Rete dei Comunisti

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Rete dei Comunisti
StatoItalia Italia
AbbreviazioneRdC
Fondazione13 settembre 1998
IdeologiaComunismo
Marxismo
Pacifismo
CollocazioneSinistra extraparlamentare
TestataContropiano
Colori     Rosso
Sito webretedeicomunisti.org

La Rete dei Comunisti (RdC) è un movimento politico comunista strutturato a rete e fondato a Bologna il 13 settembre 1998.[1]

L'attività della RdC si è indirizzata essenzialmente su tre filoni:

  • Ricerca sulla composizione di classe, la teoria marxista e la questione internazionale attraverso inchieste, saggi e libri (la RdC edita una specifica rivista sulle tematiche sudamericane Nuestra America e ha una casa editrice, I quaderni di Contropiano), il centro studi della RdC è l'associazione Politica e Classe.
  • Attività diretta dei militanti della RdC all'interno del sindacalismo di base (su tutti la RdB, scioltasi nel 2010 all'interno della più ampia Unione Sindcale di Base).
  • Partecipazione diretta a diverse strutture di solidarietà internazionalista, anti-militariste, culturali e di informazione. Inoltre partecipa a una serie di esperienze locali legate alla sinistra indipendente.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La RdC è nata inizialmente dall'unione del Forum dei Comunisti con l'associazione Iniziativa Comunista dell'Emilia-Romagna, l'associazione In Movimento per un progetto comunista di Milano, il Collettivo Comunista Rosa Luxemburg di Aversa e il Circolo Comunista di via Trivero di Torino. L'organo di stampa della RdC è Contropiano, un quotidiano online.

Nel maggio 2000 la RdC è cofondatrice del Coordinamento Comunista insieme al Movimento per la Confederazione dei Comunisti, L'Altra Lombardia-Su la testa, il Coordinamento Comunista di Napoli e il Centro Culturale Il Lavoratore di Massa Carrara e La Spezia, ma l'esperienza si sfaldò nel corso del 2001 e la RdC riacquistò piena autonomia.

Dal giugno 2009 la RdC ha partecipato al percorso della Federazione della Sinistra,[2] abbandonandolo nel dicembre successivo, giudicando la Federazione della Sinistra non abbastanza autonoma dal Partito Democratico.[3]

Nel marzo 2013 Sergio Cararo è tra i firmatari della Dichiarazione per un movimento anticapitalista e libertario,[4] sulla cui base si sarebbe costituita l'associazione Ross@, cui avrebbero aderito molti membri della RdC.[5]

Nel giugno 2016 Mauro Casadio ha firmato come membro della segreteria della RdC l'Appello per una alternativa ai diktat dell'Unione Europea da cui sarebbe nata la piattaforma sociale Eurostop e di cui la RdC è tuttora parte.[6][7]

Dal 2017 insieme alla piattaforma Eurostop la RdC ha aderito a Potere al Popolo!.[8]

Assemblee Nazionali[modifica | modifica wikitesto]

  • I Assemblea – Roma, 23 marzo 2002 – «Se non ora, quando? La necessità della alternativa sociale»
  • II Assemblea – Roma, 10-11 marzo 2007 – «L'attualità dell'opzione comunista in Italia»
  • III Assemblea – Roma, 2-3 aprile 2011 – «Ben scavato vecchia talpa! Dalla crisi di civiltà del capitalismo una nuova opportunità per i comunisti»

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nasce la Rete dei Comunisti (PDF), in Conntropiano, 1º ottobre 1998. URL consultato il 26 ottobre 2018 (archiviato dall'url originale il 28 settembre 2011).
  2. ^ Sintesi dell'intervento della Rete dei Comunisti all'assemblea "Per un nuovo inizio: costruiamo insieme la federazione della sinistra d'alternativa", su forum.termometropolitico.it, 18 giugno 2009. URL consultato il 26 ottobre 2018.
  3. ^ Una verifica dovuta sul progetto della Federazione della Sinistra, in Cotnropiano, 18 gennaio 2012. URL consultato il 26 ottobre 2018 (archiviato dall'url originale il 18 gennaio 2012).
  4. ^ La dichiarazione, su perunmovimentoanticapitalista.wordpress.com, 12 aprile 2013. URL consultato il 26 ottobre 2018.
  5. ^ Ross@ si presenta: «In autunno tutti a Roma contro il governo», su controlacrisi.org, 12 maggio 2013. URL consultato il 26 ottobre 2018.
  6. ^ Eurostop. Appello per una alternativa ai diktat dell'Unione Europea, in Contropiano, 25 giugno 2015. URL consultato il 26 ottobre 2018.
  7. ^ Eurostop. Appello per un'alternativa ai diktat dell'Unione Europea, su retedeicomunisti.org, 25 giugno 2018. URL consultato il 26 ottobre 2018 (archiviato dall'url originale il 26 ottobre 2018).
  8. ^ Potere al popolo: l'assemblea nazionale di Eurostop approva la relazione di Giorgio Cremaschi, su retedeicomunisti.org, 3 dicembre 2017. URL consultato il 26 ottobre 2018 (archiviato dall'url originale il 2 ottobre 2018).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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