Referendum costituzionale in Italia del 2026
| Referendum costituzionale in Italia del 2026 | |
|---|---|
«Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”?»
| |
| Stato | |
| Data | 22-23 marzo 2026[1] |
| Tipo | costituzionale |
| Quorum | |
Il referendum costituzionale in Italia del 2026 si terrà domenica 22 marzo e lunedì 23 marzo. Ha ad oggetto la revisione del Titolo II e del Titolo IV della Parte II della Costituzione della Repubblica Italiana. È il quinto referendum costituzionale nella storia della Repubblica Italiana.[2] Il 30 ottobre 2025 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il testo delle modifiche oggetto del referendum.[3][4]
Il disegno di legge costituzionale di iniziativa governativa, noto nel dibattito pubblico come "Riforma Nordio", è stato approvato in via definitiva dal Senato della Repubblica il 30 ottobre 2025[5][6]. Dato che nel processo di approvazione parlamentare non ha raggiunto la maggioranza qualificata dei due terzi in ciascuna camera del Parlamento, ai sensi dell’art. 138 della Costituzione, sono state raccolte le firme necessarie alla richiesta di indizione del referendum costituzionale confermativo.
Per la validità del referendum non è richiesto un quorum di votanti. La legge sottoposta a referendum sarà promulgata se sarà confermata dalla maggioranza dei voti validi.[7]
Testo del quesito
[modifica | modifica wikitesto]Il 18 novembre 2025, l'Ufficio centrale per il referendum della Corte di cassazione italiana ha ammesso, con ordinanza notificata il 19 novembre, quattro richieste di referendum costituzionale, stabilendo come quesito referendario il seguente:
Tuttavia, il 6 febbraio 2026, la Corte ha accolto la richiesta di un quesito che contenesse maggiori dettagli sugli articoli della Costituzione interessati dalla riforma oggetto del referendum,[9][10] inizialmente promossa attraverso una raccolta firme da parte di un gruppo di attivisti anonimi, detto "Comitato dei 15 cittadini",[11][12] rappresentato dall'avvocato Carlo Guglielmi, specializzato in diritto del lavoro e affiliato all'USB;[11] il comitato aveva raggiunto le 500.000 firme necessarie per il deposito ufficiale della richiesta in Corte di Cassazione il 15 gennaio dello stesso anno.[11][13] Sempre il 6 febbraio, l'Ufficio centrale per il referendum della Corte di cassazione italiana, a seguito della richiesta di referendum avanzata da 546.343 elettori, con apposita ordinanza ha ammesso il nuovo testo del quesito referendario,[14] poi autorizzato dal Consiglio dei ministri e dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella il giorno seguente:[15]
Il contenuto della riforma
[modifica | modifica wikitesto]La legge costituzionale, pubblicata il 30 ottobre 2025 nella Serie Generale n. 253 della Gazzetta Ufficiale[3], ai sensi dell’art. 138 della Costituzione, è sottoposta a referendum costituzionale. I punti essenziali della riforma costituzionale di iniziativa governativa, che effettua modifiche strutturali agli articoli 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110 della Costituzione della Repubblica Italiana, con sostituzione integrale degli articoli 104 e 105, sono:
- La divisione sul piano costituzionale delle carriere dei magistrati giudicanti e dei magistrati requirenti;
- La scissione del Consiglio Superiore della Magistratura, organo di autogoverno della magistratura italiana, in CSM giudicante e CSM requirente, competenti rispettivamente per la carriera dei magistrati giudicanti e dei magistrati requirenti;
- La sostituzione del criterio elettivo per la selezione dei membri del CSM con l'estrazione a sorte dei componenti dei due CSM secondo due differenti modalità: i membri laici (un terzo dei componenti) sono estratti a sorte da un elenco di professori ordinari di università in materie giuridiche e di avvocati con almeno quindici anni di esercizio compilato dal Parlamento in seduta comune mediante elezione; i membri togati (due terzi dei componenti) sono estratti a sorte tra i magistrati giudicanti e i magistrati requirenti. Ad una successiva legge ordinaria si attribuisce il compito di determinare il numero dei componenti dei due Consigli e le procedure di sorteggio[17];
