Riccardo Zanella

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Riccardo Zanella

Riccardo Zanella (Fiume, 27 giugno 1875Roma, 30 marzo 1959) è stato un politico italiano già ungherese, nonché autonomista fiumano e unico Presidente eletto dello Stato Libero di Fiume.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

La madre Teresa Antoncich era originaria dalla Carniola e il padre Giovanni proveniva dalla provincia di Vicenza. Completati gli studi superiori a Fiume, a Budapest si iscrisse all’accademia superiore di commercio. Assunto nel 1899 alla civica scuola maschile in via Ciotta, fondò anche un istituto di studi economici fiumano. Luigi Ossoinack, potente armatore fiumano e principale sponsor del partito autonomo di Michele Maylender, lo assunse nel 1897. Zanella collaborò con Maylender alla fondazione dell’Associazione Autonoma 1899 e del suo giornale "La Difesa". Eletto Rappresentante Comunale nel 1901, fu appoggiato da Luigi Ossoinack, dopo la sua rottura con Maylender, come controcandidato a Ludovico Batthyanyi. Zanella non fu eletto, ma fu nominato presidente del Consiglio scolastico di Fiume, affermandosi come il più popolare politico di Fiume. Agli inizi della sua carriera politica, durante lo scontro tra liberalismo e il radicalismo in Ungheria, Zanella emerse come il leader locale della fazione kossuthista di Fiume. Divenne il leader dell'Associazione Autonoma, noto anche come Partito Autonomista a Fiume, dopo che Michele Maylender rassegnò le dimissioni nel 1901. Con Zanella il partito si volse al partito dell'indipendenza Kossuthiano per il supporto, abbandonando il liberalismo per il nazionalismo populista italiano (ma che dei kossuthiani ereditava lo stile e a Fiume collaborava con il nazionalista croato Frano Supilo). Eletto al parlamento ungherese nel 1905, si diede subito da fare per propugnare l'autonomia della città e fu tra i promotori della Giovine Fiume. Fu eletto Podestà di Fiume nel 1914, ma la sua nomina venne bloccata dal veto del sovrano Francesco Giuseppe I d'Austria. Durante la prima guerra mondiale, Zanella, inquadrato in una unità ungherese, si arrese subito ai russi. Nel 1916 giunse a Roma dove fondò un comitato Pro Fiume e Carnaro in risposta al comitato jugoslavo di Frano Supilo e Trumbic, dando inizio ad una campagna di agitazione per l'annessione di Fiume all’Italia (non prevista dal Patto di Londra). Rientrato a Fiume nel 1918, fu accolto da eroe, ma presto preso le distanze dal Consiglio Nazionale italiano di Fiume, che aveva assunto i poteri.

L'impresa di Fiume[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Impresa di Fiume.

Al termine della Prima guerra mondiale, durante l'occupazione di Fiume compiuta dai legionari dannunziani, alla guida di una lista autonomista si scontrò nelle elezioni comunali del 26 ottobre 1919 con la componente annessionistica guidata da Riccardo Gigante, che propugnava l'annessione all'Italia. Vinse la lista annessionistica con circa il 77% dei consensi e Gigante divenne sindaco della città, venendo ufficialmente proclamato il 26 novembre. Il 20 aprile 1920 gli autonomisti di Riccardo Zanella, ostili ai legionari dannunziani, con l'appoggio dei socialisti,[1] proclamarono lo sciopero generale.

Lo Stato libero di Fiume[modifica | modifica sorgente]

Una volta esaurita l'avventura dannunziana della Reggenza italiana del Carnaro, Zanella presiedette lo Stato libero di Fiume dal 5 ottobre 1921 fino al colpo di stato nazionalista del 3 marzo 1922.

« Per risollevare l’economia della città Zanella decise di vendere agli stranieri sia le strutture portuali, sia le ferrovie, misure, queste, che gli alienarono numerosi consensi in un momento in cui gli scontri tra autonomisti zanelliani e fascisti si facevano sempre più frequenti.

Le elezioni per la nomina dei membri della nuova Assemblea Costituente si tennero il 24 aprile 1921. In previsione della vittoria zanelliana, i fascisti di Fiume, guidati da Giovanni Host-Venturi e dal sindaco Riccardo Gigante, da poco dimissionario, entrarono nell’aula del tribunale dove si procedeva allo spoglio delle schede per impossessarsi delle urne ed incendiarle, così da invalidare le elezioni. I verbali furono messi in salvo e sulla loro base Zanella, prevalendo sul blocco nazionale, risultò il vincitore delle elezioni. »

[senza fonte]

Il 1º marzo 1922 nel corso di scontri fu ucciso dalla polizia dello Stato libero di Fiume l'ex legionario fiumano Alfredo Fontana. Il 3 marzo i fascisti, guidati da Francesco Giunta, alleati ai nazionalisti e appoggiati anche dal 26º battaglione di fanteria di stanza nella città[2] mossero all'assalto del palazzo del governatore, occupandolo. Zanella fu costretto a rassegnare le dimissioni.

« In seguito agli avvenimenti di oggi, 3 marzo 1922 che mi hanno costretto ad arrendermi alle forze rivoluzionarie, rimetto i poteri nelle mani del Comitato di difesa che ha originato il moto. »
(Riccardo Zanella[3])

Il giorno seguente fu proclamata l'annessione all'Italia. Giovanni Giuriati fu nominato commissario straordinario.

L'esilio a Kraljevica[modifica | modifica sorgente]

Sentitosi minacciato, riparò a Porto Re. Seguì con interesse le vicende storiche della città, e fu molto deluso nel vedere il definitivo tramonto del progetto di autonomia fiumana che gli stava tanto a cuore. La maggioranza dei membri dell’Assemblea Costituente accettò il fascismo. Zanella rimase antifascista assieme a Antonio Luksich Jamini ed Angelo Adam. Essi continuarono la propaganda antifascista, utilizzando mezzi di cui ancora adesso non si conosce la provenienza.[senza fonte] Da Belgrado, dove era andato e rimasto fino al 1934, si spostò a Parigi, dove rimase fino all'inizio della seconda guerra mondiale.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

A. BALLARINI L’antidannunzio a Fiume. Riccardo Zanella. Edizioni Italo Svevo, Trieste

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Mimmo Franzinelli e Paolo Cavassini, "Fiume, l'ultima impresa di D'Annunzio", Le scie Mondadori, 2009 Milano, pag. 218
  2. ^ Marina Cattaruzza, L'Italia e il confine orientale, Società Editrice Il Mulino, 2007 Bologna, pag. 165
  3. ^ Pino Rauti-Rutilio Sermonti, Storia del Fascismo, verso il Governo, Centro Editoriale Nazionale, Roma, pag. 195

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 50036229

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