatori Repubblicani (la terza carica più importante del partito al Senato), e candidato alle primarie del Partito Repubblicano per le Elezioni presidenziali statunitensi del 2012 si è poi ritirato.

Si è candidato anche alle elezioni presidenziali del 2016 sempre nelle file dei repubblicani; si è ritirato dopo il voto in Iowa.[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Santorum è italo-americano da parte del padre Aldo Santorum, originario di Riva del Garda[2] e della madre Catherine Dughi, di origini per metà irlandesi e per metà italiane (Bedonia, Parma).

È stato sconfitto dal candidato democratico Bob Casey, Jr., che ha raccolto il 59% dei voti contro il suo 41%, nelle elezioni al Senato del 2006.

Esercita la professione di avvocato e consulente aziendale. Collabora inoltre con i canali all-news Fox News e CNN.

Idee politiche[modifica | modifica wikitesto]

Santorum è sostenitore di istanze conservatrici in campo sociale, fiscale e bioetico, che gli derivano dalla sua affiliazione al movimento cattolico Regnum Christi. È particolarmente conosciuto per le posizioni assunte riguardo alla sicurezza sociale, il disegno intelligente, l'omosessualità e l'eutanasia nel caso Terri Schiavo.[3] Rick Santorum è un pro-life e considera ogni bambino, fin dal suo concepimento, un dono di Dio con la stessa dignità di ogni essere umano e come tale deve essere protetto e difeso dalle autorità nazionali.

Santorum e sua moglie Karen Garver sono genitori di 8 bambini. La loro ultima figlia, concepita quando la signora Santorum aveva compiuto i 48 anni, è nata con una grave patologia genetica, la sindrome di Edwards, dovuta all'età della madre, che le lascia solo il 10% di speranza di sopravvivenza oltre l'anno di età. Coerenti con le loro convinzioni religiose, i Santorum hanno deciso di non abortire. In precedenza i Santorum avevano perso un altro figlio, nato prematuro e morto a causa di una malformazione genetica, che aveva messo a rischio la vita della madre che ancora una volta si era rifiutata di abortire. La coppia decise poi di portare a casa il piccolo defunto per far conoscere agli altri bambini il fratellino.

Presidenziali 2012[modifica | modifica wikitesto]

Candidato alle primarie repubblicane per le Elezioni presidenziali statunitensi del 2012, Santorum inizialmente è visto come un outsider con nessuna possibilità di vittoria, ma nella prima tornata elettorale in Iowa vince sorprendentemente contro il favorito Mitt Romney per soli 34 voti (24.56 vs 24.53) È l'inizio di una campagna elettorale sorprendente, in cui Santorum riesce a vincere in stati come Alabama, Missouri pur con un budget nettamente inferiore ai rivali. Decide di ritirarsi dalla corsa il 10 aprile 2012 a causa delle precarie condizioni di salute di sua figlia. Alla fine delle primarie risulterà aver vinto ben 11 Primarie ed essere il secondo per numero di voti reali (4 milioni) e delegati in assoluto nella convention repubblicana dietro solo al vincitore Mitt Romney.

Presidenziali 2016[modifica | modifica wikitesto]

Il 27 maggio 2016 decide di ricorrere per le Primarie Repubblicane in vista delle Presidenziali 2016. Stavolta ugualmente i sondaggi a livello nazionale lo danno bassissimo con una media compresa tra 0.8%-0.7%.

Tuttavia, mentre nel 2012, il primo test in Iowa del 1º febbraio, lo vide addirittura vincitore inaspettato stavolta si piazza addirittura undicesimo su dodici (davanti solo a Jim Gilmore) con un misero 1% secco.

Il 3 febbraio 2016 quindi annuncia la fine della sua campagna presidenziale. È il terzo dopo Rand Paul e Mike Huckabee (dopo voto Iowa); il dodicesimo dopo George Pataki, Lindsey Graham, Bobby Jindal, Scott Walker e Rick Perry a lasciare prima degli inizi

Il giorno seguente annuncia di sostenere il senatore della Florida di origine cubane Marco Rubio tra i leader del Tea Party ma di posizioni più moderate visto gli estremisti di Ted Cruz e Donald Trump (terzo nei sondaggi nazionali e terzo nel primo voto dell'Iowa ad una incollatura dai favoriti Trump e Cruz) visto che il candidato ufficiale del partito, il moderato Jeb Bush non era riuscito a imporsi. Santorum è il quinto ex candidato repubblicano, dopo Lindsey Graham (Bush), Rick Perry (Cruz), George Pataki (Rubio) e Bobby Jindal (Rubio), a fare un endorsement ed il terzo, dopo Pataki e Jindal, a sostenere Rubio nonché il primo a farlo dopo un voto elettorale da ex candidato ritiratosi.

Il 16 maggio 2016, dopo il ritiro dalla corsa repubblicana di John Kasich e Ted Cruz, l'unico in corsa rimane il miliardario Donald Trump famoso per le idee radicali su protezionismo e politica estera, che resta tuttavia inviso all'apparato tutto, decide (dopo un periodo di lunga riflessione), di fare proprio l'appello del partito ad unirsi su Trump per sconfiggere Hillary Clinton.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [1][collegamento interrotto]
  2. ^ Rick Santorum, il figlio di immigrati italiani che sogna la Casa Bianca, adnkronos.com, 3 gennaio 2012. URL consultato il 3 gennaio 2015.
  3. ^ Ecco chi sono gli italoamericani più famosi, ilsole24ore.com, 12 ottobre 2012. URL consultato il 3 gennaio 2015.

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Controllo di autoritàVIAF (EN48636074 · ISNI (EN0000 0000 4929 0919 · LCCN (ENn2005053174 · WorldCat Identities (ENlccn-n2005053174