Rete 4

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Rete 4
Logo dell'emittente
Stato Italia Italia
Lingua italiano
Tipo generalista
Target individui 15-64 anni[1]
Slogan Parliamoci di più
Versioni Rete 4 576i (SDTV)
(data di lancio: 4 gennaio 1982)
Rete 4 +1 576i (SDTV)
(data di lancio: 5 maggio 2009)
Rete 4 HD (1° lancio) 1080i (HDTV)
(data di lancio: 5 dicembre 2012)
Rete 4 HD (2° lancio) 1080i (HDTV)
(data di lancio: 15 febbraio 2018)
Data chiusura 1º marzo 2012 Rete 4 +1
5 maggio 2017 Rete 4 HD (1° lancio)
Sostituisce GPE - Telemond
Canali affiliati Canale 5
Italia 1
Editore Mondadori (1982-1984)
Fininvest/Mediaset (dal 1984)
Direttore Sebastiano Lombardi (dal 2014)
Sito mediaset.it/rete4
Diffusione
Terrestre
Mediaset
Mediaset 4
Rete 4 (Italia)
DVB-T - FTA
Canale 4 SD

Mediaset 4
Rete 4 HD[2] (Italia)
DVB-T - FTA
Canale 504 SD
Satellite
Tivùsat
Hot Bird 13C
13.0° Est
Rete 4 (DVB-S - FTV)
11919.00 V - 29900 - 5/6
Canale 4 LCN Standard
Canale 104 EasyHD

Hot Bird 13C
13.0° Est
Rete 4 HD (DVB-S2 - FTV)
11432 V - 29900 - 3/4
Canale 4 EasyHD
Canale 104 LCN Standard
Via cavo
Naxoo
(Svizzera)
Rete 4
Canale 215

Rete 4 è un canale televisivo italiano privato a diffusione nazionale fondato nel 1982 dalla Arnoldo Mondadori Editore e poi acquisito nel 1984 dalla Fininvest e poi gestito dalla Mediaset.

La rete è di tipo generalista orientata principalmente a un pubblico adulto, offrendo soprattutto cinema, telefilm, informazione e sport. In particolar modo negli anni ottanta e novanta è stata indirizzata sopratutto a un pubblico femminile.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gestione Mondadori (1982-1984)[modifica | modifica wikitesto]

Il network è di una società a responsabilità limitata di proprietà della Mondadori (64%), dell'editore Perrone (25%) e di Carlo Caracciolo (11%) e si articola in 23 emittenti, alcune delle quali di proprietà Mondadori (attraverso la controllata Telemond) o Perrone, altre semplicemente affiliate. Presidente è Mario Formenton, i circuiti pubblicitari cui poggia sono GPE e Manzoni. Le trasmissioni iniziano il 4 gennaio 1982. In questo periodo in Italia non era consentito per una sola rete televisiva privata trasmettere su tutto il territorio nazionale e pertanto, come altre televisioni dell'epoca, varie televisioni locali trasmettevano gli stessi programmi alla stessa orario bypassando di fatto la legge che impediva l'esistenza di reti nazionali private. a capo di questo consorzio di televisioni locali c'era RTI-La Uomo Tv, ma rivestì importanza anche la rete milanese Videodelta; la rete nasceva dalle ceneri del circuito GPE - Telemond, della Mondadori e attivo sin dal 1979 nella produzione e distribuzione di programmi, ma ne arricchisce la struttura e la programmazione secondo un assetto da network nazionale. A seguito dell'omonima con le reti pubbliche della Rai, il 3 ottobre 1983, Rete 1, Rete 2 e Rete 3 cambiarono denominazione in Rai 1, Rai 2 e Rai 3, in modo che non si potesse pensare che il nuovo network fosse il quarto canale televisivo dell'azienda pubblica.

