Reinwardtoena reinwardtii

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Piccione codalunga di Reinwardt
Reinwardtoena reinwardtii.jpg
Reinwardtoena reinwardtii
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Classe Aves
Sottoclasse Neornithes
Superordine Neognathae
Ordine Columbiformes
Famiglia Columbidae
Sottofamiglia Columbinae
Tribù Columbini
Genere Reinwardtoena
Specie R. reinwardti
Nomenclatura binomiale
Reinwardtoena reinwardti
Temminck, 1824

Il piccione codalunga di Reinwardt (Reinwardtoena reinwardti Temminck, 1824) è un uccello appartenente alla famiglia Columbidae[2] diffuso in Asia e in Oceania.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il piccione codalunga misura circa 50 cm di lunghezza[3]. Presenta capo, collo, petto e ventre di colore grigio-azzurro, mentre dorso, ali e coda sono di due tonalità di marrone. La coda è particolarmente lunga e consente un volo dritto e veloce. Le ali hanno una forma arrotondata, caratteristica comune anche ad altre specie di foresta, in modo da consentire maggiore agilità di movimento tra i rami. Non vi è dimorfismo sessuale.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Si nutre esclusivamente di frutti. La specie è tendenzialmente solitaria sebbene in alcune occasioni sia possibile vedere degli stormi in zone particolarmente ricche di cibo. Nidifica su alberi e cespugli; il nido è piatto e costituito da rametti, muschio e radici.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Il piccione codalunga è diffuso nelle Isole Molucche e in Nuova Guinea. Vive nelle foreste tropicali, dove occupa il livello medio-alto della vegetazione arborea, sebbene a volte possa capitare che si posi a terra. Frequenta anche i margini di foresta.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) BirdLife International 2016, Reinwardtoena reinwardtii, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2019.2, IUCN, 2019. URL consultato il 16 marzo 2017.
  2. ^ (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Columbidae, in IOC World Bird Names (ver 9.2), International Ornithologists’ Union, 2019. URL consultato il 16 marzo 2017.
  3. ^ Colin Harrison e Alan Greensmith, Uccelli del mondo, Dorling Kindersley.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Colin Harrison e Alan Greensmith, Uccelli del mondo, Dorling Kindersley, ISBN 88-88666-80-X.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]