- L'istituzione dell'Alta Corte disciplinare, a cui viene attribuita la giurisdizione disciplinare nei riguardi dei magistrati ordinari, sottraendola alla sezione disciplinare del CSM, che attualmente ha questa funzione. L'Alta Corte disciplinare è composta da quindici membri: tre nominati dal Presidente della Repubblica tra professori ordinari di università in materie giuridiche e avvocati con almeno venti anni di esercizio, tre estratti a sorte da un elenco di soggetti in possesso dei medesimi requisiti compilato dal Parlamento in seduta comune mediante elezione, sei magistrati giudicanti e tre requirenti estratti a sorte tra gli appartenenti alle rispettive categorie con almeno venti anni di esercizio delle funzioni giudiziarie e che svolgano o abbiano svolto funzioni di legittimità. L'Alta Corte elegge il presidente tra i giudici nominati dal Presidente della Repubblica o estratti dall'elenco compilato dal Parlamento. Contro le sentenze emesse dall'Alta Corte è ammessa impugnazione, anche per motivi di merito, soltanto dinanzi alla stessa Alta Corte. Si attribuisce ad una successiva legge ordinaria il compito di determinare gli illeciti disciplinari e le relative sanzioni, indicare la composizione dei collegi, stabilire le forme del procedimento disciplinare e le norme necessarie per il funzionamento dell'Alta Corte.
Posizioni
[modifica | modifica wikitesto]Partiti politici
[modifica | modifica wikitesto]Nella tabella seguente sono elencate tutte le posizioni, se presenti, dei partiti politici presenti nel Parlamento italiano ed europeo.[N 1]
| Partito | Indicazione | Fonte | |
|---|---|---|---|
| Fratelli d'Italia (FdI) | [18] | ||
| Partito Democratico (PD) | [19][20] | ||
| Lega per Salvini Premier (LSP) | [18] | ||
| Movimento 5 Stelle (M5S) | [19] | ||
| Forza Italia (FI) | [18] | ||
| Italia Viva (IV) | Libertà di voto | [21] | |
| Azione (Az) | [22] | ||
| Europa Verde (EV) | [19] | ||
| Noi Moderati (NM) | [23] | ||
| Sinistra Italiana (SI) | [19] | ||
| Südtiroler Volkspartei (SVP) | [24][25][sostituire] | ||
| Futuro Nazionale (FN) | [26] | ||
| +Europa (+E) | [27] | ||
| Coraggio Italia (CI) | [28][sostituire] | ||
| Movimento Associativo Italiani all'Estero (MAIE) | [23] | ||
| Unione di Centro (UdC) | [29] | ||
| Centristi per l'Europa (CpE) | [30] | ||
| Centro Democratico (CD) | [31][32] | ||
| Democrazia Cristiana (DC) | [33] | ||
| Democrazia Cristiana con Rotondi (DCR) | [34] | ||
| Democrazia Solidale (DemoS) | [35][36] | ||
| Partito Liberaldemocratico (PLD) | [37] | ||
| Partito Progressista (PP) | [38][39][40] | ||
| Sud chiama Nord (ScN) | [41][42] | ||
| Union Valdôtaine (UV) | [43] | ||
| Verdi del Sudtirolo/Alto Adige (VGV) | [44][sostituire] | ||
Sindacati confederali
[modifica | modifica wikitesto]| Sindacato[45] | Indicazione | Fonte |
|---|---|---|
| CGIL | [46] | |
| CISL | Partecipazione al voto | [47] |
| UIL | [48] |
Altre organizzazioni
[modifica | modifica wikitesto]| Organizzazioni per il Sì | Organizzazioni per il No |
|---|---|
| Consiglio Nazionale Forense[49], OCF[50], Nessuno tocchi Caino[51], UCPI[52], UNCC[52], Associazione Nazionale Avvocati Italiani[52], Movimento Forense[52], Associazione Italiana Giovani Avvocati[52], Unione Italiana Forense[52], Fondazione Luigi Einaudi[53], Fondazione Enzo Tortora[54] | Associazione nazionale magistrati[55], Libera[56], ANPI[57], ARCI[58], ACLI[59], Pax Christi[60], Legambiente[61], Articolo 21[62], Giuristi democratici[63], Libertà e Giustizia[64], Federconsumatori[65], Auser[66], Medicina Democratica[67], Rete degli studenti medi[68], Unione degli studenti[69], Unione degli universitari[70] |
Campagna referendaria
[modifica | modifica wikitesto]Partiti per il Sì
[modifica | modifica wikitesto]I partiti di governo non organizzano una campagna comune. Fratelli d'Italia nella campagna non usa il suo simbolo di partito, a differenza della Lega per Salvini Premier e di Forza Italia.[71][72]
Il Partito Liberaldemocratico ha lanciato il primo comitato di un partito politico: il Comitato Giustizia Sì.[73]
Noi Moderati ha costituito insieme al Movimento Associativo Italiani all'Estero il Comitato per il Sì al referendum.[23]
Comitati per il Sì
[modifica | modifica wikitesto]- A sostegno della riforma costituzionale c'è il comitato "Sì Riforma", presieduto da Nicolò Zanon e con Alessandro Sallusti come portavoce.[74] Nel comitato figurano soggetti che appartengono o hanno ricoperto incarichi in Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia.
