Regina di Luanto

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«La scrittrice più audace, più avanzata, più arrischiata che abbia avuto l'Italia nell'ultimo ventennio»

(La morte di una nota scrittrice in Il Nuovo Giornale, IX, 13 settembre 1914)
Copertina di Un martirio, romanzo della Regina di Luanto

Anna Guendalina Lipparini, nota come Regina di Luanto (Terni, 22 febbraio 1862Pisa, 8 settembre 1914), è stata una scrittrice italiana decadente.[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Trascorse l'infanzia a Terni, poi si trasferì a Roma dove conobbe il viceconsole d'ambasciata Alberto Roti, con cui si sposò nel 1881. Acquisì il cognome del marito e venne conosciuta come Contessa Roti.

Si trasferì in seguito a Firenze, andando a vivere anche con i suoceri e il cognato. Là pubblicò nel 1890 il suo primo libro, Acque forti (raccolta di racconti), e collaborò con due riviste: Rivista italiana di scienze, di lettere, arti e teatri e La donna. Come pseudonimo di scrittrice scelse Regina di Luanto, anagramma del suo nome (Guendalina Roti), mentre nella vita quotidiana si fece chiamare Anna Roti. Nel 1898 morì il marito in Brasile, dove si trovava come regio console d'Italia. Anna si stabilì quindi a Pisa, dove conobbe Alberto Gatti che, dopo undici anni di convivenza, sposò nel 1911. Morì a Pisa nel 1914, all'inizio della prima guerra mondiale.

Divenne famosa per i temi affrontati senza il falso pudore imposto al sesso femminile, usando un linguaggio crudo ed esplicito per denunciare una società mondana sessista e corrotta. Esaminò la condizione della donna in pubblico e in privato, criticando le regole sociali che obbligano la persona a seguire determinati comportamenti convenzionali; in particolare narrò della condizione femminile passiva che non poteva mai oltrepassare la soglia della convenienza.

Da un lato trovò forte critica dal primo marito (da cui si separò), dalla società e in particolare dal punto di vista religioso:

«Ci pensi, la signora Regina di Luanto, la quale nella sua Scuola di Linda ci aveva già dato una Scuola di mal costume, ed ora con questi Tocchi in penna ha teso agl'incauti Lacciuoli e Panie.
Intanto si tengano per avvisati i lettori, e specialmente i custodi della gioventù. Quando nel passare innanzi alle vetrine delle librerie, vedranno ivi in mostra su qualche libro il nome di REGINA DI LUANTO, non che stender la mano, se ne ritirino come merce appestata.»

(La tavola rotonda, giornale letterario illustrato della domenica, Tip. F. Bideri, 1893)

«L'autore del romanzo Salamandra, l'autrice anzi, se lo pseudonimo femminile non mente, dimostra in questo lavoro una facoltà letteraria, che per farmi intendere chiamerò pittrice, per la quale credo valga la pena di parlar di un'opera, del resto, a parer mio, sbagliata da cima a fondo.»

(La Civiltà cattolica, Anno quarantesimonono, serie XVII, Vol II, quaderno 1147, anno 1898)

Dall'altro venne fortemente apprezzata per l'audacia nel pubblicare temi controcorrente:

«I romanzi di Regina di Luanto sono sempre un avvenimento letterario. L'audacia di questa scrittrice, che affronta impavidamente i problemi più ardui della società contemporanea e sa rivestirli di una forma d'arte veramente affascinante, è nota ormai a tutti i lettori.»

(Rivista di Roma: politica, parlamentare, sociale, artistica, 1903)

L'opera che riscosse maggior successo durante la sua vita fu Un martirio, pubblicata nel 1894 da L. Roux e C. Editori: tratta della mancanza di comprensione tra i coniugi e dell'ipocrisia della società tradizionale.[2]

Il romanzo La scuola di Linda invece è quello che vanta maggiori edizioni a seguito della sua morte: dopo la prima pubblicazione cartacea del 1984 infatti l'opera è stata inclusa nel 1997 nell'antologia Le scrittrici dell'Ottocento (di Francesca Sanvitale),[3] quindi è stata pubblicata online nel 2008 da Liber Liber[4] e nel 2017 da StreetLib, e sia in maniera cartacea che digitale da Amazon, nel 2012, 2016 e 2017;[5] in particolare la prima versione cartacea pubblicata da Amazon è risultata priva dell'originale suddivisione in capitoli.[6][7]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Racconti[modifica | modifica wikitesto]

  • Acque forti, raccolta di racconti, Firenze, Tipografia di G. Barbera, 1890, pp 203;
  • Tocchi in penna, raccolta di racconti, Torino, ed. Roux Frassati C. Editori, 1898, pp 195;
  • Botta e risposta, racconto pubblicato postumo nell'antologia Controcanto: novelle femminili dell'800 italiano di Riccardo Reim, Armando Editore, 1998; e nell'antologia Novelle italiane. L'Ottocento. Vol. 2 di Gilberto Finzi, ed. Lampi di Stampa, 1999;
  • Passione, racconto pubblicato postumo nell'antologia Quello che le donne, ed. Giulio Einaudi Editore, 2012;
  • Misericordia, Lidia, Il balocco meraviglioso e «Vade retro, Satana!», racconti pubblicati postumi nell'antologia Donne allo specchio: I più bei racconti della letteratura italiana al femminile di Guido Davico Bonino, ed. Rizzoli, 2015.[8]

