Real Robots

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Real Robots è stata una rivista collezionistica sui robot e sulla tecnologia dell'automazione, a uscita bisettimanale, della Eaglemoss Publications. In Italia è stata pubblicata dalla DeAgostini Fu sviluppata in collaborazione con l'Università di Reading e permetteva ai lettori, fornendo pezzi e istruzioni di assemblaggio con ogni uscita, di costruire un robot personale: Cybot.

Durata della rivista[modifica | modifica sorgente]

L'opera, nella versione italiana, era composta, complessivamente, di 70 uscite divise in 4 fasi:

  • fase 1 (uscite dalla 1 alla 17) - Cybot è esternamente completo e capace di seguire strisce nere sul pavimento per mezzo di infrarossi, percepire fonti luminose tramite foto-resistori, riconoscere ostacoli tramite ultrasuoni;
  • fase 2 (uscite dalla 18 alla 40) - vengono completati il telecomando per il controllo a distanza e la docking station; quest'ultima è una sorta di "parcheggio" per il robot con sopra il telecomando, collegato a un PC tramite cavo, per mezzo del quale era possibile passare informazioni di programmazione da computer a robot tramite un software su CD. Tra le uscite della fase 2, inoltre, erano anche forniti pezzi di carrozzeria alternativi che, pur non essendo essenziali al funzionamento, potevano essere sostituiti con gli standard già assemblati per tematizzare Cybot in stile "Formula Uno";
  • fase 3 (uscite dalla 41 alla 55) - Cybot poteva essere controllato tramite comandi vocali per mezzo di un microfono. In pratica, i comandi pronunciati erano captati dal microfono che li trasferiva al telecomando via cavo; esso li inviava a sua volta al robot via infrarossi, il quale, dopo averli interpretati, si impostava automaticamente nella modalità scelta; il robot viene arricchito con uno speaker per riprodurre registrazioni audio e un nuovo vano batterie per potenziare le prestazioni. Vengono forniti altri due CD per la programmazione avanzata da PC che permettono anche di creare ulteriori registrazioni audio da inserire nei programmi;
  • fase 4 (uscite dalla 56 alla 70) - Cybot imparava a giocare a calcio. Venivano aggiunti, a questo scopo, ulteriori sensori di riconoscimento spaziale a infrarossi e un altro CD per la programmazione da PC grazie al quale era possibile programmare nel robot una strategia di gioco.

Aspetti positivi[modifica | modifica sorgente]

Specialmente durante la fase 1, la rivista fu molto popolare in quanto l'idea di potersi costruire da soli un robot completamente funzionante e con caratteristiche avanzate senza bisogno di particolari competenze e solo con un cacciavite attirò parecchia attenzione di giovani e adulti. La rivista aveva anche uno scopo educativo. Inoltre, si era formata una grande e attiva comunità di costruttori che, tramite internet, potevano scambiarsi opinioni e conoscersi in tutto il mondo. Attualmente, questi siti non sono più attivi.

Aspetti negativi[modifica | modifica sorgente]

Fra gli aspetti negativi, il primo fu quello del prezzo: in Italia, la prima uscita costava 1,90 €, la seconda è salita a 4,90 € e dalla terza in poi il prezzo è stato di 7,90 € ogni uscita; considerando che i pezzi forniti con ogni rivista, erano assai pochi, alcuni inutili per il funzionamento vero e proprio, il prezzo era da considerarsi relativamente sproporzionato. Inoltre, né nelle riviste, né nella videocassetta introduttiva fornita nel secondo fascicolo si è mai menzionata l'effettiva durata dell'opera e i consumatori non erano in grado di sapere numero complessivo d'uscite e costo finale. In più, il robot si evolveva e trasformava in continuazione richiedendo più sostituzioni delle parti elettroniche, rendendo i pezzi vecchi inutilizzabili e obbligando i lettori a smontarne altri temporaneamente.
I sensori sonar richiedevano tempo e vari test per la taratura, perché i potenziometri montati sulla scheda che gestiva l'input e l'output dei sensori erano molto imprecisi.
Le parti sostituibili per stilizzare lo skin del robot erano difficili da cambiare e richiedevano la completa revisione della struttura, il rialloggiamento dei sensori e la loro ri-taratura.
Contrariamente a quanto dichiarato nell'introduzione all'opera di "costruire un robot autonomo", si è divagati in pezzi estranei: il telecomando, il microfono, la docking station e i supporti informatici per la programmazione da PC.
I comandi vocali erano decodificati lentamente a causa del sistema di trasferimento da microfono a robot e la pronuncia doveva essere molto ben scandita.
Infine, perché tutto funzionasse, erano indispensabili numerose pile, non incluse nelle riviste: 4 tipo AA per i motori di Cybot, una tipo 9 V per i circuiti di Cybot (a partire dal fascicolo 53, con l'installazione di un nuovo vano batterie, erano necessarie 8 pile di tipo AA sia per i motori che per i circuiti e quella da 9 V era rimossa definitivamente), 4 tipo AAA per il comando remoto e altre 2 tipo AAA per il microfono.

Fine dell'opera[modifica | modifica sorgente]

Dopo due edizioni, il progetto è attualmente cessato e il sito ufficiale dell'opera, così come il forum, è stato chiuso.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]