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Rea (divinità)

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Rea
Kronos e Rhea.jpg
Rea offre la pietra a Crono, particolare di un vaso in ceramica a figure rosse attribuito al Pittore di Nausicaa, ca. 460–450 a.C.; conservato al Metropolitan Museum of Art, New York.
Nome orig. Ῥέα
Sesso Femmina
Professione Titanide

Nella mitologia greca, Rea (in greco antico Ῥέα) è una titanide, figlia di Urano e di Gea, sorella e moglie di Crono e madre di Zeus, Era, Poseidone, Ade, Demetra e Estia.

(GRC)

« τῷ δὲ σπαργανίσασα μέγαν λίθον ἐγγυάλιξεν/Οὐρανίδῃ μέγ᾽ ἄνακτι, θεῶν προτέρῳ βασιλῆι »

(IT)

« A quello poi, avvolta di fasce, una grande pietra essa dette,/ al figlio d'Urano grande signore, degli dèi primi re »

(Esiodo, Teogonia, 485-6; traduzione di Graziano Arrighetti)

Mitologia[modifica | modifica wikitesto]

I figli di Rea erano destinati ad essere divorati dal proprio padre Crono, re dei Titani, il quale temeva la profezia secondo cui egli sarebbe stato detronizzato da uno dei propri figli. Infatti, Zeus evitò il proprio destino grazie al parto eseguito di nascosto da Rea nell'isola di Creta e riuscì, divenuto maturo e con l'aiuto dei Ciclopi e degli Ecatonchiri suoi alleati, a spodestare Crono (ed i suoi fratelli Titani) durante la Titanomachia.

Secondo la mitologia greca, Rea, per alleviare il dolore durante il travaglio per il parto di Zeus, conficcò le dita nel terreno e dai buchi praticati nacquero degli esseri chiamati Dattili, cinque maschi e altrettante femmine, che la aiutarono a partorire. In seguito i maschi si dedicarono all'arte metallurgica mentre le femmine si occuparono dell'arte tessile.

Il giovane re asiatico Adrasto, che combatté quale alleato di Priamo nella guerra di Troia, aveva una particolare devozione per questa dea.

Nella mitologia romana, Rea è Magna Mater deorum Idaea e identificata con Opi.

Rea, raffigurata spesso su un carro tirato da due leoni, presenta una forte associazione con Cibele, dalla quale non è sempre distinguibile.

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