- La Fondazione Luigi Einaudi ha lanciato il comitato "Sì Separa", presieduto dall'avvocato Gian Domenico Caiazza e sostenuto da Matteo Hallissey, Antonio Di Pietro, Andrea Cangini e Ernesto Galli della Loggia.
- Il 16 luglio 2025 l'Unione delle Camere Penali ha costituito il comitato per il sostegno alla riforma.[75]
- Il 15 novembre 2025, il Partito Radicale Transnazionale ha presentato il "Comitato Pannella-Sciascia-Tortora per il SÌ alla separazione delle carriere", presieduto da Giorgio Spangher.[76]
- L'associazione Libertà Eguale ha costituito il comitato "La sinistra che vota Sì" con Augusto Barbera, Stefano Ceccanti, Enrico Morando e Cesare Salvi, favorevoli alla riforma e contrari alla decisione dei partiti del centrosinistra di sostenere il No.[77]
- Fabrizio Cicchitto e gli ex ministri socialisti Claudio Signorile e Salvo Andò hanno costituito il "Comitato Giuliano Vassalli per il SÌ".[78]
- Alcune personalità del mondo cattolico e associativo hanno dato vita al "Comitato per un giusto Sì".[79]
- Il 21 gennaio 2026 si è costituito il Comitato "Popolari per il Sì", presieduto dal costituzionalista Giulio Prosperetti.[80][81]
Altre espressioni per il Sì
[modifica | modifica wikitesto]- Appelli per votare Si sono arrivati da Paolo Mieli, Gaia Tortora, Francesca Scopelliti.[82]
- Il 1º febbraio 2026 un gruppo di 50 magistrati, circa lo 0,5% dei magistrati in servizio in Italia, ha firmato un appello a favore del Sì.[83][84]
Partiti per il No
[modifica | modifica wikitesto]Il Partito Democratico il 24 gennaio 2026 inizia la campagna referendaria per il No al referendum tramite lo slogan "VOTA NO per difendere la Costituzione".[85]
Il Movimento 5 Stelle ha impostato la propria campagna referendaria con lo slogan "VOTA NO AL REFERENDUM SALVA-CASTA".[86]
Alleanza Verdi e Sinistra boccia la riforma Nordio e utilizza lo slogan "Vota NO ai pieni poteri".[87]
Comitati per il No
[modifica | modifica wikitesto]- Il 18 novembre 2025 è stata avviata la campagna referendaria del comitato "Giusto dire NO", promosso dall'Associazione nazionale magistrati e presieduto Enrico Grosso, professore ordinario di diritto costituzionale all'Università di Torino.[88][89]
- Il 10 dicembre 2025 un gruppo di avvocati ha costituito il comitato Avvocati per il NO, con Franco Moretti come presidente.[90]
- Il 10 gennaio 2026, è iniziata la campagna referendaria del comitato "Società civile per il NO nel referendum costituzionale", promosso tra gli altri da CGIL, Libera, ANPI, Legambiente e presieduto dall'ex deputato Giovanni Bachelet.[91] Il comitato ha sostenuto una raccolta di firme per un quesito che contenesse maggiori dettagli sugli articoli della Costituzione interessati dalla riforma oggetto del referendum, promosso il 22 dicembre 2025 da un gruppo di attivisti anonimi detto "Comitato dei 15 cittadini",[11][12] rappresentato dall'avvocato Carlo Guglielmi, specializzato in diritto del lavoro e affiliato all'USB;[11] il quesito ha poi raggiunto e superato le 500mila firme necessarie per il deposito in Corte di Cassazione il 15 gennaio seguente,[11][13] venendo infine accolto dalla Corte stessa il 6 febbraio dello stesso anno.[9][10][14] Il comitato ha anche sostenuto il ricorso di 15 giuristi contro la scelta del governo di fissare la data del voto prima della conclusione della raccolta,[12] che è stato però respinto dal Tar del Lazio il 28 gennaio seguente.[92]
