Repubblica Popolare di Doneck

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Repubblica Popolare di Doneck
Repubblica Popolare di Doneck – Bandiera Repubblica Popolare di Doneck - Stemma
Territorio a status conteso
Motivo del contenzioso Dichiarazione unilaterale di indipendenza
Situazione de facto Conflitto in corso
Posizione dell'ONU Non riconosce l'indipendenza
Posizione dell'UE Non riconosce l'indipendenza
Posizione della Repubblica Popolare di Doneck
Dichiarazione d'indipendenza 12 maggio 2014
Nome completo Repubblica Popolare di Doneck
Nome ufficiale Донецкая народная республика
Capo di Stato Aleksandr Zacharčenko
Riconoscimenti internazionali Flag of South Ossetia.svg Ossezia del Sud

Flag of the Lugansk People's Republic (Official).svg Repubblica Popolare di Lugansk

Posizione dell'Ucraina
Sintesi della posizione Non riconosce l'indipendenza; rivendica l'intero territorio
Nome completo Oblast' di Donec'k
Nome ufficiale Донецька область
Informazioni generali
Lingua Russo, ucraino
Capitale/Capoluogo Doneck (975.958 ab. / 2011)
Area 8.538,9 km²
Popolazione 2.332.556[1] ab.  (2015)
Continente Europa
Fuso orario UTC+3[2]
Valuta Rublo russo[3]
TLD Non assegnato
Repubblica Popolare di Doneck - Mappa

La Repubblica Popolare di Doneck, in sigla RPD (in russo: Донецкая Народная Республика, ДНР?, traslitterato: Doneckaja Narodnaja Respublika, DNR), è uno Stato a riconoscimento limitato proclamato il 7 aprile 2014[4], il cui territorio si trova all'interno dell'Oblast' di Donec'k. Le autorità separatiste si sono dichiarate unilateralmente indipendenti dall'Ucraina il 12 maggio 2014, a seguito di un referendum popolare[5].

L'Ucraina considera il territorio controllato dai separatisti come territorio temporaneamente occupato da gruppi armati illegali e da truppe della Federazione Russa[6].

L'indipendenza della Repubblica Popolare è stata riconosciuta da altri due stati a riconoscimento limitato, la Repubblica Popolare di Lugansk e l'Ossezia del Sud[7].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

A partire da marzo 2014 iniziarono nell'est dell'Ucraina azioni di protesta contro il nuovo governo insediatosi a Kiev a seguito degli eventi dell'Euromaidan. I manifestanti non ne riconoscevano la legittimità e chiedevano la federalizzazione del Paese. Il 6 aprile i palazzi dei Consigli regionali degli Oblast' di Donec'k, Luhans'k e Charkiv furono occupati dagli indipendentisti. L'indomani fu proclamata la nascita della Repubblica Popolare di Doneck e successivamente vennero formati un Consiglio del Popolo e un governo temporaneo[8].

Il 12 aprile la RPD estese il proprio controllo a Slavjansk, Mariupol', Enakievo, Kramatorsk e altri centri minori, mentre si intensificarono gli scontri tra armati l'esercito ucraino e la Milizia popolare di Donbass[9]. L'11 maggio si tennero i referendum per l'indipendenza della Repubblica Popolare di Doneck e della Repubblica Popolare di Lugansk, che venne proclamata il giorno successivo[5]. Le due Repubbliche il 24 maggio sottoscrissero un'accordo di unione nell'ambito della Federazione della Nuova Russia, progetto che sarebbe stato accantonato un anno dopo[10].

Nel corso dell'estate i soldati ucraini ripresero il controllo di Slavjansk, Mariupol' e Kramatorsk[11], mentre la RPD consolidò la propria posizione nella capitale e conquistò lo sbocco al mare prendendo il controllo di Novoazvosk e di molti centri dei rajon Novoazovskij, Starobeševskij e Ambrosievskij[12].

Con il protocollo di Minsk del 5 settembre 2014 e il successivo Minsk II del 12 febbraio 2015 furono previsti dei cessate il fuoco che, pur frequentamente violati, ridussero l'intensità del conflitto, successivamente entrato in una fase di stallo[13].

Radici storiche[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Repubblica Sovietica del Donec-Krivoj Rog.

Nel febbraio 2015 il Consiglio del Popolo della RPD ha approvato un memorandum che evidenzia la discendenza della Repubblica Popolare da una precedente esperienza statale instaurata nella regione del Donbass, la Repubblica del Donec-Krivoj Rog, proclamata dai bolscevichi nel 1918[14].

