Regole del mago

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1leftarrow blue.svgVoce principale: La spada della verità.

Nei romanzi della serie La spada della verità dello scrittore statunitense Terry Goodkind sono introdotte tali regole in ogni libro. Essa più che una regola è una traccia o indicazione morale, simile ad un aforisma, che funge da codice morale e spesso si rivela indispensabile per la risoluzione dei problemi affrontati dai personaggi.

Prima Regola del Mago[modifica | modifica wikitesto]

L'assedio delle tenebre/La profezia del mago: Capitolo 36 (rivelata da Zeddicus Zu'l Zorander)

Le persone credono a tutto ciò a cui vogliono credere o a quello che temono di credere.[1]

«Le persone sono stupide: date loro una motivazione appropriata e quasi tutti crederanno a quasi tutto ciò che direte loro. Proprio perché le persone sono stupide, esse crederanno ad una menzogna perché lo vogliono, o perché hanno paura che possa essere vera. La testa delle persone è piena di fatti, notizie e credenze che nella maggior parte dei casi sono false, tuttavia continuano a crederci. Le persone sono stupide: raramente riescono a distinguere tra il vero ed il falso, tuttavia hanno tanta fiducia in loro stessi che credono di poterlo fare sempre, ecco perché è così facile ingannarle.»

Seconda Regola del Mago[modifica | modifica wikitesto]

Il Guardiano delle Tenebre/La Pietra delle Lacrime: Capitolo 63 (rivelata da Nathan Rahl)

Le migliori intenzioni possono generare i danni più grandi; la violazione di ciò può causare di tutto: dal disagio, al disastro, alla morte.

«La gentilezza e le buone intenzioni possono essere un sentiero insidioso verso la distruzione. A volte fare ciò che ci sembra giusto è sbagliato e può provocare dei danni. L'unico modo per contrastarla è la conoscenza, la saggezza, la capacità di pensare al futuro e la comprensione della Prima Regola. Le buone azioni, l'essere gentili può incoraggiare le menti pigre e malleabili a diventare indolenti. Più dai loro aiuto e più ne hanno bisogno. Finché la tua gentilezza sarà senza fine, essi non guadagneranno mai disciplina, dignità o stima di sé. La tua gentilezza impoverisce la loro umanità.»

Terza Regola del Mago[modifica | modifica wikitesto]

La Stirpe dei Fedeli/L'Ordine Imperiale: Capitolo 43 (rivelata dal Diario di Kolo)

Le passioni governano la ragione, nel bene e nel male.

«Autorizzare le emozioni a controllare la tua ragione potrebbe causare problemi per te stesso e per coloro intorno a te.»

Quarta Regola del Mago[modifica | modifica wikitesto]

La profezia della luna rossa/Il Tempio dei Venti: Capitolo 41 (rivelata indirettamente da Shota)

C'è una componente magica nel perdono; una magia per guarire.

«Perdonando dai e ricevi. Ma ricordati che la pietà per un nemico è un tradimento verso un amico.»

Quinta Regola del Mago[modifica | modifica wikitesto]

L'anima del fuoco: Capitolo 28 (rivelata dal Diario di Kolo)

Bada a quello che fanno le persone, non solo a quello che dicono, perché gli atti sono rivelatori delle menzogne.

«La gente mentirà per ingannarvi da ciò che essi hanno veramente intenzione di fare. L'osservazione delle azioni che essi intraprendono dimostrerà le loro vere intenzioni.»

Sesta Regola del Mago[modifica | modifica wikitesto]

La Fratellanza dell'Ordine: Capitolo 2 (rivelata da Richard Rahl)

Si può essere governati da un solo sovrano: la ragione.

«La prima legge della ragione è questa: ciò che esiste, esiste; ciò che è, è. Tutta la conoscenza è basata su questo fondamento imprescindibile. Sono le fondamenta della vita. La ragione è una scelta, desideri e capricci non sono fatti, né lo diventeranno. La ragione è l'unico mezzo che abbiamo per afferrare la realtà, è il nostro principale strumento di sopravvivenza. Siamo liberi di evitare lo sforzo di pensare, di negare la ragione, ma non sfuggiremo per questo alle pene dell'abisso che ci rifiutiamo di vedere. La Sesta Regola è il perno intorno al quale ruotano tutte le altre. Non è solo la Regola più importante, ma la più semplice; tuttavia è la più violata ed ignorata e molto spesso disprezzata. Deve essere brandita contro le proteste incessanti dei malvagi. Miseria, iniquità e distruzione totale sono in agguato nella zona d'ombra al di fuori della luce proiettata da quella Regola, una zona nella quale le mezze verità prendono al laccio i discepoli fedeli, credenti convinti e seguaci egoisti. Fede e sentimenti sono i compagni affezionati del male. Al contrario della ragione, fede e sentimenti non danno canoni per limitare un'illusione od un capriccio. Sono un veleno violento che offre l'illusione di una sanzione morale per ogni depravazione mai covata. Fede e sentimenti oscurano la luce della ragione. La ragione è la sostanza della verità. La gloria della vita è abbracciata interamente solo grazie alla ragione. Rifiutando la ragione si finisce fra le braccia della morte.»

