Rasputin (Anastasia)

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« Io non mi darò pace finché non vedrò la stirpe dei Romanov estinta per sempre! »
(Rasputin all'inizio del film)
Rasputin
RasputinDonBluth.jpg
Rasputin in una scena del film
Lingua orig. Inglese
Autore Don Bluth
Studio 20th Century Fox
1ª app. 1997
Voci orig.
Voce italiana Mauro Bosco
Specie
  • Umano (all'inizio)
  • Non morto (attuale)
Sesso Maschio
Professione Monaco
Abilità
  • Astuzia
  • Fermezza di carattere
  • Agilità elevata

grazie al reliquiario:

  • Immortalità
  • Semi-invulnerabilità
  • Corpo smontabile
  • Capacità di allungare parti del proprio corpo
  • Arti magiche incredibili
  • Evocazione di demoni
  • Volo

Rasputin è l'antagonista del film Anastasia, diretto da Don Bluth, ed è ispirato al monaco Grigorij Rasputin, personaggio realmente esistito.

Nel doppiaggio originale è stato doppiato da Christopher Lloyd, in quello italiano da Mauro Bosco.

Lo spin-off Bartok il magnifico del 1999 vede protagonista il pipistrello di Rasputin; il monaco non compare e non viene neppure menzionato.

Personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Si presenta come un individuo alto, esile e inquietante, con gli occhi gialli, i capelli neri e una lunghissima barba dello stesso colore, unghie simili ad artigli e la carnagione olivastra. Indossa una lunga tonaca marrone e un cappuccio.

E' un personaggio avido di potere, meschino, crudele, prepotente, egoista e ostinato.

Rasputin, accecato dall'odio verso Nicola, maledice lui e tutta la sua famiglia, che sarebbe stata cancellata definitivamente. Decide di vendere l'anima al diavolo: in cambio avrebbe ottenuto la capacità di distruggere per sempre i Romanov; si trasforma così in un non morto dai poteri sovrannaturali (specialmente è abile nell'evocazione di strani demoni verdi), derivanti da un reliquiario di vetro, al quale la vita del monaco è legata.

Nel film è il responsabile della rivoluzione che portò allo stermino dei Romanov, e nel corso del film attenta più volte alla vita di Anastasia, essendo lei l'ultima discendente della famiglia Romanov. Nelle sue malefatte è accompagnato da un buffo pipistrello albino di nome Bartok a cui è molto affezionato, il quale, preoccupato dall'ossessione del suo padrone per i Romanov, arriva a consigliargli "Dimentichi la ragazza e si prenda una vacanza!".

Il modello di non morto a cui Rasputin sembra corrispondere è il Lich: nella tradizione fantasy infatti, il Lich è un non morto la cui vita è legata ad un oggetto (nel caso di Rasputin un reliquiario). Il suo punto di forza è quell'oggetto, ma è anche il suo punto debole, in quanto una volta distrutto per il Lich non c'è più scampo.

In quanto non-morto da quasi dieci anni il suo corpo è ormai marcio ed instabile; ne consegue che in numerose occasioni Rasputin perde uno o più pezzi del suo corpo, riattaccandosele poi, dando vita a gag divertenti nel corso del film (come nella canzone Nella Notte e del Buio da lui cantata).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente è il fido consigliere dello zar, Nicola II Romanov. Quando quest'ultimo, però, scopre le brame di potere e il tradimento del monaco, lo bandisce dal suo regno.

Rasputin è introdotto all'inizio del film quando, dopo essere stato esiliato dallo zar, maledice lui e tutta la sua famiglia, condannandoli a morte.

In seguito il monaco vende la sua anima al diavolo, ottenendo poteri oscuri, grazie ai quali semplifica le cose ai rivoluzionari e causa così la distruzione della famiglia Romanov. Però, nel tentativo di uccidere la piccola Anastasia in fuga con la nonna, il monaco cade in un lago ghiacciato e perde il possesso del suo reliquiario; così senza più poteri, sprofonda nelle acque gelide, sotto lo sguardo impotente di Bartok.

Ma a causa del suo patto col diavolo non muore, e rimane sospeso tra la vita e la morte, in un limbo (simile ad un minuscolo pianeta circondato soltanto da rocce), con delle strane creature insettoidi come unica compagnia.

Il reliquiario viene poi trovato dal suo fido pipistrello Bartok, dopo dieci anni, e ritorna in possesso del suo proprietario; così Rasputin riacquista i suoi poteri e si appresta ad attentare di nuovo alla vita di Anastasia, ultima discendente della famiglia Romanov e diretta a Parigi assieme a Dimitri e Vladimir, per incontrare l'Imperatrice, sua nonna. Per sua sfortuna, però, il monaco fallisce per ben due volte: il primo attentato alla vita della ragazza consiste nel farla precipitare da un ponte distrutto mentre si trova a bordo di un treno, ma qui si salva saltando fuori dal mezzo di trasporto prima di cadere giù, mentre il secondo era di crearle un sogno (qui è addormentata) per motivarla a salvare giù dal piroscafo su cui viaggia, ma qui Dimitri la salva prima di compiere il fatale gesto.

Nel frattempo Anastasia ha raggiunto Parigi e si è ricongiunta con la nonna; al che il malvagio Rasputin la raggiunge di persona e cerca nuovamente di uccidere lei e Dimitri con le sue arti magiche. Nel corso della lotta che ne consegue Anastasia capisce che il reliquiario magico non solo è la fonte dei poteri del perfido non morto, ma è anche il contenitore della sua vita, e dopo essersene impossessata, lo distrugge (calpestandolo) causando così la fine di Rasputin.

Realtà storica[modifica | modifica wikitesto]

Rasputin era già morto al tempo dello sterminio dei Romanov, ma nel film sembra esserne incolpato e viene presentata la rivoluzione d'ottobre come un atto del demonio.

Nel film a Rasputin viene attribuito il ruolo dell'antagonista e viene presentato come un uomo malvagio e assetato di potere. Questa versione dei fatti è stata spesso sposata dai media (Rasputin fu protagonista di numerosi film horror, tra cui è celebre quello interpretato da Christopher Lee) ma si basa su calunnie diffuse all'epoca dagli esponenti dell'aristocrazia russa per diffamarlo: Rasputin era un brav'uomo che sfruttava la sua amicizia e la sua influenza con la famiglia reale per spingere la nobiltà russa ad avere maggiore cura del popolo povero ed affamato da cui lui veniva e pertanto non veniva visto di buon occhio dai nobili che cercarono ripetutamente di infangarlo e poi di assassinarlo.

Il suo annegamento nel fiume all'inizio del film, dopo che è saltato dal ponte, cadendo su Anastasia per non farla scappare è un riferimento alla sua reale morte, avvenuta proprio per annegamento nel 1916 da parte di Jusupov e Pavlovič, che cercando di assassinarlo, lo fecero annegare.