Altre espressioni per il No
[modifica | modifica wikitesto]- Appelli per votare No al referendum sono arrivati da Giorgio Parisi[93], Roberto Saviano[94], Corrado Augias[95], Marco Travaglio[96], Gustavo Zagrebelsky[97], Andrea Scanzi[98], Alessandro Gassmann[99], Marisa Laurito[100], Pif[101], Gianrico Carofiglio[102], Benedetta Tobagi[103], Neri Marcorè[104], Luciano Canfora[105], Tomaso Montanari[106], Nino Di Matteo[107], Sabina Guzzanti[108], Sigfrido Ranucci[109], Salvatore Borsellino[110], Alfonso Sabella[111], Elio Germano[112], Gherardo Colombo[113], Elio[114], Emilio Solfrizzi[115], Nicola Gratteri[116], Franco Coppi[117].
- Il 18 gennaio 2026 lo storico Alessandro Barbero ha annunciato il proprio voto contrario al referendum, dichiarando le motivazioni in un video ai comitati.[118] Il 23 gennaio Meta ha oscurato il video in cui Barbero espone le proprie motivazioni, Facta (un'organizzazione italiana di fact-checking partner di Meta), ha deciso di non limitare la visibilità del video a differenza di quanto ha fatto Open, spiegando che i programmi fact-checker dell'azienda monitorano i post ed essi possono essere etichettati come "falsi" con il contenuto che resta online, visibile cliccando "visualizza comunque" e quindi non può essere classificata come "rimozione". Facta inoltre specifica che non ha etichettato il video ma precisa che "Barbero descrive fatti corretti sul sistema giudiziario attuale e la riforma, ma le sue conclusioni "allarmiste" (es. rischio di controllo politico autoritario) sono opinioni politiche, non fatti falsi verificabili (come nota anche Pagella Politica[119]) perciò Facta difende il programma come strumento anti-disinformazione utile, ma applica regole strette per non toccare opinioni legittime, preservando il dibattito sul referendum.[120] L’intervento di Barbero contiene, secondo alcune analisi, tra cui la medesima di Pagella Politica, false e fuorvianti rappresentazioni.[121][122]
- Oltre 150 sindaci hanno firmato un appello promosso da Autonomie locali italiane e dal comitato Società civile per il NO nel referendum costituzionale. Fra loro Roberto Gualtieri (Roma), Vito Leccese (Bari), Gaetano Manfredi (Napoli), Stefano Lo Russo (Torino), Valentina Cuppi (Marzabotto), Matteo Lepore (Bologna), Massimo Zedda (Cagliari), Sara Funaro (Firenze), Silvia Salis (Genova) e Vittoria Ferdinandi (Perugia).[123]
Sondaggi
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| Data pubblicazione | Istituto | Committente | Campione | Margine di errore | Distacco | |||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 30 settembre 2025[124] | Eumetra MR | Banijay | 800 | ±4 | 44,1% | 23,1% | 32,8% | 21,0 |
| 6 ottobre 2025[125] | Sondaggi BiDiMedia | Area Democratica per la Giustizia | 1000 | ±3,1 | 33,0% | 30,0% | 37,0% | 3,0 |