Settima Regola del Mago[modifica | modifica wikitesto]

I Pilastri della Creazione: Capitolo 60 (rivelata da Richard Rahl)

La vita è il futuro, non il passato.

«Il passato può insegnare attraverso l'esperienza come fare le cose in futuro, portarci conforto con i bei ricordi ed insegnarci le fondamenta di quanto è stato già fatto. Ma solo il futuro è la vita. Vivere nel passato vuol dire abbracciare ciò che è morto. Vivere la vita a pieno ogni giorno significa creare qualcosa di nuovo ogni giorno. Siamo esseri raziocinanti, dobbiamo usare il nostro intelletto e non la cieca devozione.»

Ottava Regola del Mago[modifica | modifica wikitesto]

L'impero degli indifesi: Capitolo 59 (rivelata da Richard Rahl ai piedi della statua di Kaja-Rang)

La vittoria dev'essere meritata.

«Ciò significa che non è sufficiente essere più forti o più numerosi del nemico per sconfiggerlo, ma occorre usare anche e soprattutto la furbizia, l'astuzia e l'intelligenza e dimostrarsi superiori sia fisicamente sia intellettualmente, perché altrimenti anche un avversario fisicamente più debole potrebbe sconfiggerti usando questi mezzi. Eppure questo non è l'unico significato, perché ce n'è un altro ancora più importante: una vittoria per essere meritata deve essere diretta verso un nobile scopo.»

Nona Regola del Mago[modifica | modifica wikitesto]

La Catena di Fuoco: Capitolo 48 (rivelata da Zeddicus Zu'l Zorander)

Una contraddizione non può esistere nella realtà. Né in parte, né per intero.

«Credere in una contraddizione vuol dire rinunciare a credere nell'esistenza del mondo intorno a te e nella natura delle cose in esso contenute, per accogliere invece qualsiasi fortuito impulso colpisca la tua fantasia per immaginare che qualcosa sia vero solo perché tu vorresti che lo fosse. Una cosa è ciò che è, di per sé stessa. Non possono esistere contraddizioni. Non bisogna rifugiarsi nella cieca nebbia della fede. La fede è uno strumento d'autoillusione, un trucco da prestigiatore realizzato con le parole e le emozioni e fondato su qualsiasi nozione irrazionale possa essere immaginata. La fede è il tentativo di costringere la verità ad arrendersi al desiderio. In altri termini, vuol dire provare a dare il soffio della vita ad una bugia cercando di adombrare la verità con la bellezza dei desideri. La fede è il rifugio degli idioti, degli ignoranti e degli illusi, non degli uomini razionali in grado di pensare. Nella realtà le contraddizioni non possono esistere. Per credere in essa devi abbandonare la cosa più importante che hai: la tua mente razionale. In uno scambio del genere perdi sempre tutto ciò che scommetti.»

Decima Regola del Mago[modifica | modifica wikitesto]

Fantasma: Capitolo 12 (rivelata da Zeddicus Zu'l Zorander)

La realtà non si cura dei desideri. Decidere di distogliersi dalla verità significa tradire se stessi.

«Chi per un motivo qualsiasi non vuole vedere la verità può essere davvero ostile e la combatterà senza riserve. E non di rado rivolgerà la propria virulenta animosità contro chiunque osi difenderla. [...] Per quanti cercano la verità, è un fatto di semplice e razionale avvedutezza tenere sempre bene a mente la realtà, poiché in essa la verità affonda le sue radici, non nell'immaginazione.»

L'ultima Regola del Mago[modifica | modifica wikitesto]

Scontro Finale: Capitolo 58 (rivelata da Baraccus tramite un libro lasciato in eredità a Richard)

«La regola di tutte regole. La regola non scritta. La tacita regola dall'alba dei tempi. Non è mai stata detta e non è mai stata scritta.»

Ovvero: cerca la verità in te stesso

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Le persone credono a una menzogna perché vogliono che sia vera, oppure perché hanno paura che possa essere vera" (La spada della verità - Episodio 1.02)

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]