Per lanciare il nuovo canale televisivo, venne ingaggiato come direttore artistico Enzo Tortora che condusse anche la trasmissione Cipria e acquistò i diritti di famosi serial statunitensi come Venti di guerra e Dynasty oltre a inaugurare la lunga stagione delle telenovelas sudamericane che ne segnarono l'identità per oltre un decennio, dapprima grazie all'accordo con il network brasiliano Rede Globo, in seguito grazie a precise scelte editoriali oltre a produrrne in proprio alcuni. La programmazione inizialmente era di otto ore al giorno, iniziando alle 14:00 con telenovelas, alle quali seguivano film, telefilm e cartoni animati fino alle 21,15 quando veniva trasmesso un programma d'informazione con il noto giornalista Giorgio Bocca e altri famosi intellettuali, le trasmissioni venivano chiuse con un film; vennero ingaggiati famosi personaggi come Enzo Biagi, Sandro Mazzola, Maurizio Costanzo, Corrado e Pippo Baudo. Grazie poi ad accordi con il network ABC vennero acquisiti i diritti di trasmissione dei cartoni animati della Walt Disney e alcuni tra gli anime giapponesi e cartoni animati americani più famosi degli anni ottanta oltre a popolari serie di telefilm americane. Altri programmi che vennero lanciati in questo primo periodo furono il Maurizio Costanzo Show e M'ama non m'ama. La rete si caratterizza anche per una programmazione a carattere culturale e di approfondimento e oltre alle trasmissioni di Bocca e Biagi, nel 1982 nascerà anche una sorta di primo telegiornale denominato Ultimissima. In questa fase si contrappone spesso a Canale 5 a esempio trasmettendo il serial Dynasty di martedì, stessa sera in cui Canale 5 proponeva l'equivalente Dallas, oppure trasmettendo al giovedì Un milione al secondo, gioco a premi condotto da Pippo Baudo, in diretta concorrenza con il Superflash di Mike Bongiorno e inoltre, nel 1984, col programma del sabato sera Stupidissima trasmesso in contemporanea con Risatissima; il programma di Retequattro era un collage di vari spezzoni cinematografici tratti dalle pellicole di Lino Banfi, Renato Pozzetto, Paolo Villaggio, Teo Teocoli, Massimo Boldi e molti altri, di cui il canale deteneva i diritti di trasmissione; Canale 5 accusò Mondadori di concorrenza sleale poiché nello show prodotto dal Biscione comparivano gran parte dei comici presenti anche nel programma di Retequattro. La diatriba si risolse con il divieto per Rete 4 di trasmettere filmati aventi come protagonista Lino Banfi, conduttore dello show concorrente.

Nonostante le buone premesse e l'ingaggio di personaggi popolari, in pochi mesi la rete è oberata di debiti e nel 1984 Leonardo Mondadori subentrò a Mario Formenton come direttore generale del canale. Alla crisi contribuì il flop del 1983 di Venti di guerra, miniserie statunitense acquistata a caro prezzo dal network ABC che venne sconfitta dalla fiction Uccelli di rovo in onda nello stesso orario su Canale 5. La concorrenza delle reti commerciali di Berlusconi che, dopo aver anche acquisito dall'editore Rusconi il network di Italia 1, iniziava a delinearsi come leader del mercato pubblicitario, aveva costretto il canale ad accontentarsi di una fetta pubblicitaria più limitata, in virtù dei ridotti mezzi di trasmissione e della politica pubblicitaria ai limiti del dumping delle reti della Fininvest.

Elenco delle 23 emittenti locali facenti parte del circuito nazionale

Gestione Fininvest (dal 1984)[modifica | modifica wikitesto]

Dopo alterne vicende, il 27 agosto del 1984 la Fininvest acquisisce il 50% di Retequattro, all'epoca valutata in 30 miliardi di lire, insieme al magazzino dei programmi per 105 miliardi di lire in quattro anni senza interessi[3], facendone il suo terzo canale televisivo.

Periodo 1984-1995[modifica | modifica wikitesto]

Sotto la gestione Fininvest i migliori programmi della rete vengono ricollocate sugli altri due canali del gruppo e i film del magazzino Mondadori vanno a rinfoltire i palinsesti di Canale 5 e Italia 1. L'indirizzo culturale che era stato dato alla rete viene accantonato completamente assumendo un'identità simile alle altre due reti proponendo telenovelas, telefilm e cartoni animati, quest'ultimo con il contenitore Ciao Ciao, analogo di Bim Bum Bam, oltre ad alcuni show auto prodotti come Quo vadiz?. Poco dopo l'acquisizione, il 16 ottobre 1984, alcune preture oscurano le frequenze delle reti della Fininvest ma, grazie al cosiddetto Decreto Berlusconi vengono riprese le trasmissioni.

Il più grande successo della rete in questa fase è W le donne, che raggiunge punte di oltre 7 milioni di spettatori, battendo gli ascolti di Canale 5; altro successo è il quiz Ok, il prezzo è giusto!. Dal 1987 viene decisa di dedicare in maniera più marcata la programmazione a un pubblico femminile all'interno di una segmentazione più razionale del pubblico delle tre reti Fininvest tarate su differenti target pubblicitari e commerciali. Durante i primi anni di gestione Fininvest, e soprattutto a cavallo tra il 1986 e il 1987, il gruppo di Berlusconi formulò alcune ipotesi di cessione al gruppo Parmalat di Calisto Tanzi (già proprietario della syndication Euro TV e della futura Odeon TV) qualora una probabile regolamentazione del sistema radio-televisivo o un'ipotesi allora molto quotata di legge antitrust, avesse impedito a un editore di possedere più reti di carattere nazionale; questo avrebbe spinto Berlusconi a cedere il canale meno remunerativo dal punto di vista pubblicitario, ovvero Retequattro[4].

La scelta di programmare telenovelas e soap opera risulta vincente e si mantiene una caratteristica della rete ma non mancano trasmissioni realizzate in proprio di vario genere, dall'intrattenimento, alla cronaca oltre ai quiz e ai talk show.

