Referendum del 2018 nella Repubblica di Macedonia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Referendum del 2018 nella Repubblica di Macedonia

«Дали сте за членство во ЕУ и НАТО со прифаќање на Договорот помеѓу Република Македонија и Република Грција?
(Dali ste za členstvo vo EU i NATO so prifaḱanje na Dogovorot pomeǵu Republika Makedonija i Republika Grcija?)

(Sei a favore dell'adesione all'Unione europea e alla NATO, accettando l'accordo tra la Repubblica di Macedonia e la Repubblica di Grecia?)»

(Quesito referendario)
StatoMacedonia Macedonia
Data30 settembre 2018
Tipoconsultivo
TemaAccettazione dell'accordo con la Grecia, in vista dell'adesione all'UE e alla NATO
Esito
  
94,18%
No
  
5,82%
X mark.svg quorum non raggiunto
(affluenza: 36.91%)
Risultati per comuni
Referendum Mazedonien 2018 Ja-Stimmen.svg

Il referendum del 2018 nella Repubblica di Macedonia si è svolto il 30 settembre 2018 nella Repubblica di Macedonia (o Repubblica ex-jugoslava di Macedonia). L'elettorato è stato chiamato a pronunciarsi sull'accordo concluso con la Grecia dopo 27 anni di dispute diplomatiche sul nome ufficiale dello Stato e che prevedeva il cambiamento del nome del paese in Macedonia del Nord[1]. La disputa sul nome ha infatti impedito al paese di entrare a far parte dell'Unione europea e della NATO per il veto della Grecia.

Il referendum è fallito, poiché l'affluenza degli elettori non ha superato il quorum minimo del 50% degli aventi diritto, per quanto in ogni caso l'esito non era vincolante, dovendo essere approvato in seguito dai membri del parlamento con una maggioranza di almeno i due terzi.

Contesto[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Disputa sul nome della Repubblica di Macedonia.

Questo referendum è legato al conflitto durato oltre 27 anni tra la Macedonia e la Grecia riguardo al nome della Repubblica di Macedonia e all'accordo voluto dai primi ministri Alexīs Tsipras e Zoran Zaev e firmato il 17 giugno 2018 tra i ministri degli affari esteri greco, Níkos Kotziás, e macedone, Nikola Dimitrov, che include tra gli altri l'adozione d'un nuovo nome per il paese, «Macedonia del Nord»[2]. La firma dell'accordo ha avuto luogo presso il villaggio di Psarades, sulla sponda greca del lago Prespa, che segna la frontiera comune tra i due paesi, oltre che con l'Albania.

Il nome è in accordo con quelli delle regioni greche esistenti chiamate Macedonia Occidentale, Macedonia Centrale e Macedonia Orientale. La nuova Macedonia del Nord rinuncerà a utilizzare il Sole di Vergina, simbolo reale della dinastia macedone, e cancellerà dalla sua costituzione e dal suo sistema d'istruzione ogni forma di richiamo irredentista eliminando anche i riferimenti espliciti a una discendenza della popolazione e dello Stato dal regno di Macedonia dell'antichità[3][4]. Un comitato vigilerà anche sul cambiamento dei contenuti storici riguardanti questi temi in testi e carte dei manuali scolastici[5]. In cambio la Grecia riconoscerà il nuovo nome del paese, accetterà il riconoscimento della lingua macedone a livello internazionale e cesserà di porre il veto all'ingresso della Macedonia nell'Unione europea e nella NATO.

L'Assemblea della Repubblica di Macedonia ha ratificato l'accordo il 20 giugno 2018 con 69 voti a favore e 51 astensioni; infatti il partito d'opposizione Organizzazione Rivoluzionaria Interna Macedone - Partito Democratico per l'Unità Nazionale Macedone (VMRO-DPMNE) ha boicottato la seduta, in contrasto con il governo guidato dall'Unione Socialdemocratica di Macedonia (SDSM). Il presidente della Repubblica Gjorge Ivanov, vicino al VMRO-DPMNE, si è rifiutato di sottoscrivere l'accordo, considerandolo inconstituzionale. Il parlamento ha deciso di non portare il contenzioso davanti alla Corte costituzionale e ha proceduto invece a votare per una seconda volta, il 5 luglio, l'approvazione dell'accordo, che è stato firmato dal presidente dell'Assemblea Talat Xhaferi. Il VMRO-DPMNE ha tentato di rallentare per tutto il mese di luglio la continuazione del processo parlamentare sul progetto di legge per indire il referendum non nominando i rappresentanti della commissione elettorale che spettano di diritto all'opposizione, ma l'Assemblea ha infine approvato tale legge il 30 luglio con 68 voti a favore. Il quesito formulato non menziona nello specifico il termine "Macedonia del Nord", ma soltanto i negoziati d'adesione all'UE e alla NATO. I cambiamenti previsti dall'accordo implicano di modificare alcuni passaggi della Costituzione; tali emendamenti necessiteranno di una maggioranza dei due terzi dell'Assemblea, in accordo con l'articolo 131 della costituzione.