| 30 ottobre 2025 – Approvazione definitiva della riforma da parte del Parlamento | ||||||||
| 31 ottobre 2025[126] | IZI S.p.A. | Sondaggio autoprodotto | 803 | ±3,46 | 70,9% | 29,1% | N.D. | 41,8 |
| 3 novembre 2025[127] | YouTrend | Sky TG24 | 800 | ±3,5 | 56,0% | 44,0% | N.D. | 12,0 |
| 3 novembre 2025[128] | Demos&Pi e Demetra | La Repubblica | 1028 | ±3 | 51,0% | 44,0% | 5,0% | 7,0 |
| 6 novembre 2025[129] | Eumetra MR | Banijay | 800 | ±4 | 24,5% | 20,5% | 55% | 4,0 |
| 10 novembre 2025[130] | Only Numbers | Osservatorio Politico ON | 800 | ±3,5 | 38,9% | 28,9% | 32,2% | 10,0 |
| 11 novembre 2025[131] | Only Numbers | Porta a Porta | 1000 | ±3,1 | 37,6% | 30,0% | 32,4% | 7,6 |
| 27 novembre 2025[132] | Istituto Ixè | Sondaggio autoprodotto | 1000 | ±3,1 | 53,2% | 46,8% | N.D. | 6,4 |
| 28 novembre 2025[133] | EMG Different | Sondaggio autoprodotto | 1000 | ±3,1 | 50,5% | 29,3% | 20,2% | 21,5 |
| 10 dicembre 2025[134] | YouTrend | Sky TG24 | 800 | ±3,5 | 53,0% | 47,0% | N.D. | 6,0 |
| 11 dicembre 2025[135] | Only Numbers | Porta a Porta | 1000 | ±3,1 | 38,3% | 29,4% | 32,3% | 8,9 |
| 16 dicembre 2025[136] | Ipsos | ITV Movie | 500 | ±4,4 | 50,3% | 49,7% | N.D. | 0,6 |
| 18 dicembre 2025[137] | EMG Different | Sondaggio autoprodotto | 1000 | ±3,1 | 47,5% | 28,2% | 24,3% | 19,3 |
| 19 dicembre 2025[138] | Sigma Consulting | Piave Digital Agency | 800 | ±3,5 | 46,0% | 27,0% | 26,0% | 19,0 |
| 8 gennaio 2026[139] | EMG Different | Sondaggio autoprodotto | 1000 | ±3,1 | 48,6% | 28,1% | 23,3% | 20,5 |
| 13 gennaio 2026 – Convocazione dei comizi elettorali | ||||||||
| 13 gennaio 2026[140] | Ipsos | ITV Movie | 500 | ±4,4 | 25,6% | 21,8% | 52,6% | 3,8 |
| 13 gennaio 2026[141] | Only Numbers | Porta a Porta | 1000 | ±3,1 | 50,3% | 35,4% | 14,3% | 14,9 |
| 15 gennaio 2026[142] | EMG Different | Sondaggio autoprodotto | 1000 | ±3,1 | 48,7% | 30,0% | 21,3% | 18,7 |
| 15 gennaio 2026[143] | Eumetra MR | Banijay | 800 | ±4,0 | 52,7% | 47,3% | N.D. | 5,4 |
| 16 gennaio 2026[144] | Istituto Piepoli | Rai News 24 | 507 | ±4.35 | 59% | 41% | N.D. | 18 |
| 17 gennaio 2026[145] | Lab21 SRL | Affaritaliani.it | 1044 | ±3,0 | 62,8% | 37,2% | N.D. | 25,6 |
| 22 gennaio 2026[146] | YouTrend | Sky TG24 | 804 | ±3,5 | 55% | 45% | N.D. | 10 |
| 22 gennaio 2026[147] | EMG Different | Sondaggio autoprodotto | 1000 | ±3,1 | 47,7% | 32,1% | 20,2% | 15,6 |
| 24 gennaio 2026[148] | Eumetra MR | Banijay | 800 | ±4,0 | 52,2% | 47,8% | N.D. | 4,4 |
| 27 gennaio 2026[149] | Istituto Ixè | Sondaggio autoprodotto | 1000 | ±3,1 | 50,1% | 49,9% | N.D. | 0,2 |
| 29 gennaio 2026[150] | Eumetra MR | Banijay | 800 | ±4,0 | 51,5% | 48,5% | N.D. | 3 |
| 29 gennaio 2026[151] | EMG Different | Sondaggio autoprodotto | 1000 | ±3,1 | 46,0% | 30,6% | 23,4% | 15,4 |
| 2 febbraio 2026[152] | Istituto Demopolis | La7 | 2000 | ±3,0 | 39% | 35% | 26% | 4 |
| 5 febbraio 2026[153] | Only Numbers | Porta a Porta | 1000 | ±3,1 | 52,5% | 47,5% | 45,6% | 5 |
| 6 febbraio 2026 – Cambio testo quesito | ||||||||