A seguito poi dell'approvazione della Legge Mammì del 1991, la rete è obbligata ad avere un direttore, Michele Franceschelli che rimase in carica per tutta la prima metà degli anni novanta, che accentuò ulteriormente il carattere della rete con telenovelas - alcune delle quali di produzione interna - soap opera e programmi d'intrattenimento rivolti a un pubblico femminile, strategia che risultò vincente facendo divenire la rete leader nella fascia oraria pomeridiana. Altro obbligo previsto dalla nuova legge fu, al fine di avere l'autorizzazione alle trasmissioni in diretta, la creazione di un proprio notiziario che portò alla nascita del TG4 il 29 luglio 1991 che prese il posto di Dentro la Notizia che in precedenza fungeva da notiziario del canale, pur non disponendo della diretta; primo direttore del TG fu Edwige Bernasconi che fu anche la prima donna a dirigere un telegiornale in Italia; l'anno successivo venne sostituita da Emilio Fede, già giornalista e direttore del TG1, fondatore e direttore sia del primo notiziario di una rete privata, il TgA trasmesso su Rete A, che del primo TG delle reti Fininvest, Studio Aperto e che poi rimase direttore del TG4 per vent'anni e che, a seguito dell'ingresso in politica di Silvio Berlusconi nel 1994, venne accusato di essere eccessivamente schierato a favore delle forza politica da lui presieduta[5][6], come stabilito anche l'Authority in diverse occasioni[7][6] (venendo definito, insieme alle altre reti di proprietà di Berlusconi definiti "organi di partito" da Massimo D'Alema nel 2006 [8]. La conduzione di Emilio Fede, oltre ad essere stata sovente considerata sbilanciata e parziale, era soggetta a critiche qualitative inerenti al "taglio non convenzionale"[9] che Fede imponeva con la sua direzione alla testata e per il suo modo spesso sgarbato e violento di trattare i propri collaboratori, come risulta da numerosi video fuori onda. La conduzione del telegiornale e l'atteggiamento di Fede sono stati per anni facili bersagli di polemiche e ironie da parte di trasmissioni come Striscia la notizia, Blob e molte altre, di vari comici (tra cui Beppe Grillo e Corrado Guzzanti), dei politici degli schieramenti avversi al TG e persino dei suoi stessi colleghi giornalisti.

Il 29 marzo 2012, dopo venti anni di direzione, Emilio Fede, dopo aver tentato di chiudere consensualmente il suo rapporto con l'azienda, rescinde il contratto con Mediaset e abbandona la direzione del TG4, venendo sostituito da Giovanni Toti, contemporaneamente direttore anche di Studio Aperto. Il 27 gennaio 2014 Giovanni Toti si dedica all'attività politica in Forza Italia e viene sostituito alla direzione del TG4 da Mario Giordano.

Direzione Giovanelli (1996-2000)[modifica | modifica wikitesto]

Dopo una parentesi della direzione ad interim durata quasi un anno di Carlo Vetrugno che manterrà la linea editoriale al femminile di Franceschelli, nell'autunno 1996 con l'insediamento del nuovo direttore Vittorio Giovanelli, i vertici del gruppo Fininvest, che nel frattempo nel 1996 aveva ceduto le proprie attività televisive a una nuova azienda da essi controllata, Mediaset, ridisegnano la mission della rete e decidono di posizionarla su un target più generalista senza tralasciare tuttavia in alcune fasce la consueta programmazione per il pubblico femminile che aveva caratterizzato per anni il canale; ciò nonostante la maggior parte delle trasmissioni della direzione Franceschelli vengono cancellate; anche le telenovelas e le soap opera subiscono un ridimensionamento. In questo periodo esordirono programma di divulgazione scientifica e alcuni quiz e talk show storici prima trasmessi da Canale 5.

Direzione Scheri (2001-2007)[modifica | modifica wikitesto]

Il successivo direttore Giancarlo Scheri[10] decide di marcare maggiormente la connotazione maschile, giovane e culturale con la trasmissione di eventi sportivi e con programmi di approfondimento giornalistico oltre a serie televisive di genere poliziesco. Alcuni programmi storici vengono chiusi come Ok, il prezzo è giusto! e La ruota della fortuna.

