Rete testicolare

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Rete testicolare
Rete testis.jpg
Posizione della rete testicolare all'interno del testicolo
Illu testis schematic.jpg
1: Setto testicolare
2: Tubuli seminiferi 3: Lobuli testicolari 4: Tubuli seminiferi retti
5: Dotti efferenti 6: Rete testis
Anatomia del Gray subject #258 1244
Nome latino Rete testis
Sviluppo embriologico Dotto di Wolff

La rete testicolare (o rete testis) è una rete di anastomosi di tubuli delicati situati nell'ilo del testicolo (mediastino del testicolo), che trasporta lo sperma dai tubuli seminiferi ai dotti efferenti. È la controparte della rete ovarii nelle femmine. La sua funzione è il riassorbimento del fluido.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

La rete testicolare è una rete di tubuli comunicanti che si collegano ai tubuli seminiferi retti (la parte terminale dei tubuli seminiferi). Si trovano all'interno di un tessuto connettivo altamente vascolarizzato nel mediastino del testicolo.[1] Le cellule epiteliali formano un unico strato che riveste la superficie interna dei tubuli. Queste cellule sono cubiche, dotate di microvilli e hanno un singolo ciglio sulla superficie.[2]

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Durante lo sviluppo degli organi urinari e riproduttivi, il testicolo si sviluppa in modo molto simile all'ovaio, che proviene dal mesotelio e dal mesonefro. Come nell'ovaio, nelle sue prime fasi è costituito da una massa centrale coperta da un epitelio superficiale. Nella massa centrale appaiono una serie di cordoni. Questi cordoni si sviluppano verso quello che diventerà l'ilo e formano una rete che diventa la rete testis.

Funzione[modifica | modifica wikitesto]

Nella rete testicolare lo sperma diventa più concentrato perché vengono riassorbiti gli altri fluidi . Nel caso in cui ciò non si verifica lo sperma entrante nell'epididimo non sarà concentrato, con conseguente possibile infertilità.

Importanza clinica[modifica | modifica wikitesto]

La rete tubulare ectasia è un disturbo della rete testicolare caratterizzato da molteplici cisti benigne.

Immagini aggiuntive[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ross, M.; Pawlina, W., Histology: A Text and Atlas, 6ª ed., Lippincott Williams & Wilkins, 2011, p. 802, ISBN 978-0-7817-7200-6.
  2. ^ Young, B.; Woodford, P.; O'Dowd, G., Wheater's Functional Histology: A Text and Colour Atlas, 6ª ed., Elsevier, 2013, p. 344, ISBN 978-0702047473.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]