Rebbachisaurus garasbae

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Rebbachisaurus garasbae
Rebbachisaurus garasbae vertebra.JPG
Stato di conservazione
Fossile
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Classe Reptilia
Ordine Saurischia
Famiglia Rebbachisauridae
Genere Rebbachisaurus
Nomenclatura binomiale
R. garasbae
René Lavocat, 1954

Il rebbachisauro (Rebbachisaurus garasbae) era un dinosauro erbivoro dotato di collo e coda lunghi, vissuto nella parte finale del Cretaceo inferiore (Albiano, circa 105 milioni di anni fa) in Marocco.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Descritto per la prima volta da René Lavocat nel 1954,[1] questo dinosauro è imperfettamente conosciuto: i resti comprendono, tra l'altro, grandi vertebre con processi neurali particolarmente alti, tali da far supporre la presenza di una sorta di "vela" di pelle sostenuta da queste strutture. L'ampliamento della superficie corporea da essa derivato potrebbe essere stato funzionale al controllo del calore corporeo. La presunta vela potrebbe essere stata simile a quella di altri dinosauri vissuti negli stessi luoghi più o meno nello stesso periodo, come Spinosaurus e Ouranosaurus.

L'aspetto del rebbachisauro doveva essere quello di un grande quadrupede dotato di collo e coda molto lunghi, con una testa piccola e la suddetta "vela" sul dorso. Si pensa che le dimensioni di questo animale siano di 18-20 metri per 20 tonnellate di peso.

Classificazione[modifica | modifica wikitesto]

Vertebra di Rebbachisaurus.

Per molti anni dopo la sua scoperta, Rebbachisaurus è stato confuso con i brachiosauridi e con i camarasauridi, anche a causa di altri resti ascritti a un'altra specie, R. tamesnensis del Niger, e ora ritenuti appartenere a un sauropode simile a Jobaria[2] e sinonimo del Nigersaurus taqueti.[3] Ora si ritiene che Rebbachisaurus fosse un parente primitivo dei famosissimi Apatosaurus (=Brontosaurus) e Diplodocus.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ René Lavocat, (1954), Sur les Dinosauriens du continental intercalaire des Kem-Kem de la Daoura. C. R. 19th Internat. Geol. Congr. 1952 Part 15; 65-68
  2. ^ Paul C. Sereno, Allison L. Beck, Didier B. Dutheil, Hans C. E. Larsson, Gabrielle H. Lyon, Bourahima Moussa, Rudyard W. Sadleir, Christian A. Sidor, David J. Varricchio, Gregory P. Wilson, Jeffrey A. Wilson, Cretaceous sauropods from the Sahara and the uneven rate of skeletal evolution among dinosaurs. Science, vol. 286, 5443, pag.1342-1347, 1999, DOI 10.1126 science.286.5443.1342
  3. ^ P. Upchurch, P. M. Barrett, and P. Dodson., 2004. Sauropoda. In D. B. Weishampel, H. Osmolska, and P. Dodson (eds.), The Dinosauria (2nd edition). University of California Press, Berkeley 259-322

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • René Lavocat (1954), Sur les Dinosauriens du continental intercalaire des Kem-Kem de la Daoura. C. R. 19th Internat. Geol. Congr. 1952 Part 15; 65-68 .
  • Monbaron, M. (1978), Nouveaux ossements de dinosauriens de grande taille dans le bassin jurassico-cretace de Taguelft (Atlas de Beni-Mellal, Maroc). Comptes Rendus Hebdomadaires Des Seances De L'academie Des Sciences Serie D Sciences Naturelles 287(14); 1277-1279 .
  • Meyendorff, A. F. de Lapparent, C. L. Camp and De-Ricqles, A. (1994), The first paleohistological studies on Saharian dinosaurs. Annales De Paleontologie 80(2); 143-153 .
  • Calvo, J.O. and Salgado, L. (1995), Rebbachisaurus tessonei sp. nov. a new Sauropoda from the Albian-Cenomanian of Argentina; new evidence on the origin of Diplodocidae. Gaia 11; 13 - 33 .

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