Direzione Feyles (2007-2014)[modifica | modifica wikitesto]

Il canale dal 2007 al 2014 è stato diretto da Giuseppe Feyles[11]. A partire dal 3 febbraio 2004 il canale è visibile gratuitamente anche in digitale terrestre. Era inoltre disponibile in alta definizione in alcune delle regioni in cui è avvenuta la transizione al digitale terrestre e raggiunte dal mux Mediaset 6 fino al 26 novembre 2010. Il 13 maggio 2009 con il film AI - Intelligenza Artificiale, per la prima volta, fu trasmesso su Rete 4 un evento interamente in 16:9. Le trasmissioni nel nuovo formato avvengono sul digitale terrestre e sul satellite dal 18 maggio del 2012. Dal 1º novembre 2009 vengono trasmessi in 16:9 anche gli spazi pubblicitari, i promo e i bumper delle reti Mediaset, mentre il 21 giugno 2011 passano al formato 16:9 anche il TG4 e le sue rubriche. Dal 1º marzo 2007, in Sardegna, dove è presente il multiplex Mediaset 6, Rete 4 ha iniziato a trasmettere in alta definizione, col nome Rete 4 HD[12]. In questi anni la rete ha subito molto sia la concorrenza delle reti generaliste tradizionali, sia quella dei nuovi canali satellitari; gli scarsi ascolti e i conseguenti scarsi introiti hanno fatto ridotto il numero di programmi autoprodotti e il palinsesto della rete era composto prevalentemente da soap opera straniere, televendite e repliche di film e telefilm.

Nel nuovo decennio esordiscono comunque nuove trasmissione di approfondimento giornalistico che in alcuni casi fanno buoni ascolti[13][14], battendo anche Rai 1 e Canale 5. risultando per la prima volta nella storia la rete più vista d'Italia in prima serata.

Dalla stagione 2011-2012 il palinsesto sarà più simile alle altre reti con varie tipologie di programmi; nel 012, dopo circa vent'anni, Emilio Fede lascia la direzione del TG4 sostituito da Giovanni Toti.

Nel luglio 2013 viene ufficializzato la scelta di trasformarla in un canale prevalentemente dedicato all'informazione e all'approfondimento giornalistico e dunque in diretta concorrenza con Rai 3 e LA7, anche se avrà un'impostazione maggiormente nazional-popolare - secondo la definizione data da Piersilvio Berlusconi. I risultati non sono però dei migliori e all'inizio del 2014 il direttore di Rete 4 Giuseppe Feyles ha confermato in varie interviste che la rete produrrà nei mesi successivi nuovi talk show e programmi di approfondimento.

Direzione Lombardi (dal 2014)[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2014 Sebastiano Lombardi diviene il nuovo direttore la programmazione rimane sostanzialmente la stessa degli anni precedenti. Dall'8 settembre 2015 il canale, insieme a Canale 5 e Italia 1, non è più disponibile sulla piattaforma Sky, rimanendo disponibile via satellite solo su Tivùsat e sul digitale terrestre.

Rete 4 Plus[modifica | modifica wikitesto]

Rete 4 Plus
Paese Italia Italia
Lingua italiano
Data di lancio 2005
Editore Mediaset
Sito www.mediaset.it

Rete 4 Plus è il servizio interattivo di Rete 4 sul digitale terrestre. Il servizio permette l'accesso ad applicazioni interattive di news, previsioni meteorologiche, guida programmi e giochi in standard MHP.

Servizi in onda[modifica | modifica wikitesto]

  • MediaVideo
Versione interattiva del Mediavideo analogico con le Ultimissime, le notizie di cronaca, le news dal mondo, l'economia, lo sport, una sezione dedicata al gossip ed una all'oroscopo.
  • Meteo
Applicazione interattiva con una dettagliata cartina meteorologica dell'Italia per i prossimi 3 giorni e previsioni dettagliate per le successive 24 ore.
  • Stasera in TV
Applicazione utile per conoscere la programmazione in prima serata di Canale 5, Italia 1 e Rete 4.
  • Citymat
Applicazione dove si potrà dialogare con la pubblica amministrazione tramite digitale terrestre.
  • Pubblicità interattive

Applicazioni disponibili con Internet[modifica | modifica wikitesto]

Le applicazioni sono disponibili solamente collegando il decoder per il digitale terrestre o la televisione ad internet ed essere un apparecchio con Bollino Gold di DGTVi.

  • Portale Giochi
Applicazione con 4 giochi quali 6 Signs, Color Block, Finder e Trappola Invisibile.
  • TGCom
Versione interattiva di TGCom con news sempre aggiornate.
  • SportMediaset
Notizie sportive sempre aggiornate.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Legittimità delle trasmissioni[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Lodo Rete 4.

Per molto tempo è stato vivo un ampio dibattito giuridico, iniziato a partire dai primi anni novanta, sulla legittimità della trasmissione analogica del canale. Questo dibattito sorse nel 1994, quando la Corte costituzionale ribadì che i privati, secondo la costituzione, non potessero possedere più di due reti televisive attive sull'analogico terrestre: pertanto, per poter continuare a trasmettere, Rete 4 doveva essere venduta o trasmessa al di fuori dell'analogico terrestre, ovvero su satellite. I vari governi, negli anni seguenti, ignorarono questo ordinamento, fino a quando la Corte Costituzionale lo reclamò nuovamente nel 2002. Secondo quanto imposto, e a seguito dell'applicazione del Piano nazionale di assegnazione delle frequenze, questa manovra avrebbe dovuto essere completata entro il 31 dicembre 2003.

