Renato Scrollavezza

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Renato Scrollavezza (Castelnuovo Fogliani, 14 aprile 1927) è un liutaio italiano, attivo a Parma nella seconda metà del XX secolo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato in una famiglia di braccianti trasferitisi nel 1930 a Noceto, cominciò ad avvicinarsi casualmente alla falegnameria come lucidatore di mobili.

La sua fortuna fu però avere una certa versatilità nel disegno e nella manualità. Così nel 1950 si presentò alla Scuola di Liuteria di Cremona con uno strumento costruito di sua mano, essendovi ammesso l'anno seguente.

In quattro anni, pur mantenendo un approccio critico verso gli insegnamenti, si diplomò e poté avviare un'attività autonoma che, forte del secondo posto al Concorso Nazionale di Liuteria cremonese, gli permise di avviare una scuola liuteristica.

Insegnò liuteria al conservatorio "Arrigo Boito" di Parma dal 1975 al 1990.

Il Comune di Noceto ha avviato un progetto per accogliere la Scuola e un museo permanente dei suoi strumenti nella Rocca del paese.

I suoi strumenti si rifanno a una lunga tradizione che risale a Giovanni Battista Guadagnini, che a Parma lavorò dal 1758 al 1771: uso di legno di salice per l'interno e di acero locale per l'esterno (a volte di pero per i manici), bombatura dolce, controfasce inserite negli zocchetti con incastri a cuneo, frutto della lunga osservazione degli strumenti classici, anche se una certa tendenza ad avvicinarsi ai modelli Amati rivela la sua lunga serie di contatti con la liuteria milanese.

Costruisce anche chitarre classiche.

Renato Scrollavezza dal 1988 al 2000 è stato curatore, su incarico del Comune di Genova, del violino Guarneri del Gesù detto "Il Cannone", appartenuto a Niccolò Paganini. Tale incarico precedentemente era stato svolto dal liutaio Sesto Rocchi.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Renato ed Elisa Scrollavezza (a cura di), Renato Scrollavezza and the school of Parma, Conservatorio di musica "Arrigo Boito" di Parma, Scuola di liuteria, Turris (Cremona), 1999. ISBN 88-7929-163-7

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN889270 · LCCN: (ENno2001012022