Regnano (frazione)

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Regnano
frazione
Regnano – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Tuscany.svg Toscana
ProvinciaProvincia di Massa-Carrara-Stemma.png Massa-Carrara
ComuneCasola in Lunigiana-Stemma.png Casola in Lunigiana
Territorio
Coordinate
Abitanti90[1]
Altre informazioni
Cod. postale54014
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantiregnanini
PatronoSanta Margherita
Giorno festivo21 Luglio

Regnano è una frazione del comune di Casola in Lunigiana, in provincia di Massa-Carrara, nella regione Toscana. Regnano è suddiviso in tre località: Villa, Poggio e Castello.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Posto fra la riva destra del torrente Aulella e la sommità dell'Alpe di Mommio[2], Regnano conserva tracce di architetture storiche e tradizioni popolari.
All'interno del borgo sono visibili alcune rovine del Castello di Monte Fiore[3], costruito dal longobardo Guiterno nel XI secolo. Fu edificato su un alto colle, in modo tale da avere una forte funzione difensiva. Nel 1185 Federico I diede questo feudo, in un atto di donazione, a Pietro, vescovo di Luni, finché il suo successore lo cedette ai Malaspina nel 1202. La popolazione di Regnano, insieme ad altri popoli delle comunità di Casola in Lunigiana e Fivizzano, si sottomise alla Repubblica di Firenze per trattato del 6 marzo 1477[4]. Nel 1482 furono dati provvisoriamente in governo al marchese Gabbriello di Fosdinovo i possedimenti di Soliera, Agnino, Ceserano e Magliano ed al marchese Leonardo Malaspina i feudi di Castiglioncello, Regnano e Lucignano. Nel 1624 il Granduca Ferdinando II diede il paese di Regnano in feudo al cavalier Costanzo Belencini di Modena, tuttavia alla morte di quest'ultimo, il paese tornò a far parte del Granducato di Toscana.

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

Regnano è un paese con un territorio prevalentemente montuoso, posto a 655m s.l.m., che comprende aspetti geomorfologici favorevoli alla vita contadina. I boschi costituiscono il mosaico paesaggistico dominante, alle maggiori altitudini si trovano le faggete. I castagneti restano predominanti caratterizzando questo territorio anche dal punto di vista storico-culturale. Sono presenti anche cerri e altre associazioni di latifoglie.

La zona circostante è attraversata da diversi sistemi di faglie attive, presentando variazioni notevoli nella composizione del terreno, ed è classificata ad alto rischio sismico. Il paese è stato colpito da diversi terremoti, tra cui quello del 7 settembre del 1920, uno degli eventi più distruttivi registrati nella regione appenninica nel XX secolo, e quello del 21 giugno 2013. In riferimento a quest'ultimo, è stata necessaria una riclassificazione sismica che ha introdotto nuove normative tecniche specifiche per la costruzione di edifici, ponti e altre opere in aree geografiche caratterizzate dal medesimo rischio sismico. [5]

Chiesa[modifica | modifica wikitesto]

Il ruolo di santo protettore del paese ricade su Santa Margherita, una delle figure religiose più vicine a San Francesco e al francescanesimo in generale. A lei è dedicata la chiesa del paese, con portale del 1600, che mostra alcuni elementi del suo originario impianto protoromanico del XII secolo. L'edificio in origine portava un paramento murario formato da bozze squadrate in bianca arenaria.

A seguito del terremoto del 1920, la chiesa fu ricostruita in località Villa-Regnano, in prossimità della strada che conduce al centro storico, con l'abside rivolto a settentrione e la facciata preceduta da un sagrato erboso raggiungibile tramite una rampa inclinata. All'interno fu ridimensionata l'ala e furono costruiti tre altari in stile barocco. Mons. Angelo Fiorini benedisse la prima pietra posata nella costruzione nel 1927, mentre la consacrazione avvenne l'8 ottobre del 1933 ad opera di mons. Giovanni Sismondo[6], suo successore.

Un importante fonte battesimale della chiesa è conservato nel Museo del Territorio dell’Alta Valle Aullela a Casola in Lunigiana.

Prodotti tipici[modifica | modifica wikitesto]

Il borgo di Regnano mantiene per tradizione prodotti tipici legati all'antica vita contadina, tra cui il pane locale.

Il pane di Regnano si ottiene da un impasto di farina di grano con l'aggiunta di patate lesse; l'impasto viene fatto lievitare e successivamente cotto in forno a legna. Le patate, previamente lessate in acqua con sale, vengono passate su una spianatoia con la farina di grano. In seguito, si impasta il tutto con l’acqua della cottura e si aggiunge il "Loàm", un lievito naturale ottenuto da un pezzo di pasta posto all’interno di un tegame due o tre giorni prima della panificazione. Le pagnotte ottenute dalla lievitazione, di circa 800 grammi, vengono cotte. La particolarità di questo alimento sta nell'alto tasso di conservazione ottenuto grazie alle patate, che lo aiutano a mantenere la sua fragranza anche dopo alcuni giorni.

L'altro pane tipico del luogo è la marocca, fatta di farina di castagne.

Festività[modifica | modifica wikitesto]

Secondo l’usanza diffusa un tempo in Toscana, a Regnano si canta ancora oggi il Maggio[7] con canti, balli e rappresentazioni che rievocano leggendari eroi.

La ricorrenza principale è la festa di Santa Margherita, patrono del paese, che ricade il 21 luglio. In questa occasione la statua della Santa viene portata in processione lungo tutte le vie del paese, in cui vengono allestiti vari altarini posti in punti precisi tramandati nel tempo.

Una particolare manifestazione è nominata “Anno Domini 1100" e si svolge dagli inizi di luglio del 2007. Alla festa aderiscono gran parte degli abitanti del paese che, con la loro interpretazione e i loro costumi, richiamano una rappresentazione della società medievale. In questa cornice si può assistere ad attività come combattimenti all'arma bianca, sfilate storiche, l'investitura di un pellegrino in partenza per l'antico cammino del Volto Santo lungo la Via Francigena, la lettura del testamento di Guiterno (signore di Regnano), spettacoli di falconeria e giochi di fuoco.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Abitanti Regnano, su italia.indettaglio.it. URL consultato il 12 giugno 2018.
  2. ^ Alpe di Mommio, su appenninismo.wordpress.com. URL consultato il 12 giugno 2018.
  3. ^ Informazioni castello di Monte Fiore, su lunigianatoscana.it. URL consultato il 12 giugno 2018.
  4. ^ Dizionario geografico fisico storico della Toscana, su books.google.it. URL consultato il 12 giugno 2018.
  5. ^ terremoto lunigiana, su ingvterremoti.wordpress.com. URL consultato il 17 giugno 2018.
  6. ^ Mons. Giovanni Sismondo, su santiebeati.it. URL consultato il 12 giugno 2018.
  7. ^ Informazioni sul Canto di Maggio, su ecodellalunigiana.it. URL consultato il 12 giugno 2018.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]