Tale dibattito è stato ulteriormente accentuato con l'inizio del Governo Berlusconi II dalle richieste nei confronti dello Stato dell'editore Di Stefano e la sua Europa 7 che nel 1999 ottenne, al contrario di Retequattro e di TELE+NERO (già esistenti in tale data), la concessione di trasmissione. Il 31 maggio 2008 il Consiglio di Stato dichiara inammissibile il ricorso presentato da Europa 7 contro il Ministero delle Comunicazioni e RTI in cui si chiedeva la sospensione dell'autorizzazione a trasmettere per Rete 4, in quanto tardivo. Questo però non risolve la questione di legittimità a trasmettere. La Suprema magistratura amministrativa ha chiesto al Ministero dello sviluppo economico (erede del Ministero delle comunicazioni) di pronunciarsi nuovamente sulla richiesta di frequenze di Europa 7, sulla base della sentenza ad essa favorevole, e ha rinviato a dicembre una sua decisione su un possibile risarcimento dei danni.

In precedenza però, il 31 gennaio 2008 la Corte di Giustizia Europea stabilisce che i regimi transitori susseguitisi con la legge Maccanico, il decreto legge del 22 dicembre 2003 e la legge Gasparri non rispettano le direttive europee. Secondo tale sentenza il regime di assegnazione delle frequenze non rispetta il principio della libera prestazione dei servizi e non segue criteri di selezione obiettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionati.

Il testo della corte spiega che L'applicazione in successione dei regimi transitori strutturati dalla normativa a favore delle reti esistenti ha avuto l'effetto di impedire l'accesso al mercato degli operatori privi di radiofrequenze. Questo effetto restrittivo è stato consolidato dall'autorizzazione generale, a favore delle sole reti esistenti, ad operare sul mercato dei servizi radiotrasmessi. Tali regimi hanno avuto l'effetto di cristallizzare le strutture del mercato nazionale e di proteggere la posizione degli operatori nazionali già attivi su questo mercato. Inoltre sottolinea in Italia il piano nazionale di assegnazione per le frequenze non è mai stato attuato per ragioni essenzialmente normative, che hanno consentito agli occupanti di fatto delle frequenze di continuare le loro trasmissioni nonostante i diritti dei nuovi titolari di concessioni. Le leggi succedutesi, che hanno perpetuato un regime transitorio, hanno avuto l'effetto di non liberare le frequenze destinate ad essere assegnate ai titolari di concessioni in tecnica analogica e di impedire ad altri operatori di partecipare alla sperimentazione della televisione digitale.

Tale ritardo nell'applicazione della direttiva europea poteva comportare una pena pecuniaria a partire dal 1º gennaio 2009 (circa 350 000 euro al giorno). La sanzione sarebbe stata calcolata con effetto retroattivo fino al 1º gennaio 2006, ma la procedura di infrazione è stata congelata successivamente a seguito della decisione del Governo di mettere a gara 5 reti nazionali.[15][16]

Loghi[modifica | modifica wikitesto]

Il logo fu inizialmente bianco, dal 4 gennaio 1982 all'11 dicembre 1983 e poi dal 6 settembre 1999 al 18 giugno 2000; dal 12 dicembre 1983 al 19 settembre 1999 fu giallo e, dal 19 giugno 2000 divenne trasparente.

Oltre che per il colore, il logo ha avuto nel tempo varie modifiche:

  • Dal 4 gennaio 1982 all'11 dicembre 1983: Il logo di Rete 4 consiste da una R bianca simile ad un fungo voltato a sinistra, e ad essa viene imbucato un 4 reso cavo. Sotto il logo appare la scritta RETEQUATTRO sempre bianca.
  • Dal 12 dicembre 1983 al 5 settembre 1999: Il logo e la scritta RETEQUATTRO (poi la scritta MEDIASET) sono color giallo-oro.
  • Dal 12 gennaio 1987: la scritta RETEQUATTRO venne tolta dal logo.
  • Dal 23 novembre 1987: il logo viene lievemente rimpicciolito e reso meno inclinato ed il 4 assume la forma più regolare.
  • Dal 7 gennaio 1991 al 28 giugno 1998: appaiono le ombreggiature.
  • Dal 15 aprile 1996: sotto il logo, appare la scritta MEDIASET. Nei primi giorni, la scritta è decisamente più grande rispetto quella delle altre due reti del gruppo, Canale 5 e Italia 1.
  • Dal 29 giugno 1998 al 5 settembre 1999: Il logo subisce una leggera modifica riguardante le dimensioni e l'ombreggiatura che viene rimossa. Il carattere della scritta MEDIASET cambia in quello attuale.
  • Dal 20 settembre 1999 al 18 giugno 2000: Il logo ritorna bianco ed anche la scritta MEDIASET è di colore bianco. Inoltre, la forma del logo diventa dritta e anche il 4 è dritto ed assottigliato.
  • Dal 19 giugno 2000: Il logo e la scritta MEDIASET sono trasparenti.

