Reazione pagana in Polonia

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Polonia attorno al 1030. L'area tratteggiata segna la probabile estensione della reazione pagana.

La reazione pagana in Polonia fu una serie di eventi nel Regno di Polonia degli anni '30 dell'XI secolo che culminarono in una rivolta popolare, o serie di questi, che per un certo periodo destabilizzarono il Regno di Polonia.

Preludio[modifica | modifica wikitesto]

L'insoddisfazione per il processo di cristianizzazione, iniziato dopo il battesimo della Polonia nel 966, fu uno dei fattori che portarono all'insurrezione.[1] La Chiesa cattolica romana in Polonia subì notevoli perdite, con la distruzione di molte chiese e monasteri e la morte di molti sacerdoti.[2] La diffusione della nuova religione cristiana era stata associata all'aumento dei territori e del potere centrale del re.[3] Oltre ai sentimenti anticristiani, la ribellione mostrò gli elementi di una rivolta contadina contro i proprietari terrieri e il feudalesimo.[4] Era presente anche una lotta per il potere tra il re e alcuni membri della nobiltà. Anita Prazmowska osserva che "gli storici hanno concluso che due rivoluzioni sovrapposte si sono verificate simultaneamente: una rivoluzione politica e una pagana".[5]

La ribellione[modifica | modifica wikitesto]

Mentre Frucht afferma che la rivolta rovesciò il re Mieszko II della dinastia Piast,[1] altri storici sostengono che iniziò dopo la sua morte nel 1034.[2][6][7] Gerard Labuda, che fornisce una panoramica della storiografia polacca del periodo, sostenne che il 1032 fosse stata la data di inizio della reazione pagana, e precisò che gli storici danno altre date per l'inizio di un'altra rivolta facendo riferimento al 1034, al 1037, al 1038 o al 1039.[8]

In ogni caso, la Polonia all'inizio degli anni '30 dell'XI secolo fu lacerata da una serie di conflitti e nel 1031 Mieszko II dovette cercare brevemente rifugio in Boemia dopo aver perso una guerra civile contro suo fratello Bezprym, prima di tornare per reclamare le terre polacche nel 1032.[7][9]

La reazione pagana e le relative rivolte e ribellioni dell'epoca, associate a incursioni e invasioni straniere, gettarono il giovane regno polacco nel caos.[10] Tra i più devastanti attacchi stranieri vi fu un raid di Bretislao I, duca di Boemia, il quale nel 1039 saccheggiò la prima capitale della Polonia, Gniezno.[11]

La destabilizzazione provocata da questi eventi fu così grave che gli storici dubitano che chiunque possa essere considerato il sovrano polacco alla fine degli anni '30; il nome di uno dei pretendenti, Bolesław il Dimenticato, illustra ("con una vera ironia", scrive Vlasto[11]) la complessità e l'oscurità della situazione.[12] Dvorník non elenca alcun sovrano per la Polonia nel 1034–40, annotando semplicemente "lotta dinastica".[13]

Risultato[modifica | modifica wikitesto]

Ritorno di Casimiro I il Restauratore in Polonia, opera di Gerson

Secondo alcuni storici, la rivolta pagana del 1030 segna la fine del primo periodo della storia polacca, sotto la "Prima monarchia dei Piast".[14][15] Ritornato in Polonia intorno al 1040, il figlio di Mieszko II riunì la maggior parte delle terre polacche e divenne noto come Casimiro il Restauratore.[1][2][12] Negli anni '40 dell'XI secolo, Casimiro combatté una guerra civile contro Miecław (che creò un proprio stato): alcuni autori vedono questo come una continuazione delle lotte degli anni '30.[16]

Note[modifica | modifica wikitesto]

a ^ Le circostanze della sua morte non sono chiare; alcuni storici suggeriscono che potrebbe essere stato assassinato.[5][9]

  1. ^ a b c Richard C. Frucht (2005). Eastern Europe: An Introduction to the People, Lands, and Culture. ABC-CLIO. p. 10. ISBN 978-1-57607-800-6. Retrieved 27 March 2013.
  2. ^ a b c Oskar Halecki; W: F. Reddaway; J. H. Penson. The Cambridge History of Poland. CUP Archive. p. 68. ISBN 978-1-00-128802-4. Retrieved 27 March 2013.
  3. ^ Kenneth Scott Latourette (1941). The Unquenchable Light. Harper & Bros. pp. 35–36. Retrieved 27 March 2013.
  4. ^ Perry Anderson (1996). Passages from Antiquity to Feudalism. Verso. p. 240. ISBN 978-1-85984-107-5. Retrieved 27 March 2013.
  5. ^ a b Anita J. Prazmowska (13 July 2011). A History of Poland. Palgrave Macmillan. pp. 34–35. ISBN 978-0-230-34537-9. Retrieved 27 March 2013.
  6. ^ Le circostanze della sua morte non sono chiare; alcuni storici suggeriscono che potrebbe essere stato assassinato
  7. ^ a b Halina Lerski (30 January 1996). Historical Dictionary of Poland, 966-1945. ABC-CLIO. ISBN 978-0-313-03456-5. Retrieved 27 March 2013.
  8. ^ Gerard Labuda (1992). Mieszko II król Polski: 1025-1034 : czasy przełomu w dziejach państwa polskiego. Secesja. p. 102. ISBN 978-83-85483-46-5. Retrieved 27 March 2013.
  9. ^ a b Oskar Halecki; W: F. Reddaway; J. H. Penson. The Cambridge History of Poland. CUP Archive. p. 34. ISBN 978-1-00-128802-4. Retrieved 27 March 2013.
  10. ^ Robert Nisbet Bain (August 2009). Slavonic Europe a Political History of Poland and Russia from 1447 to 1796. CUP Archive. p. 4. GGKEY:DE33XRQ7PJB. Retrieved 27 March 2013.
  11. ^ a b A. P. Vlasto (1970). The Entry of Slavs Into Christendom: An Introduction to the Medieval History of the Slavs. CUP Archive. p. 131. ISBN 978-0-521-07459-9. Retrieved 27 March 2013.
  12. ^ a b Jerzy Lukowski; Hubert Zawadzki (6 July 2006). A Concise History of Poland. Cambridge University Press. p. 7. ISBN 978-0-521-85332-3. Retrieved 27 March 2013.
  13. ^ Francis Dvorník (1962). The Slavs in European History and Civilization. Rutgers University Press. p. 558. ISBN 978-0-8135-0799-6. Retrieved 27 March 2013.
  14. ^ Andrzej Pleszczynski (23 May 2011). The Birth of a Stereotype: Polish Rulers and Their Country in German Writings C. 1000 A.D. BRILL. pp. 6–7. ISBN 978-90-04-18554-8. Retrieved 27 March 2013.
  15. ^ Przemysaw Wiszewski (2010). Domus Bolezai: Values and Social Identity in Dynastic Traditions of Medieval Poland (C. 966-1138). BRILL. pp. 223–224. ISBN 978-90-04-18142-7. Retrieved 27 March 2013.
  16. ^ Polska Akademia Nauk. Komitet Słowianoznawstwa (1967). Słownik starożytności słowiańskich: encyklopedyczny zarys kultury słowian od czasów najdawniejszych. Zkład Narodowy im. Ossolińskich. p. 247. Retrieved 27 March 2013. Widziano w M. wodza powstania pogańsko-ludowego

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]