Riccardo Marassi

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« Non amo essere definito vignettista di sinistra. Fa tanto satira militante, che non mi piace.

Preferisco definirmi vignettista da sinistra. Ché tanto a destra prima o poi ci finiscono tutti, anche Bertinotti »

Riccardo Marassi

Riccardo Marassi (Napoli, 24 marzo 1957) è un giornalista e disegnatore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1987 lavora come giornalista grafico al Mattino di Napoli [1], ma pubblica le sue vignette, oltre che sulla prima pagina del Mattino, anche su Il Messaggero e su Linus.

Ha iniziato a fare satira politica negli anni settanta in una di quelle che all'epoca si chiamavano radio pirata. I fumetti e le vignette, però, ha iniziato a disegnarli soltanto qualche anno dopo sui manifesti e i volantini politici.

Dopo aver vinto un premio per vignettisti dilettanti nell'83, lascia il suo lavoro di chimico per dedicarsi completamente alla satira. Inizia a lavorare come vignettista con Paese Sera, poi collabora con l'inserto Satyricon di Repubblica, con il Manifesto e con l'allegato de l'Unità, Tango. Ha disegnato le vignette per un Tg per bambini durante la trasmissione "Big" su RaiUno con Piero Chiambretti e Daniela Goggi nell'87-'88.

Durante gli anni novanta, e tutto il periodo di Tangentopoli, si caratterizza con vignette particolarmente "velenose" sugli inquisiti dal Pool di Milano. In quel periodo Ugo Intini sull'Avanti lo definisce "vignettista - giustizialista". Non meno tenero l'allora presidente della Repubblica Francesco Cossiga, che nel 1992, in seguito a una lunga serie di vignette su di lui, definisce Marassi e Il Mattino "sacche di socialismo reale".

Marassi non è un caricaturista, i suoi personaggi generalmente riescono a somigliare all'originale solo con pochi tratti, appena sufficienti a identificarlo. Nelle sue vignette, quando non compaiono i personaggi più noti della politica nazionale, vi sono quasi sempre due omini.

"I suoi tipi sono senza tempo, grandi nasi, occhi sghembi e forme sinuose e tondeggianti, restano spalla e battutista generici ma non sono meno efficaci. Come i suoi politici, debordanti nell'obesità, ai limiti dell'imperfetto per rendere quella deformità fisica speculare all'anomalia morale e alla totale assenza di etica che si vuole raccontare" (Tiziana Cozzi/La Repubblica)

Vive a Napoli, è sposato e ha una figlia. Amante della montagna, del trekking e delle moto. Dedica buona parte del suo tempo alla manutenzione di una vecchia MotoGuzzi V7, ribattezzata la Poderosa, probabilmente l'unica concessione "ideologica" di Marassi.

Raccolta di vignette pubblicate[modifica | modifica wikitesto]

Citazioni[modifica | modifica wikitesto]

(...) Marassi cerca subdolamente di farmi licenziare rifilando nei momenti di disattenzione vignette terribili. Andò molto vicino al successo qualche Capodanno fa, quando io mi riposavo lontano dal giornale e Bettino Craxi si sentì male e fu raffigurato da Marassi in un letto d'ospedale intento a fregare lo stetoscopio al medico di guardia. Benché profetica, quella vignetta fece tremare la mia poltrona (la mia, non quella di Marassi) e le fondamenta stesse del vecchio palazzotto di via Chiatamone.

(dalla prefazione di Pasquale Nonno)

Non si fanno prigionieri è un libro di satira, leggere attentamente le istruzioni.

INDICAZIONI - Berluscoma, stati depressivi pre e post-elettorali, rigetto della politica, ostruzione parlamentare, semestre bianco, spasmi riformisti, convulsioni separatiste e/o federaliste, emorragie fiscali, coliche bicamerali, indicato per il trattamento post-operatorio del taglio della spesa pubblica, crollo della borsa, coadiuvante della fase costituente e ricostituente della Seconda Repubblica, eurotassa convulsa, torcikohl, invidia del penny, caduta del Pil. Combatte i radicali liberi

(...) Marassi ha la volontà di demolizione di un carrarmato, ma la concentra e l'affida all'efficacia sismica del pernacchio. Non è scritto il rumore, ma si sente lo stesso.

(dalla prefazione di Erri De Luca)

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