Inoltre, per evidenziare film in prima visione o per cicli di film particolari, si integrava il logo con alcune diciture. Le caratteristiche e le modalità d'introduzione dei loghi speciali citati finora è uguale a quella dei loghi utilizzati per i film e i telefilm in prima visione televisiva. Durante la trasmissione Sipario del TG4, veniva invece apposto il logo di Rete 4 più grande e più grosso, reso bianco-trasparente, con una faccia a forma di sipario di colore arancione. per i cicli di film, durante i film di seconda serata del ciclo I bellissimi, appare, sotto il logo, la scritta BELLISSIMI, mentre più raramente, in occasione del ciclo Cinema Festival, compare la scritta CINEFESTIVAL. Stessa cosa anche per il ciclo estivo Cinema d'estate, durante il quale la scritta che appare sotto al logo è CINESTATE. La scritta MEDIASET veniva in questo caso rimossa dallo schermo. Lo stesso sistema vige anche per la visione dei quiz, degli eventi sportivi e il programma Dalla vostra parte. Il 16 e il 17 marzo 2011 per celebrare il 150º anniversario dell'Unità d'Italia, sotto alla scritta MEDIASET viene introdotta una sottile bandiera tricolore mentre dall'8 dicembre 2013 al 6 gennaio 2014 il logo veniva alternato con una scritta "AUGURI" in occasione del Natale. La stessa animazione è stata usata anche negli anni successivi nello stesso periodo festivo. Dal 16 al 21 novembre 2015 venne utilizzato un logo particolare in cui il 4 venne rimosso dal centro del logo in favore di una banda nera trasversale, ciò in segno di lutto per le vittime degli attentati di Parigi. Lo stesso logo è stato usato anche il 22 marzo 2016 a causa degli attentati di Bruxelles, dal 16 al 18 luglio a causa della strage di Nizza e nei giorni 27 e 30 agosto, a causa del lutto nazionale proclamato per via dei funerali solenni delle vittime delle popolazioni del centro Italia colpite dal sisma. Questo logo è stato usato sia per la trasmissione normale che per le prime TV, mentre nelle pause pubblicitarie viene mostrato il consueto logo.

per i film in prima visione
  • Dal 16 settembre 1991 al 26 giugno 1994: In alto a sinistra del teleschermo appare la scritta PRIMA TV simile a quella usata su Canale 5, ma gialla.
  • Dal 27 giugno 1994 al 16 novembre 1997: Il logo di Rete 4 è di color oro, e a sinistra, appaiono l'1 e la a dello stesso colore, e a destra del logo, appare una scritta TV, sempre dello stesso colore.
  • Dal 17 novembre 1997 al 5 settembre 1999: Sotto il logo, vi appare una pellicola cinematografica grigia con una scritta dorata PRIMA.
  • Dal 6 settembre 1999 al 18 giugno 2000 Il logo e la scritta PRIMA sono bianchi e la pellicola cinematografica viene definitivamente rimossa.
  • Dal 19 giugno 2000: Il logo e la scritta PRIMA sono trasparenti.

Direttori[modifica | modifica wikitesto]

Nome Periodo
Quintilio Tombolini 4 gennaio 1982 - 5 settembre 1987
Roberto Giovalli 6 settembre 1987 - 9 giugno 1991
Michele Franceschelli 10 giugno 1991 - 12 settembre 1995
Carlo Vetrugno 13 settembre 1995 - 20 luglio 1996
Vittorio Giovanelli 21 luglio 1996 - 31 dicembre 2000
Giancarlo Scheri 1º gennaio 2001 - 11 giugno 2007
Giuseppe Feyles 12 giugno 2007 - 15 ottobre 2014
Sebastiano Lombardi dal 16 ottobre 2014

Palinsesto[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Programmi televisivi di Rete 4

Serie TV[modifica | modifica wikitesto]

Cartoni animati e anime[modifica | modifica wikitesto]

Anni ottanta[modifica | modifica wikitesto]
Anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

Soap opera e telenovelas[modifica | modifica wikitesto]

Dalla nascita della rete (1982) e fino alla metà degli anni novanta Retequattro è stato il canale delle telenovelas e soap opera per antonomasia, dato che per anni questa è stata la rete dedicata al pubblico femminile delle casalinghe; perciò la maggior parte delle telenovelas sudamericane e delle soap opera statunitensi, negli anni ottanta e nei primi anni novanta, in Italia sono andate in onda su questo canale. Negli anni della gestione Mondadori l'emittente trasmetteva il serial Dynasty in onda il martedì ed il giovedì sera in controprogrammazione con Dallas trasmesso nelle stesse serate dalla berlusconiana Canale 5; nel 1984 in seguito all'acquisizione della rete da parte della Fininvest, Dynasty passò a Canale 5. Nel 1991 invece fu trasferito dalla rete ammiraglia su Retequattro proprio il serial Dallas a seguito di un calo di audience registrato dal telefilm; Retequattro ne trasmise le ultime due stagioni. Da luglio 2007 sbarca su Rete 4 la soap tedesca Tempesta d'amore, che su Canale 5 aveva riscosso già ampio successo.