| 9 febbraio 2026[154] | SWG | La7 | 1200 | ±2,8 | 38% | 37% | 25% | 1 |
| 11 febbraio 2026[155] | YouTrend[156] | Sky TG24 | 815 | ±3,5 | 52,6% | 47,4% | N.D. | 5,2 |
| YouTrend[157] | 48,9% | 51,1% | N.D. | 2,2 | ||||
| 11 febbraio 2026[158] | Eumetra MR | Banijay | 800 | ±4,0 | 53,30% | 46,70% | N.D. | 6,6 |
Note
[modifica | modifica wikitesto]Annotazioni
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ I partiti sono ordinati in base alla rappresentanza parlamentare e, in caso di parità, per ordine alfabetico. Non sono riportati i movimenti politici e le associazioni aventi rappresentanza parlamentare ma non costituiti in partiti veri e propri, così come quei movimenti politici aventi rappresentanza parlamentare e federati a uno dei partiti già in elenco.
Fonti
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Governo Meloni, Cdm: via libera al referendum sulla giustizia, voto il 22 e 23 marzo, in Sky TG24, 12 gennaio 2026. URL consultato il 14 gennaio 2026.
- ↑ Separazione carriere, ok della Cassazione al referendum: si voterà entro il 29 marzo, in Il Fatto Quotidiano, 19 novembre 2025. URL consultato il 19 novembre 2025.
- 1 2 Testo legge costituzionale, in Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, Serie Generale n. 253, 30 ottobre 2025.
- ↑ Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, su www.gazzettaufficiale.it, n. 253, 30 ottobre 2025. URL consultato il 13 febbraio 2026.
- ↑ Il parlamento ha approvato la riforma costituzionale della giustizia, Il Post, 30 ottobre 2025. URL consultato il 30 ottobre 2025.
- ↑ Approvata la riforma della Giustizia, Nordio: "Spero in un referendum non politicizzato", Rai News, 30 ottobre 2025. URL consultato il 30 ottobre 2025.
- ↑ Referendum costituzionale (o sospensivo), su Ministro per le riforme istituzionali e la semplificazione normativa. URL consultato il 27 gennaio 2026.
- ↑ CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE UFFICIO CENTRALE PER IL REFERENDUM (PDF), su www.sistemapenale.it. URL consultato il 2 febbraio 2026.
- 1 2 La Cassazione accoglie il nuovo quesito per il referendum, sì alla proposta delle 500mila firme, su Rai News, 6 febbraio 2026. URL consultato il 6 febbraio 2026.
- 1 2 Cambierà la data del referendum sulla giustizia?, su Il Post, 6 febbraio 2026. URL consultato il 6 febbraio 2026.
- 1 2 3 4 5 6 Perché sono state raccolte le firme per indire un referendum già indetto, su Il Post, 15 gennaio 2026. URL consultato il 6 febbraio 2026.
- 1 2 3 Vota NO Referendum costituzionale, su referendumgiustizia2026.it. URL consultato il 17 gennaio 2026.
- 1 2 Conchita Sannino, Referendum, raccolte oltre 500mila firme online. Nordio: "Ricorso inutile ma aspettiamo il Tar", su la Repubblica, 15 gennaio 2026. URL consultato il 6 febbraio 2026.
- 1 2 La Cassazione: 'Cade il vecchio quesito del Referendum, se ne formula uno nuovo', in ANSA, 6 febbraio 2026. URL consultato il 6 febbraio 2026 (archiviato dall'url originale il 6 febbraio 2026).
- ↑ La data del referendum sulla giustizia non cambia, su Il Post, 7 febbraio 2026. URL consultato il 7 febbraio 2026.