Condizioni[modifica | modifica wikitesto]

Conformemente all'articolo 73 della costituzione, il progetto di legge non sarebbe stato considerato come approvato in maniera valida se il "sì" non fosse prevalso con la maggioranza assoluta (50%+1 dei voti) e il quorum di partecipazione al voto del 50% degli iscritti non raggiunto[6].

Oggetto[modifica | modifica wikitesto]

Il testo del quesito sottoposto ai votanti è stato:[7]

(MK)

«Дали сте за членство во ЕУ и НАТО со прифаќање на Договорот помеѓу Република Македонија и Република Грција?
(Dali ste za členstvo vo EU i NATO so prifaḱanje na Dogovorot pomeǵu Republika Makedonija i Republika Grcija?

(IT)

«Sei a favore dell'adesione all'Unione europea e alla NATO, accettando l'accordo tra la Repubblica di Macedonia e la Repubblica di Grecia?»

Campagna[modifica | modifica wikitesto]

Campagna a favore del referendum

Da luglio 2018 il governo macedone ha avviato la sua campagna sui social network a favore del "sì"[8].

Sono ampiamente a favore dell'accordo il partito del primo ministro Unione Socialdemocratica di Macedonia e gli altri partner della coalizione di governo guidata da Zoran Zaev, così come i partiti della minoranza albanese[9]. Sostengono il "sì" anche alcuni esponenti del partito d'opposizione Organizzazione Rivoluzionaria Interna Macedone - Partito Democratico per l'Unità Nazionale Macedone, tra cui gli ex-primi ministri Ljubčo Georgievski e Branko Crvenkovski[9]. Per sostenere l'accordo, nei mesi precedenti alla consultazione elettorale hanno visitato la Macedonia anche molte autorità di paesi stranieri e organizzazioni internazionali, tra cui Theresa May, Angela Merkel, Sebastian Kurz, James Mattis, Jens Stoltenberg, Federica Mogherini ed Elisabetta Trenta[9][10].

Striscione per il boicottaggio del voto

Nettamente schierato per il boicottaggio del referendum è invece il presidente della Repubblica Gjorge Ivanov, che ha più volte dichiarato che non intende partecipare al voto, considerando di aver già espresso la propria opinione al riguardo al momento dell'indipendenza l'8 settembre 1991[10]. Inizialmente si era posto in contrasto con l'accordo anche il principale partito d'opposizione, il nazionalista VMRO-DPMNE; successivamente però il suo leader Hristijan Mickoski ha preso una posizione più sfumata, lasciando ufficialmente ai propri elettori libertà di scelta[10].

Affluenza[modifica | modifica wikitesto]

Nell'unica giornata di voto, si sono recati alle urne 666.344 cittadini, pari al 36,89% degli elettori registrati.

Le più alte percentuali di affluenza alle urne sono state registrate nei comuni di Saraj (67,62%) Lipkovo (54,08%), unici due fra gli 84 comuni macedoni in cui si è superato il quorum; viceversa nel comune di Novo Selo si è registrata la più bassa affluenza (16,22%).[11]

ore 9 ore 11 ore 13 ore 15 ore 17 ore 18.30
2,56% 8,10% 15,64% 22,65% 28,95% 34,76%

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Referendum macedone del 2018[12]
Scelta Voti % Quorum
Si  609.427 94,18
X mark.svg No 37.687 5,82
Voti validi 647.114 97,11
Schede bianche e nulle 19.230 2,89
Totale votanti 666.344 100,00
Elettori registrati / affluenza 1.806.336 36,89 FALLITO

Reazioni[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la consultazione, con la netta prevalenza di voti favorevoli ma con un alto indice di astensione che ha fatto mancare il quorum dei votanti, le posizioni dei leader politici macedoni si sono nuovamente contrapposte. Da una parte il primo ministro Zoran Zaev e i partiti della sua maggioranza parlamentare hanno sostenuto la necessità di continuare con l'iter parlamentare per l'implementazione delle riforme costituzionali previste dall'accordo; in caso di una loro mancata approvazione, dal momento che la coalizione di governo non ha il controllo dei 2/3 dei seggi del parlamento macedone, maggioranza qualificata necessaria per gli emendamenti costituzionali, Zaev ha dichiarato che avrebbe portato il paese ad elezioni anticipate. Anche le autorità internazionali, già favorevoli alla soluzione della controversia con la Grecia, hanno appoggiato il governo nella sua linea di continuare il percorso parlamentare d'implementazione dell'accordo di Prespa. Al contrario il leader del partito VMRO-DPMNE Hristijan Mickoski ha sostenuto che i cittadini si fossero espressi boicottando il referendum e ha chiesto le dimissioni di Zaev e del suo governo[13].

