Renato Alessandrini

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Renato Alessandrini

Renato Alessandrini (Roma, 11 agosto 1890Oceano Artico, 25 maggio 1928[1]) è stato un esploratore italiano, perito nel corso della spedizione polare del dirigibile Italia.

Cenni biografici[modifica | modifica wikitesto]

Alessandrini già nel 1914 operava nello Stabilimento Costruzioni Aeronautiche di Roma del Genio Militare, allora diretto da Umberto Nobile. Poi, nel primo dopoguerra, lavorò presso l'aeroporto di Ciampino, dove venivano montati ed attrezzati i dirigibili.

Le trasvolate del Polo Nord[modifica | modifica wikitesto]

Partecipò come timoniere ed attrezzatore alle prime due storiche trasvolate del Polo Nord, facendo parte dell'equipaggio sia del Norge, che fu il primo dirigibile (e probabilmente anche il primo aeromobile) a sorvolare il Polo Nord il 12 maggio 1926, sia del dirigibile Italia, che raggiunse il Polo il 23 maggio 1928.

Il naufragio del dirigibile Italia[modifica | modifica wikitesto]

La data della morte di Renato Alessandrini non è conosciuta con certezza, risultando disperso dal 25 maggio 1928 a seguito del naufragio del dirigibile Italia nel volo di ritorno dal Polo Nord. Tuttavia sono note le circostanze che probabilmente determinarono la sua scomparsa. Infatti, secondo quanto lo stesso generale Nobile scrisse nel suo libro L'Italia al Polo Nord[2], durante le manovre tentate per cercare di salvare il dirigibile in avaria, che perdeva quota e a tratti era ingovernabile, ordinò ad Alessandrini di andare sul dorso dell'aeronave, che stava precipitando ad una velocità di oltre mezzo metro al secondo, nel disperato tentativo di verificare anche le valvole di poppa, dove ci poteva essere una fuoriuscita di gas.

Alessandrini lasciò la cabina di comando, ma non riuscì neanche ad iniziare il suo compito perché l'aeronave nel frattempo si schiantò sul pack. Erano le ore 10.33 del 25 maggio 1928, e il dirigibile si trovava probabilmente a poche ore di volo dalla base sulle isole Svalbard. L'involucro del dirigibile, alleggerito dal distacco di parte della cabina di comando a seguito dell'impatto, si risollevò andando alla deriva e verosimilmente portando via Alessandrini e alcuni membri dell'equipaggio che si trovavano all'interno (il fisico Pontremoli e il giornalista Lago) o nelle cabine motori (Arduino, Caratti e Ciocca).

Stando alle testimonianze dei superstiti della Tenda Rossa (sbalzati fuori dalla cabina di comando al momento dell'impatto sul pack) l'aeronave scomparve nella fitta nebbia. Poco dopo i naufraghi avvistarono del fumo in lontananza (forse segnalazioni, oppure l'involucro in fiamme: non lo si è mai appurato). Dei sei uomini rimasti a bordo non si seppe più nulla, e il relitto dell'aeronave non venne mai più ritrovato.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze italiane[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1924 Alessandrini ebbe un encomio solenne e fu decorato con la medaglia d'argento dell'Aero Club d'Italia per avere, il giorno 18 aprile 1924, ricondotto l'aeronave N-1 all'atterraggio dopo che una raffica di vento l'aveva strappata dall'ormeggio e trascinata via.

Onorificenze norvegesi[modifica | modifica wikitesto]

Il 7 ottobre 1926 il re di Norvegia Haakon VII insignì Alessandrini della croce di Cavaliere di II classe dell'Ordine reale norvegese di Sant'Olav, quale partecipante alla spedizione del dirigibile Norge.

Cavaliere di II classe dell'Ordine reale di Sant'Olav (Norvegia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di II classe dell'Ordine reale di Sant'Olav (Norvegia)

Monumento ai caduti del dirigibile Italia[modifica | modifica wikitesto]

Alessandrini è ricordato, assieme agli altri caduti del dirigibile Italia e ai soccorritori periti nella ricerca dei naufraghi, nel monumento inaugurato il 22 giugno 1969 a Tromsø, città della Norvegia situata oltre il circolo polare, nelle adiacenze del Tromsø Museum, per iniziativa del gen. Nobile e col patronato della Società Geografica Italiana. Il monumento è formato da due steli orientate secondo il meridiano, una rivolta a nord alta 11 metri circa, l'altra, leggermente più corta, rivolta a sud.

Su quella a nord è incisa un'epigrafe del poeta Alfonso Gatto: “SCRITTI QUI SULLA PIETRA I NOMI DI QUELLI CHE PERIRONO NEL NAUFRAGIO DELL'ITALIA SONO VICINI AI NOMI DEI LORO SOCCORRITORI NEL RICORDARE UN'IMPRESA CHE FU GLORIA DEGLI UOMINI OGGI TESTIMONIANZA E MEMORIA DELLA LORO COMUNE CIVILTÀ”.

Sull'altra stele del monumento (sud) sono incisi i nomi dei caduti:
“ON MAY 25, 1928 THE AIRSHIP "ITALIA" AFTER FLYING FOR 124 HOURS OVER UNEXPLORED REGIONS CRASHED UPON THE ICE NORTH OF THE SVALBARD, OF THE CREW THERE PERISHED
RENATO ALESSANDRINI
ETTORE ARDUINO - ATTILIO CARATTI
CALISTO CIOCCA - UGO LAGO
FINN MALMGREN - VINCENZO POMELLA
ALDO PONTREMOLI”.

Esiste una copia del monumento in scala ridotta presso il Museo storico dell'Aeronautica Militare a Vigna di Valle.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Data di morte presunta.
  2. ^ Umberto Nobile, L'Italia al Polo Nord, Mondadori, 1930

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nobile U.: In volo alla conquista del segreto polare. Mondadori, 1928
  • Tomaselli C.: L'inferno bianco. Racconto della spedizione Nobile con 94 illustrazioni fuori testo. Milano, ed. Unitas, 1929
  • Giudici D.: Col Krassin alla tenda rossa. N. Moneta Ed., 1929
  • Nobile U.: L'Italia al Polo Nord. Mondadori, 1930
  • Troiani F.: La coda di Minosse. Mursia, 1964
  • Mondini A.: “La gloriosa parata del dirigibile”. Ministero Difesa, Centro CFT Aeronautica, 1967
  • Nobile U.: La tenda rossa. Mondadori, 1969
  • Nobile U.: La verità in fondo al pozzo. Mondadori, 1978
  • Nobile U.: Il destino di un uomo. Mursia, 1988

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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