Nel 2008 trasmette alcune puntate della soap tedesca My Life in seguito sospesa per mancanza di ascolti. Sempre nel 2008 la rete ha trasmesso gli ultimi episodi della soap opera italiana Vivere andata in onda per otto anni su Canale 5 e trasferita e fatta concludere su Rete 4 dopo un enorme calo d'ascolti.

Il 31 ottobre 2009 la rete sospende Febbre d'amore (in onda su Rete 4 dal 1984) a causa degli elevati costi per l'acquisto degli episodi dagli Stati Uniti.

Per le stesse ragioni, il 7 marzo 2012 la rete conclude dopo ventiquattro anni anche la programmazione della storica soap opera Sentieri (in onda su Rete 4 dal 1988) a soli 700 episodi dalla fine del serial. Dal lunedì successivo al posto di Sentieri torna ad andare in onda la soap tedesca My Life.

Alcune soap opera e telenovelas trasmesse dalla rete sono:

Programmi sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Edizioni del TG4[modifica | modifica wikitesto]

  • TG4 13:30 (1992-2010)
  • TG4 Mezzasera (1992-1997)
  • TG4 Giorno (in onda alle 14:00 dal 3 settembre 2012 al 23 dicembre 2013)
  • TG4 Rassegna stampa (1992-2010)
  • TG4 9:30 (1992-1994)
  • TG4 L.I.S. (1994-2010)
  • TG4 17:50 (nel 1991)

Soap opere, fiction e telenovelas[modifica | modifica wikitesto]

Serie TV[modifica | modifica wikitesto]

Cartoni animati e anime[modifica | modifica wikitesto]

Anche se in minor numero rispetto al network di Rusconi (l'odierna Italia 1), anche sul canale di Mondadori sono andati in onda alcuni cartoni animati ed anime, Da ricordare:

Annunciatrici[modifica | modifica wikitesto]

La prima annunciatrice del canale (dal 1982 al 1984) è stata Patricia Pilchard, (che si alternava con Patrizia Rossetti) in seguito sostituita da Cinzia Lenzi, (che si alternava con Alessandra Buzzi) rimasta in carica dal 1984 al 1990. Tra le annunciatrici che hanno fatto capolino sulle frequenze dell'emittente anche Karin Nimatallah e Roberta Capua. Nel 2003 per alcuni mesi arriva Benedetta Massola. Dal 1990 annunciatrice della rete è Emanuela Folliero, che annuncia le programmazioni di rete oltre alle presentazioni dei film del ciclo "I bellissimi di Rete4" e di "CineFestival". Gli annunci giornalieri vanno in onda alla mattina alle 7:00 circa, alle 13:55, alle 19:50 e in tarda serata. Alla domenica viene proposto anche l'annuncio delle 10:00 prima della Celebrazione della Santa Messa. Al confronto delle "sorelle" Canale 5 e Italia 1 che hanno deciso di togliere questa figura, Rete 4 è rimasta l'unica rete Mediaset con un'annunciatrice presente e, dal 1º giugno 2016, in seguito alla cancellazione della figura dell'annunciatrice sui canali della RAI, Rete 4 è rimasta l'unica emittente televisiva italiana ad avere ancora tale figura.

Speaker[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1984 al 1989 la voce ufficiale dei promo di Rete4 era del doppiatore Sergio Grasso; dal 1989 al 2008 del doppiatore Alex Poli. Dal 2008 la voce ufficiale dei promo della rete è il doppiatore Andrea Piovan.

Orari delle trasmissioni[modifica | modifica wikitesto]

Fino al 12 gennaio 1987 le trasmissioni di Rete 4 non coprivano l'orario tra le 10 di sera e le 2 di pomeriggio. Dalle 14 dello stesso giorno Rete 4 trasmette senza sosta: a differenza delle tre reti Rai, non c'erano interruzioni col monoscopio per una notte al mese.