La discussione parlamentare per l'avvio delle riforme costituzionali è cominciata lunedì 15 ottobre 2018 e ha visto il primo voto favorevole all'attivazione del processo il successivo venerdì 19 ottobre; il voto positivo dei 2/3 dei membri dell'assemblea (80 su 120) è stato ottenuto grazie al sì di 8 parlamentari dell'opposizione[14], che sono stati espulsi dal partito VMRO-DPMNE, ma hanno ricevuto il plauso del primo ministro Zaev e di alcuni politici stranieri, come Alexīs Tsipras, Donald Tusk e Jens Stoltenberg[15]. Il percorso di presentazione e approvazione degli emendamenti costituzionali è stato completato l'11 gennaio 2019, con l'approvazione da parte di 81 dei 120 membri della Sobranie delle quattro leggi di modifica costituzionale che permetteranno il cambio del nome, una volta che anche la Grecia abbia ratificato l'accordo[16][17]. Oltre al cambio del nome, gli emendamenti prevedono l'inclusione nel preambolo della Costituzione degli accordi di Ohrid, la dichiarazione del rispetto dell'integrità territoriale dei paesi confinanti e una nuova formulazione dell'articolo sulla tutela dei macedoni all'estero e della cultura macedone, che specifica che lo stato macedone non intende interferire con la sovranità e la politica interna degli altri stati[18]. Il risultato del voto macedone ha portato il plauso della comunità internazionale, mentre ha confermato la netta polarizzazione in atto nella politica macedone, nell'attesa dell'approvazione dell'accordo anche da parte della controparte greca[19].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Macedonia sets Sept. 30 as date for referendum on the name deal with Greece, su channelnewsasia.com, 30 luglio 2018.
  2. ^ (FR) Macédoine. Un accord historique met fin à 27 ans de querelle avec la Grèce, su Ouest France, 17 giugno 2018.
  3. ^ (DE) Mazedonien, 30. September 2018 : Beitrittverhandlungen zu EU und NATO (als Republik Nordmazedonien)
  4. ^ (EN) Republic of North Macedonia with Macedonian language and identity, says Greek media
  5. ^ (MK) Македонија Заев: Решението е Република Северна Македонија
  6. ^ (FR) Articolo 73 della Costituzione della Repubblica di Macedonia
  7. ^ (FR) Macédoine: référendum sur le nom du pays le 30 septembre, su francesoir.fr, 30 luglio 2018.
  8. ^ (EN) Macedonia Govt Starts 'Name' Referendum Campaign, su balkaninsight.com, 2 luglio 2018.
  9. ^ a b c Kristijan Fidanovski, Referendum in Macedonia: il dilemma del vagone, su balcanicaucaso.org, 26 settembre 2018. URL consultato il 29 settembre 2018.
  10. ^ a b c Ilija Minovski, Macedonia, si vota sul nome, su balcanicaucaso.org, 28 settembre 2018. URL consultato il 29 settembre 2018.
  11. ^ Tournout [collegamento interrotto], su referendum.sec.mk.
  12. ^ (EN) SEC Archiviato il 1º ottobre 2018 in Internet Archive.
  13. ^ Ilija Minovski, Macedonia, avanti sul nome o elezioni anticipate, su balcanicaucaso.org, 3 otttobre 2018. URL consultato il 3 ottobre 2018.
  14. ^ Ilcho Cvetanoski, (Nord) Macedonia, il prezzo di un nome, su balcanicaucaso.org, 23 ottobre 2018. URL consultato il 30 ottobre 2018.
  15. ^ Macedonia: premier Zaev ringrazia deputati opposizione, su ansa.it, 20 ottobre 2018. URL consultato il 30 ottobre 2018.
  16. ^ Macedonia: via libera a nuovo nome 'Macedonia del Nord', su ansa.it, 11 gennaio 2019. URL consultato il 15 gennaio 2019.
  17. ^ (EN) Sinisa Jakov Marusic, Macedonia MPs Pass Amendments to Change Country’s Name, su balkaninsight.com, 11 gennaio 2019. URL consultato il 15 gennaio 2019.
  18. ^ (EN) Government of Macedonia adopts drafts of four constitutional amendments, su europeanwesternbalkans.com, 2 novembre 2018. URL consultato il 17 gennaio 2019.
  19. ^ Ilcho Cvetanoski, Macedonia (del Nord), speranze e costi di un nuovo nome, su balcanicaucaso.org, 17 gennaio 2019. URL consultato il 17 gennaio 2019.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]