Ordinamento dello Stato[modifica | modifica wikitesto]

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

La Repubblica Popolare di Doneck è suddivisa amministrativamente in città di livello repubblicano e rajon[15]. Sono attualmente sotto il controllo della RPD 13 città e 5 rajon[1].

Città/rajon Abitanti[1]
Большой герб Донецка.png Doneck 957.136
Gerb gorlovki.jpg Gorlovka 268.527
Gerb-gor-debalcevo.gif Debal'cevo 26.604
Coat of arms of Dokuchaievsk.gif Dokučaevsk 23.937
Yenakiieve gerb.png Enakievo 124.267
Zhdanivka gerb.png Ždanovka 12.565
Kirovske gerb.png Kirovskoe 27.847
MakiivkaGerb.jpg Makeevka 382.448
Snizhne coat of arms.svg Snežnoe 69.134
Emblem torez.png Torez 78.642
Khartsyzsk city coa.gif Charcyzsk 101.369
Shahtarsk gerb.png Šachtërsk 60.213
Yasinuvata gerb.png Jasinovataja 44.020
Amvrosiivskiy rayon gerb.png Ambrosievskij rajon 44.165
Novazovskiy rayon gerb.png Novoazovskij rajon 28.164
Starobeshevskiy rayon gerb.png Starobeševskij rajon 49.432
Герб Тельмановського району.png Tel'manovskij rajon 14.581
Shahtarskiy rayon gerb.png Šachtërskij rajon 19.758
Totale 2.332.556

Istituzioni[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la Costituzione adottata il 14 maggio 2014, la Repubblica Popolare di Doneck è uno stato unitario democratico, di diritto e sociale. Il potere legislativo è affidato al Consiglio del Popolo, composto da 100 deputati, mentre il potere esecutivo è affidato al Capo dello Stato, eletto dal popolo, e al Consiglio dei Ministri, nominati dal Capo dello Stato. La Costituzione riserva al Capo dello Stato la facoltà di guidare personalmente il Governo o di nominare un Presidente del Consiglio dei Ministri[15].

Prima della proclamazione della Repubblica Popolare, il 1º marzo i manifestanti avevano eletto governatore popolare Pavel Gubarev[16], mentre in occasione dell'occupazione del palazzo dell'Amministrazione regionale del 6 aprile erano stati formati un Consiglio del Popolo ed un Governo temporaneo presieduto da Denis Pušilin[17]. Il 16 maggio è stato formato il primo Governo effettivo, guidato da Aleksandr Borodaj, sostituito dal 7 agosto da Aleksandr Zacharčenko[18], che in occasione delle elezioni generali del 2 novembre 2014 è divenuto Capo dello Stato. Lo stesso giorno è stato eletto il Consiglio del Popolo[19].

Politica[modifica | modifica wikitesto]

La guerra tra Ucraina e insorti filorussi, che ha determinato prese di posizione da parte di diversi Stati e organismi internazionali, ha coinvolto direttamente sia la Federazione Russa sia paramilitari ultranazionalisti ucraini. Il partito di estrema destra Pravyj Sektor, che il 23 aprile aveva annunciato la formazione di 800 guerriglieri per intervenire nelle zone vicino al confine russo[20] ha inviato molti volontari a combattere contro i filorussi[21]. Tra gli altri gruppi paramilitari ucraini coinvolti è stata segnalata la massiccia presenza di elementi neonazisti sia ucraini che provenienti da altri Paesi[22][23][24].

Alcuni analisti hanno evidenziato che, malgrado gli insorti vengano spesso definiti antifascisti[25][26] e abbiano ricevuto per questo supporto internazionale da associazioni e forze politiche di sinistra[27][28], la leadership dei gruppi separatisti è politicamente vicina al filosofo ultranazionalista russo Aleksandr Dugin e militanti di estrema destra, talvolta apertamente neonazisti, sono coinvolti in entrambe le parti in conflitto[29].

Relazioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

La regione indipendentista di Doneck quale Repubblica popolare è riconosciuta dall'Ossezia del Sud, anch'essa Stato privo di riconoscimento internazionale. Il territorio è tuttora de iure parte dell'Ucraina e sono in corso trattative internazionali per il riconoscimento di una maggiore autonomia della regione[30].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (RU) Glavnoe upravlenie statistiki DNR, Čislennost' naselenija DNR, 1º agosto 2015.
  2. ^ (RU) DNR perechodit na moskovskoe vremja, Russia Today, 24 ottobre 2014.
  3. ^ (RU) LNR i DNR uspešno perešli na rasčëty v rubljach. Runedra.ru, 10 settembre 2015.
  4. ^ (RU) V Donecke ob''javleno o sozdanii narodnoj respubliki. Rosbalt.ru, 7 aprile 2014.
  5. ^ a b (RU) DNR provozglasila sebja cuverennym gosudarstvom. RIA Novosti, 12 maggio 2014.
  6. ^ (UK) Postanova Verchovnoï Rady Ukrainy del 17 marzo 2015.
  7. ^ (RU) Ukaz «O priznanii Doneckoj Narodnoj Respubliki». 27 giugno 2014.
  8. ^ Mitingujuščie v Donecke formirujut "vremennoe narodnoe pravitel'stvo". TASS, 8 aprile 2014.
  9. ^ (RU) Stolknovenija na jugo-vostoke Ukrainy. Forbes.ru, 14 aprile 2014.
  10. ^ (RU) Vladimir Dergačev, Dmitrij Kirillov, Proekt «Novorossija» zakryt. Gazeta.ru, 20 maggio 2015.
  11. ^ (EN) Ukraine crisis: Donetsk rebels in mass withdrawal. BBC, 5 luglio 2014.
  12. ^ (RU) Opolčency DNR vyšli k Azovskomu morju. NTV, 30 agosto 2014.
  13. ^ (EN) Situation in Donbass may develop into frozen conflict. TASS, 12 settembre 2015.
  14. ^ (RU) Deputaty Narodnogo Soveta prinjali Memorandum Doneckoj Narodnoj Respubliki ob osnovach gosudarstvennogo stroitel'stva, političeskoj i istoričeskoj preemstvennosti. Oficial'ny sait Narodnogo Soveta DNR, 6 febbraio 2015.
  15. ^ a b (RU) Konstitucija DNR. Oficial'nyj sait DNR
  16. ^ (RU) V Donecke zaderžan "narodnyj gubernator" Gubarev. RBK, 6 marzo 2014.
  17. ^ (RU) Biografija Denisa Pušilina. RIA Novosti, 28 agosto 2014.
  18. ^ (RU) Prem'er-ministr DNR Aleksandr Borodaj podal v otstavku po sobstvennomu želaniju. TASS, 7 agosto 2014.
  19. ^ (RU) Prem'er Zacharčenko vyigral vybory glavy DNR. RIA Novosti, 3 novembre 2014.
  20. ^ Stefano Grazioli, Crisi Ucraina, Pravy Sektor: il braccio armato anti-Russia. Lettera43.it, 25 aprile 2014.
  21. ^ (EN) Donbas battalion loses 4 in Ilovaisk assault. Ukrinform.ua, 11 agosto 2014
  22. ^ (EN) Dina Newman, Ukraine conflict: 'White power' warrior from Sweden. BBC, 16 luglio 2014.
  23. ^ (EN) Sabra Ayres, Driven by far-right ideology, Azov Battalion mans Ukraine’s front line. Al Jazeera, 24 luglio 2014.
  24. ^ (EN) Russia demands condemnation of mercenaries’ activity in eastern Ukraine. TASS, 21 luglio 2014.
  25. ^ (EN) Donetsk's pro-Russia rebels celebrate expelling "fascist Ukrainian junta". The Guardian, 8 settembre 2014
  26. ^ (EN) Daniel McLaughlin, Donetsk’s pro-Russians ‘defending our people from fascists and the West’ . The Irish Times, 16 aprile 2014.
  27. ^ Appello del popolo della Repubblica Popolare di Donetsk e della Repubblica Popolare di Lugansk alla comunità mondiale. Marx XXI, 30 maggio 2014.
  28. ^ A Donetsk sono arrivati volontari italiani per combattere le truppe di Kiev. Rai News, 10 giugno 2014.
  29. ^ Jacopo Custodi, Altro che “compagni”. La Repubblica di Donetsk e l’ombra nera di Aleksandr Dugin. East Journal, agosto 2014.
  30. ^ Giulia Sangineto, I dodici punti di Minsk: una fragile tregua per l’Ucraina, in Cronache Internazionali, 15 settembre 2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]