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Re di Thailandia

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Bandiera reale dei monarchi di Thailandia

Il Re di Thailandia (พระมหากษัตริย์ไทย) è il capo di Stato della Thailandia (un tempo nota anche con il nome di Siam, ma va ricordato che questo nome è stato dato dagli europei al Regno Ayutthaya ed è stato ufficialmente adottato solo nel 1782 da re Rama I) e il capo della Dinastia dei Chakri, la quale ancora oggi (2016) guida la Thailandia con re Rama IX.

L'attuale monarca è Bhumibol Adulyadej, noto anche con il nome reale di Rama IX, salito al trono il 9 giugno 1946. Tra tutti gli attuali re e capi di Stato nel mondo Rama IX è quello in carica da più tempo.

La residenza ufficiale del re è detta Grande Palazzo Reale e si trova nella capitale Bangkok. L'attuale sovrano tuttavia vive per la maggior parte del tempo nel Palazzo Chitralada (a Bangkok) oppure nella Villa Klai Kangwon a Hua Hin.

Poteri[modifica | modifica wikitesto]

Il Grande Palazzo Reale, residenza ufficiale del Re di Thailandia

Fino al 1932 il sistema di governo era la monarchia assoluta e il sovrano aveva pieni poteri nel suo regno e sui suoi sudditi. In seguito alla rivoluzione siamese del 1932 il re fu costretto ad accettare il passaggio alla monarchia costituzionale, in cui il potere del re è limitato al ruolo di figura guida e simbolo della nazione. Il popolo thailandese ha una grandissima venerazione per il suo re e gli riconosce tale ruolo.[1]. In Thailandia l'amore per il sovrano è tale che il reato di lesa maestà viene considerato gravissimo e punito duramente. Ogni costituzione promulgata dopo il 1932 tra le altre cose recita che il re: deve essere lasciato sul trono reale ed essere oggetto di riverente adorazione e non potrà essere oltraggiato.[2]

Con l'entrata in vigore della costituzione gran parte dei poteri dello Stato passarono dalle sue mani a quelle del parlamento (il legislativo), del consiglio dei ministri (l'esecutivo), e del consiglio dei magistrati (il giudiziario). Il parlamento viene eletto dalla popolazione in elezioni democratiche. Al re rimangono alcuni poteri tra cui i più significativi sono quello di veto o di approvazione e promulgazione delle leggi emanate dal parlamento, e quello di concedere l'indulto. Il re è inoltre il capo delle forze armate reali e il difensore della fede Buddhista (che è la religione di Stato in Thailandia).

L'attuale costituzione è entrata in vigore nel 2007, pochi mesi dopo il colpo di stato che ha rovesciato il governo di Thaksin Shinawatra.

Collaboratori del re[modifica | modifica wikitesto]

Il re è assistito nei suoi doveri, nel suo lavoro e nei suoi rapporti col primo ministro dall'ufficio del segretario privato di Sua Maestà, da un consiglio privato e dall'ufficio della famiglia reale. La nomina dei membri di questi tre enti è di esclusiva competenza del sovrano. L'ufficio della famiglia reale (in lingua thai สำนักพระราชวัง sam nak phra ratchawang) è un'agenzia di proprietà della casa reale e sovrintende alle responsabilità amministrative e cerimoniali, nonché alle largizioni filantropiche dei regnanti,[3]. Si occupa inoltre della gestione del Grande Palazzo Reale e degli altri palazzi reali Vimanmek e Bang Pa-In.[4]

Patrimonio[modifica | modifica wikitesto]

L'immenso patrimonio reale è gestito dall'ufficio delle proprietà della corona. I membri al vertice di questa agenzia sono sei: il presidente è il ministro delle finanze, mentre il direttore generale e gli altri quattro direttori sono nominati dal re.[5]

Successione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Linea di successione al trono di Thailandia.

La legge di successione prevede la primogenitura maschile. Alla morte di un sovrano il trono spetta al primogenito maschio, in caso di rinuncia si passa al secondogenito maschio e così via. Non è permesso alle donne salire al trono se non in assenza di un erede maschio o nel caso in cui l'erede maschio rinunci.[2] Gli emendamenti presenti nelle ultime costituzioni lasciano però intravedere la possibilità che il re imponga la scelta di un successore femmina.[6]

Il 28 dicembre 1972 il re Rama IX ha nominato suo erede al trono il figlio primogenito, il principe Vajiralongkorn.[2]

Lista di re di Siam e Thailandia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Sovrani della Thailandia.