Romanzi[modifica | modifica wikitesto]

  • Salamandra, Torino, ed. L. Roux e C. Editori, 1892, pp 356; Torino, Torino, ed. Roux & Viarengo, 1900, pp 356;
  • Ombra e luce, Torino, L. Roux e C. Editori, 1893, pp 268;
  • La scuola di Linda, Torino, ed. L. Roux e C. Editori, 1894, pp 376; inclusa nell'antologia Le scrittrici dell'Ottocento di Francesca Sanvitale, ed. Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, 1997, da p. 795;[3] edizione online di Liber Liber, 2008;[4] ed. CreateSpace Independent Publishing Platform, 2012, pp 262, ISBN 9781481047555;[6] edizione online di StreetLib, 2017, ISBN 9788827517611;[5]
  • Un martirio, Torino, ed. L. Roux e C. Editori, 1894, pp 227; Torino, ed. Roux ed Viarengo, 1900;
  • Libera!, Torino, ed. Roux Frassati C. Editori, 1895, pp 232;
  • La prova, ed. Roux Frassati C. Editori, 1896, pp 256; Milano, ed. S.T.E.N., 1917, pp 224;
  • Gli agonizzanti, Torino, ed. Roux e Viarengo Editori, 1900, pp 341;
  • La Servetta, Torino, ed. Roux e Viarengo Editori, 1901, pp 395;
  • Il nuovissimo amore, Casa Editrice Nazionale Roux e Viarengo, 1903, pp 323;
  • Le virtuose, Torino, S. Lattes & C. Librai Editori, 1910, pp 294;
  • Per il lusso, Torino, S. Lattes & C. Librai Editori, 1912, pp 267.[9]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

  • Bufere della vita, opera teatrale. Venne rappresentata nel 1900 dalla compagnia di G. Emanuel, con la prima a Bologna. Parla della vita di una famiglia nell'età moderna.[10]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Femmes écrivains à la « Belle Époque » en France & Italie, Fabula, La recherche en littérature
  2. ^ Regina di Luanto alla ricerca di una nuova Eva a cura di Emanuela Cortopassi per l'Università Sorbonne Nouvelle
  3. ^ a b Le scrittrici dell'Ottocento di Francesca Sanvitale, ed. Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, 1997, da p. 795
  4. ^ a b La scuola di Linda, Liber Liber
  5. ^ a b La scuola di Linda, IBS
  6. ^ a b La scuola di Linda, Amazon
  7. ^ Arte e scienza nei romanzi di Regina di Luanto, Libraria Padovana Editrice
  8. ^ Donne allo specchio: I più bei racconti della letteratura italiana al femminile di Guido Davico Bonino, ed. Biblioteca Universale Rizzoli, 2015
  9. ^ Regina di Luanto, WorldCat
  10. ^ Il ponte di Pisa, giornale, n.51, 23 dicembre 1900

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Il pensiero italiano repertorio mensile di studi applicati alla prosperità e coltura sociale, 1894
  • Riccardo Quintieri, La Rassegna internazionale della letteratura e dell'arte contemporanea, ed. Libreria Fratelli Bocca, 1900
  • Nuova antologia di lettere, scienze ed arti, ed. Nuova antologia, 1901
  • Gazzetta letteraria, Anno XIX, 26 gennaio 1895, n.4, ed. Roux e Favale, 1895
  • Piccola enciclopedia popolare della vita pratica, ed. New York Public Library, 1908, pp. 399-400
  • Natura ed arte rivista illustrata quindicinale italiana e straniera di scienze, lettere ed arti, Vallardi, 1910
  • Gilberto Finzi, Novelle italiane. L'Ottocento. Vol. 2 - 1883-1899. Verso il Novecento., Garzanti 1985 (pp 96) ISBN 978-8-84880-052-5
  • Guido Davico Bonino, Donne allo specchio: I più bei racconti della letteratura italiana al femminile, ed. Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato 1997 ISBN 978-8-85868-238-8
  • Gisella Padovani, Rita Verdirame, Tra letti e salotti: norma e trasgressione nella narrativa femminile tra Otto e Novecento, pp. 122-127, Sellerio editore, 2001, ISBN 978-8-83891-670-0
  • Ulla Åkerström, Enrico Tiozzo, Le certezze svanite: crisi della famiglia e del rapporto di coppia nel romanzo italiano dell'età giolittiana e del primo dopoguerra, atti del convegno internazionale di Göteborg, 12-14 settembre 2007, Aracne Editrice 2008
  • Enrico Tiozzo, La bambola e il mostro, Aracne Editrice 2008
  • Rita Verdirame, Narratrici e lettrici (1850-1950). Le letture della nonna dalla contessa Lara a Luciana Peverelli, Libreria Universitaria 2009 (pp 27–28) ISBN 978-8-86292-012-4
  • Roberta Schira, Alessandra De Vizzi, Le voci di Petronilla, Adriano Salani Editore, 2010, pagina 123
  • Chiara Marin, L'arte delle donne: Per una Kunstliteratur al femminile nell'Italia dell'Ottocento, Libreria Universitaria 2013, pagina 81, ISBN 978-8-86292-408-5

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