Relazione Lytton

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I membri della Commissione Lytton a Shanghai (Lord Lytton è al centro della foto col cappotto chiaro)

La Relazione Lytton (リットン報告書 Ritton Hōkokusho?) fu la conclusione della Commissione Lytton, incaricata nel 1931 dalla Società delle Nazioni di determinare le cause dell'Incidente di Mukden del 18 settembre 1931 che distrusse la ferrovia nei pressi della città (l'odierna Shenyang), evento che portò alla conquista della Manciuria da parte dell'Impero del Giappone.

La Commissione[modifica | modifica wikitesto]

La Commissione Lytton era guidata da V. A. G. R. Bulwer-Lytton, secondo conte di Lytton nel Regno Unito, e comprendeva altri quattro membri: il maggior generale Frank Ross McCoy (Stati Uniti), il dr. Heinrich Schnee (Germania), il conte Luigi Aldrovandi Marescotti (Italia) e il generale Henri Claudel (Francia)[1]. Il gruppo trascorse sei settimane in Manciuria nella primavera del 1932 (nonostante fosse stato inviato nel dicembre dell'anno precedente) nel tentativo di accertare i fatti, anche tramite l'incontro con i capi di governo della Repubblica di Cina e del Giappone. L'intento della spedizione era di placare le ostilità tra il Giappone e la Cina e di contribuire quindi a mantenere la pace e la stabilità nell'Estremo Oriente.

La Relazione Lytton[modifica | modifica wikitesto]

La Commissione Lytton, mentre indaga il punto dell'esplosione della ferrovia.

La Relazione Lytton conteneva un resoconto della situazione in Manciuria precedente al settembre 1931, che descriveva le caratteristiche insoddisfacenti dell'amministrazione cinese e dava peso alle diverse richieste e alle lamentele del Giappone. Procedette poi con una narrazione degli eventi in Manciuria successivi al 18 settembre 1931, sulla base delle prove di molti partecipanti e su quella dei testimoni oculari. Si dedicò particolare attenzione alle origini e allo sviluppo dello Stato del Manciukuò, che nel momento in cui la Commissione raggiunse la Manciuria era già stato proclamato. Si prestò inoltre attenzione alla questione degli interessi economici del Giappone in Cina, con particolare riferimento alla Manciuria, e alla natura e agli effetti del boicottaggio anti-giapponese praticato dalla Cina. Vennero anche menzionati gli interessi russi nella regione. Infine, la Commissione presentò uno studio delle condizioni nelle quali, a suo giudizio, avrebbe dovuto conformarsi qualsiasi soluzione soddisfacente, e fece varie proposte e suggerimenti su come potesse essere realizzato un accordo che incarnasse questi principi.

Tuttavia la relazione non affrontò direttamente uno dei suoi obiettivi principali: la causa dell'incidente di Mukden. Invece espose semplicemente la posizione giapponese (secondo la quale i cinesi erano completamente responsabili) senza alcun commento circa la verità o la falsità delle rivendicazioni giapponesi[2]. Anche se non tra i cinque membri della commissione non c'era alcun dubbio che fosse stato il Giappone stesso a causare l'incidente[3] al fine di usare l'episodio come pretesto per l'invasione, Claudel insistette affinché il Giappone non venisse rappresentato come aggressore[4].

Nonostante la cura nel preservare l'imparzialità tra i punti di vista contrastanti di Cina e Giappone, l'effetto della Relazione venne considerato come una sostanziale rivendicazione degli interessi cinese su questioni più fondamentali. In particolare, la Commissione dichiarò che le operazioni dell'esercito imperiale giapponese dopo l'incidente di Mukden non potevano essere considerate come legittima difesa. Per quanto riguardava il Manciukuò, la relazione concluse che il nuovo Stato non avrebbe potuto essere costituito senza l'intervento delle truppe giapponesi, che non aveva il sostegno generale cinese e che non faceva parte di un vero e spontaneo movimento indipendente. Eppure, la relazione dichiarò che sia la Cina che il Giappone avevano rimostranze legittime. Il Giappone, affermava il testo, approfittò di diritti discutibili e la Cina ostacolò l'esercizio dei suoi indubbi diritti.

Il corrispondente di Ginevra del Daily Telegraph disse: "La relazione, che è stata approvata all'unanimità, propone che a Cina e Giappone debbano essere dati tre mesi per accettare o rifiutare le raccomandazioni. Si spera che le parti accettino i negoziati diretti." Anche il corrispondente francese dello stesso giornale usò toni simili: "La relazione insiste sul ritiro delle truppe giapponesi nella zona ferroviaria della Manciuria meridionale, raccomanda l'istituzione di un organismo sotto la sovranità della Cina che tenga in considerazione le circostanze in Manciuria, tenendo conto dei diritti e degli interessi del Giappone, e la formazione di un comitato di negoziazione per l'applicazione di questa e altre raccomandazioni." [5]

Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

La relazione Lytton venne resa pubblica il 2 ottobre 1932, ma il governo giapponese già da settembre aveva ufficialmente esteso il riconoscimento diplomatico allo stato fantoccio del Manciukuò. Quando nel febbraio del 1933 i risultati della relazione furono annunciati prima dell'Assemblea Generale della Società delle Nazioni, una mozione portò a condannare il Giappone come aggressore e la delegazione giapponese, guidata dall'ambasciatore Yosuke Matsuoka, uscì dal congresso. Il Giappone diede formale annuncio del suo ritiro dalla Società delle Nazioni il 27 marzo 1933.

Alla fine, la relazione Lytton servì fondamentalmente a mostrare le debolezze della Società delle Nazioni e la sua incapacità di far rispettare le proprie decisioni. La situazione fu complicata dalla quantità di tempo impiegato dalla Commissione Lytton nella preparazione della relazione. Nel frattempo infatti il Giappone fu in grado di rinsaldare il proprio controllo sulla Manciuria e si mise nella posizione di poter rifiutare impunemente la condanna della Società.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

La Commissione Lytton venne istituita su iniziativa dei giapponesi,[6] rendendo l'intera commissione discutibile quando il Giappone si ritiro dalla Società delle Nazioni nel 1933.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Five Wise Westerners Time Magazine 10 Oct 1932
  2. ^ (EN) The Mukden Incident by Thomas Ferrell, Journal of Modern History March 1955 (see page 67),
  3. ^ (EN) Memo from the US Ambassador in Japan to the US Secretary of State, 16 July 1932, Foreign Relations of the United States, Japan 1931-1941 (see pages 93-94),
  4. ^ (EN) Myopic Grandeur by John E. Dreifort (vedi pp. 80-83)
  5. ^ (EN) 16 Feb 1933 - LYTTON REPORT
  6. ^ (EN) Gordon Martel, The Origins of the Second World War Reconsidered: A.J.P. Taylor and the Historians, Gran Bretagna, Routledge, 1999, p. 6, ISBN 0-415-16324-2.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Walters, F. P. A History of The League of Nations. London, UK: Oxford University Press, 1960. pp. 491–492

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]