Il primo tra i principali regni che hanno portato alla formazione dell'attuale Regno di Thailandia è stato quello di Sukhothai, sottomesso e assorbito dal successivo Regno di Ayutthaya, distrutto dai birmani nel 1767. Dopo un periodo di caos nel Paese, il generale Taksin di Ayutthaya caccia i birmani; nel 1768 si fa incoronare re del nuovo Regno di Thonburi e riunifica il Siam. Nel 1782, una rivolta nella capitale costringe il re ad abdicare ed il suo posto viene preso da Rama I, che fonda il Regno di Rattanakosin con la nuova capitale Bangkok. Dopo la rivoluzione siamese del 1932 e la conseguente concessione della monarchia costituzionale, lo Stato perde il nome Rattanakosin e conservsa l'antico nome di Regno del Siam. Qualche anno dopo viene abbandonato il nome Siam, considerato di provenienza cinese dai nazionalisti e dai militari, ed il regno prende il nome attuale di Thailandia. Sono quindi i sovrani di Sukhothai, Ayutthaya, Thonburi, Rattanakosin e Thailandia che compongono la lista dei sovrani di Thailandia.

Re siamesi/thailandesi considerati "Grandi"[modifica | modifica wikitesto]

Da sinistra a destra, in ordine cronologico, le statue dei sette Grandi re del Siam, erette nei pressi di Hua Hin

Per il ruolo che hanno avuto nella formazione del Paese, i sette monarchi siamesi della lista che segue hanno ottenuto l'appellativo "il Grande":

  • Ramkhamhaeng, sovrano dal 1279 al 1298 del Regno di Sukhothai, che portò al periodo di maggior splendore. Grande conquistatore, impose l'influenza di Sukhothai su gran parte della regione. È inoltre considerato il creatore dell'alfabeto thailandese e contribuì all'affermazione del Buddhismo Theravada come religione di Stato.
  • Naresuan, re dal 1590 al 1605 di Ayutthaya. Conquistò l'indipendenza dai birmani dopo 20 anni di sottomissione. Ampliò sensibilmente i confini del regno e ne assestò le finanze
  • Narai, re di Ayutthaya dal 1656 al 1688 in un periodo di splendore del Siam, caratterizzato da una grande apertura alle potenze europee, in particolare ai francesi.
  • Taksin, re di Thonburi dal 1768 al 1782. Cacciò i birmani che avevano conquistato Ayutthaya e riunificò il Siam, ampliandone i confini nei territori degli odierni Laos, Malesia e Cambogia
  • Rama I, re di Rattanakosin dal 1782 al 1809, nonché fondatore di Bangkok e della dinastia Chakri, era stato generale nell'esercito di Taksin. Respinse gli attacchi birmani e consolidò il potere siamese sui territori conquistati da Taksin
  • Rama IV, re di Rattanakosin dal 1851 al 1868, fu responsabile dell'apertura del Paese ai grandi progressi socio-economici provenienti dall'occidente e nella riforma del buddhismo in Siam.
  • Rama V, re di Rattanakosin dal 1868 al 1910, riuscì a mantenere l'indipendenza del Siam nel periodo di maggiore espansione coloniale del Regno Unito e della Francia, pur concedendo ampi territori a queste potenze. Al pari del padre e predecessore Rama IV, contribuì in modo determinante all'ammodernamento del Paese

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ BBC NEWS | Asia-Pacific | Why Thailand's king is so revered
  2. ^ a b c Thailand The King, Photius Coutsoukis.
  3. ^ Iamtan, Suparat. "Royal assistance for families of bereaved, injured," The Nation (Bangkok)
  4. ^ Bureau of the Royal Household
  5. ^ The Crown Property Bureau, Sito web ufficiale dell' ufficio delle proprietà della corona. URL consultato il 18 ottobre 2010.
  6. ^ Thailand mulls royal succession, Asia Times Online (Holdings), Ltd..

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

(EN) Suwannathat-Pian, Kobkua, Kings, Country and Constitutions: Thailand's Political Development 1932-2000, Routledge, 2013, ISBN 1136855300. URL consultato il 17 maggio 2015.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]