- ↑ Conchita Sannino, Referendum giustizia, Cassazione ammette il nuovo quesito dopo le 500mila firme, in La Repubblica, GEDI Gruppo Editoriale, 6 febbraio 2026 (archiviato dall'url originale il 6 febbraio 2026).
- ↑ Due Csm e sorteggio, che cosa cambia con le carriere separate, su avvenire.it, 16 novembre 2025. URL consultato il 18 gennaio 2026.
- 1 2 3 Referendum giustizia, Arianna Meloni riunisce i partiti nella sede di Fdi: nasce il comitato unico della destra, su ilfattoquotidiano.it, 3 dicembre 2025. URL consultato il 16 gennaio 2026.
- 1 2 3 4 Referendum giustizia, Cgil e leader centrosinistra lanciano campagna per il No: "In gioco democrazia", su adnkronos.com, 10 gennaio 2026. URL consultato il 10 gennaio 2026.
- ↑ Daniela Preziosi, Schlein, avviso alle minoranze Pd: «Bene il pluralismo, non la Babele», su www.editorialedomani.it, Domani, 6 febbraio 2026. URL consultato il 6 febbraio 2026.
- ↑
🔴 Assemblea Nazionale #014 - Verso la Casa Riformista, 17 gennaio 2026, a 1 h 14 min 25 s. URL consultato il 17 gennaio 2026. - ↑ REFERENDUM GIUSTIZIA, CARLO CALENDA (AZIONE): “SI AL REFERENDUM, SEPARAZIONE E’ NEL NOSTRO PROGRAMMA”, su agendapolitica.it, 10 gennaio 2026. URL consultato il 10 gennaio 2026.
- 1 2 3 Giustizia: Noi Moderati-Maie, nasce il comitato per il Sì al referendum, su agenzianova.com, 29 novembre 2025. URL consultato il 10 gennaio 2026.
- ↑ Votazione n. 2 / Seduta n. 361 del 30/10/2025 - Separazione delle carriere dei magistrati - Gruppo Per le Autonomie, su parlamento19.openpolis.it. URL consultato il 17 gennaio 2026.«Il senatore Meinhard Durnwalder»
- ↑ Votazione n. 1 / Seduta n. 531 del 16/09/2025 - Separazione delle carriere dei magistrati - Gruppo misto, su parlamento19.openpolis.it. URL consultato il 17 gennaio 2026.
- ↑ "Referendum sulla Giustizia: voterò convintamente sì" Roberto Vannacci a #Realpolitik, su facebook.com.
- ↑ Referendum: Magi, 'siamo per il sì ma Governo sponsor del no', su lagazzettadelmezzogiorno.it, 10 gennaio 2026. URL consultato il 10 gennaio 2026.
- ↑ Giustizia: Biancofiore, 'no a potere veto opposizioni', su lanuovasardegna.it, 3 luglio 2025. URL consultato il 16 gennaio 2026.
- ↑ Referendum Giustizia | L’Udc vota Sì!, su udc-italia.it, 14 gennaio 2026. URL consultato il 16 gennaio 2026.
- ↑ Giustizia: Casini, ‘voterò contro riforma inutile’, su ecodelsannio.it.
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- ↑ Visualizzazioni: 110.095 · Reazioni: 4966 | Gianrico Carofiglio spiega a In altre parole - (La7) il rischio del sorteggio applicato ad un organo di rilevanza costituzionale. Ovvero la perdita di indipendenza del medesimo voluto da una #riforma congegnata da Carlo Nordio e approvata dalla maggioranza che sostiene Giorgia Meloni #referendum Giusto dire NO | Md - Magistratura Democratica. URL consultato il 31 gennaio 2026.
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- ↑ Visualizzazioni: 75.511 · Reazioni: 4880 | Sabina Guzzanti invita a votare #No al prossimo #referendum sulla #magistratura disegnato da Carlo Nordio e approvato dal governo a guida Giorgia Meloni Giusto dire NO ANM Associazione Nazionale Magistrati | Md - Magistratura Democratica. URL consultato il 9 febbraio 2026.
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Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]- Consultazioni referendarie in Italia
- Associazione nazionale magistrati
- Separazione delle carriere
- Pubblico ministero
Wikibooks contiene testi o manuali su Referendum costituzionale in Italia del 2026