Refrazione oculare

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Immagine di un forottero, strumento utilizzato dal Medico Oculista per la misura della refrazione.

Con il termine refrazione oculare (inglesismo del termine più generico rifrazione) intendiamo le caratteristiche rifrattive studiate dal Medico Oculista quando l'occhio si trova allo stato di riposo; vale a dire le caratteristiche diottriche che possiede l'occhio in virtù della sua forma e di quella delle sue parti componenti, indipendentemente dall'azione muscolare, indipendentemente dall'accomodazione. Questo termine si applica allo stato rifrattivo dell'occhio quando i muscoli dell'accomodazione sono inattivi o paralizzati (per esempio sotto l'influenza dell'atropina o di un altro cicloplegico). Quindi, la refrazione oculare dipende dalla condizione anatomica delle parti costituenti l'occhio; l'accomodazione invece dipende dall'azione fisiologica dei muscoli.[1]

Misura della refrazione[modifica | modifica wikitesto]

La misura della refrazione è l'esame visivo comunemente, e impropriamente, detto “misurazione della vista” fatta dal medico oculista. Solitamente, inizia con la determinazione della capacità visiva in termini di acuità. Qualora l'acuità visiva risulti compromessa, oppure siano presenti sintomi di affaticamento visivo o di alterazione della visione binoculare, si passa a determinare la presenza di un eventuale ametropia, ossia di un difetto ottico oculare che sfoca le immagini sulla retina. Compito dell'esame rifrattivo è quello di determinare l'entità del difetto ottico e di prescriverne la correzione tramite apposita ricetta medica di esclusiva competenza del medico oculista. L'entità del difetto è espressa in diottrie, l'unità di misura che indica la potenza delle lenti correttive. L'esame rifrattivo si avvale sia di metodi oggettivi, più grossolani, ma che non richiedono la diretta collaborazione del soggetto esaminato, sia di metodi soggettivi, più accurati, ma che richiedono invece la partecipazione attiva della persona esaminata. Gli esami oggettivi più comuni sono la schiascopia (o retinoscopia) e l'autorefrattometria. L'esame soggettivo si effettua con l'ausilio di lenti di prova o con il forottero. Se con la migliore correzione ottica non si ottiene una normale acuità visiva, ci sono altre cause che compromettono questa capacità. Queste possono essere:

Compito di altri esami diagnostici è quello di stabilire queste eventualità. Il professionista che si occupa della misura della refrazione oculare è esclusivamente il Medico Oculista.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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