Rattus argentiventer

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Ratto delle risaie
Field rats infesting rice plants (11058917815).jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Mammalia
Sottoclasse Theria
Infraclasse Eutheria
Superordine Euarchontoglires
Ordine Rodentia
Famiglia Muridae
Sottofamiglia Murinae
Genere Rattus
Specie R.argentiventer
Nomenclatura binomiale
Rattus argentiventer
Robinson & Kloss, 1916
Sinonimi

R.bali, R.brevicaudatus, R.chaseni, R.hoxaensis, R.kalimantanensis, R.pesticulus, R.saturnus, R.umbriventer

Il ratto delle risaie (Rattus argentiventer Robinson & Kloss, 1916) è un roditore della famiglia dei Muridi, commensale dell'Uomo, diffuso nell'Ecozona orientale. [1][2]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Dimensioni[modifica | modifica wikitesto]

Roditore di medie dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 140 e 210 mm, la lunghezza della coda tra 130 e 201 mm, la lunghezza del piede tra 32 e 40 mm, la lunghezza delle orecchie tra 19 e 24 mm e un peso fino a 212 g.[3]

Aspetto[modifica | modifica wikitesto]

Il corpo è robusto e rivestito da una pelliccia liscia e moderatamente spinosa. Le parti superiori variano dal marrone chiaro al bruno-arancione, con dei riflessi nerastri, mentre le parti ventrali sono grigio-argentate, talvolta con una striscia mediana nerastra. Le guance sono grigie. Le orecchie sono grandi e finemente ricoperte di piccoli peli. In alcuni individui è presente un ciuffo di peli bruno-arancioni alla loro base anteriore. I piedi sono lunghi e sottili, le piante hanno sei cuscinetti, più piccoli e lisci rispetto a quelli delle specie R.tiomanicus e R.tanezumi. La coda è più lunga della testa e del corpo, è uniformemente marrone scura. Le femmine hanno 3 paia di mammelle pettorali e 3 paia inguinali. Il cariotipo è 2n=42 FN=58-62.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Comportamento[modifica | modifica wikitesto]

È una specie terricola e notturna, anche se spesso è stata osservata arrampicarsi sugli alberi. Costruisce sistemi di cunicoli e tane nel terreno. Vive in grandi gruppi dominati da un maschio e da poche femmine. I gruppi sono territoriali.

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Si nutre di parti vegetali, come la piante del riso, le granaglie, i fiori e i frutti della palma da olio e talvolta anche di insetti, come termiti, cavallette e lumache. È considerata una seria piaga per i coltivatori di riso.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

Si riproduce durante tutto l'anno. L'estro dura 4-5 giorni. Le femmine partoriscono 3-8 piccoli fino a 12 volte l'anno dopo una gestazione di circa tre settimane. Il nascituro apre gli occhi dopo 15 giorni e abbandona il nido dopo 3 settimane. Raggiunge la maturità sessuale a 3 mesi.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Questa specie è diffusa nell'Ecozona orientale dall'Indocina attraverso le isole indonesiane di Sumatra, Giava, Borneo, Isole Kangean, Bali, Lombok, Sumbawa, Sangeang, Komodo, Rinca, Flores, Adonara, Lomblen, Alor, Sumba, Timor, Isole Tanimbar e Sulawesi fino alle isole Filippine di Cebu, Luzon, Mindoro, Negros e Mindanao. È stato introdotto anche in Nuova Guinea.

Vive nelle foreste sempreverdi secondarie, risaie, boscaglie, praterie e piantagioni. Evita i villaggi sebbene sia stata osservata in giardini e frutteti.

Stato di conservazione[modifica | modifica wikitesto]

La IUCN Red List, considerato il vasto areale, l'adattabilità al degrado del proprio habitat, la popolazione numerosa e la presenza in diverse aree protette, classifica R.argentiventer come specie a rischio minimo (LC).[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Ruedas, L., Aplin, K. & Lunde, D. 2008, Rattus argentiventer, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2015.2, IUCN, 2015.
  2. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Rattus argentiventer, in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  3. ^ Francis, 2008

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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