Ascolti[modifica | modifica wikitesto]

Share 24h* di Rete 4[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito, i dati d'ascolti medi mensili nel totale giornata ottenuti dall'emittente.[18]

Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Media
anno
2008 8,28%
2009 8,33% 7,63% - 7,96% 8,26% 7,76% 7,92% 7,42% 7,47% 7,62% 7,49% 7,69% 7,78%
2010 7,76% 7,42% 7,48% 7,58% 7,40% 7,00% 7,08% 7,43% 6,79% 7,28% 7,35% 7,00% 7,30%
2011 6,95% 6,74% 6,88% 6,66% 6,83% 7,16% 6,34% 6,67% 6,58%
2012 6,18% 6,12% 6,39% 6,69% 6,70% 5,92% 5,51% 5,42% 5,72% 5,62% 5,50% 5,22% 5,94%
2013 5.29% 4,98% 5,30% 5,41% 5,34% 5,00% 4,77% 4,67% 4,80% 4,72% 4,93% 4,81% 5,02%
2014 4,78% 4,78% 5,14% 5,20% 4,94% 4,92% 4,60% 4,54% 4,66% 4,91% 5,03% 4,59% 4,85%
2015 4,71% 4,69% 4,92% 5,05% 5,07% 4,80% 4,41% 4,04% 4,14% 4,34% 4,58% 4,19% 4,59%
2016 4,20% 4,22% 4,26% 4,20% 4,37% 4,31% 4,16% 3,70% 4,03% 4,07% 4,04% 3,85% 4,12%
2017 4,05% 3,84% 4,04% 3,95% 4,01% 4,25% 4,27% 3,70% 3,94% 3,89% 3,92% 3,70% 3,96%
2018

*Giorno medio mensile su target individui 4+

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ RETE4 - PUBLITALIA 80
  2. ^ duplicato in versione SD
  3. ^ Glauco Benigni, L'INDICE D'ASCOLTO ADESSO È ALLA PARI 11 MILIONI A TESTA, La Repubblica, 29 agosto 1984. URL consultato l'8 marzo 2009.
  4. ^ Daniela Brancati, L'ACCORDO TRA BERLUSCONI E TANZI PER RETEQUATTRO, La Repubblica, 17 dicembre 1986. URL consultato il 20 agosto 2009.
  5. ^ Informazione e tg4: analisi giuridica della conduzione di Emilio Fede, su www.difesadellinformazione.com. URL consultato il 19 febbraio 2018.
  6. ^ a b Perché il Tg4 viola la par condicio | Ordine dei Giornalisti, su www.odg.mi.it. URL consultato il 19 febbraio 2018.
  7. ^ dati febbraio 2006 del pluralismo politico in televisione dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (PDF) [collegamento interrotto], su agcom.it.
  8. ^ Ds contro le reti Mediaset: fanno tg di partito - Corriere della Sera
  9. ^ METEORINE, foto delle Meteorine di Emilio Fede al TG4
  10. ^ Corriere della Sera - 31 dicembre 2000
  11. ^ comunicato Mediaset (PDF), su mediaset.it.
  12. ^ Si trattava di un segnale a definizione standard soggetto a upscaling fino a 1920 × 1080 pixel. Il canale risulta sintonizzabile con un decoder digitale terrestre MPEG 4 capace di decodificare il flusso HD oppure utilizzando un sintonizzatore DVB-T per pc. Il 26 novembre 2010 il segnale di Rete4 HD è stato spento in tutte le aree di switch off, non risultando più disponibile su tutto il territorio nazionale. Dalla fine di luglio il canale in alta definizione è stato nuovamente attivato sul mux Mediaset 6 ed è visibile esclusivamente in Sardegna. Il 5 dicembre 2012 è stato attivato Rete 4 HD sul mux La3 visibile in tutta Italia. Successivamente, il 23 giugno 2015, viene spostato nel mux Mediaset 2 dove rimane fino al 5 maggio 2017 quando viene chiuso per lasciar spazio a Retecapri. Dal 15 febbraio 2018, il canale riprende le trasmissioni in alta definizione in esclusiva satellitare su Tivùsat.
  13. ^ Quarto grado raggiunge un ascolto record di 4.665.000 telespettatori con il 18,33% di share, risultando il secondo programma più visto della serata, distanziato di soli 2 punti percentuali da Rai 1; Pochi mesi dopo, il 17 giugno 2011, sempre Quarto grado giunge all'ultima puntata dell'edizione 2010-2011 e vince la serata con il 14,79% di share e 3.145.000 telespettatori
  14. ^ Davide Maggio, ASCOLTI TV DI VENERDI 17 GIUGNO 2011: VINCE QUARTO GRADO CON IL 14.79%. MALE L’ONORE E IL RISPETTO (12.57%) E METTIAMOCI ALL’OPERA (11.35%), Davide Maggio, 18 giugno 2011. URL consultato il 22 giugno 2011.
  15. ^ Nuovi euroguai per la legge Gasparri, in La Stampa, 09 ottobre 2008. URL consultato il 22 giugno 2009.
  16. ^ Giovanni Valentini, La nemesi storica del Cavaliere, in la Repubblica, 31 gennaio 2008. URL consultato il 22 giugno 2009.
  17. ^ Wallander, in Il mondo dei doppiatori, AntonioGenna.net.
  18. ^ Archivio dati Auditel, su auditel.it. URL consultato il 28 gennaio 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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