Raquel Meller

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Raquel Meller
Raquel Meller en Carmen.png
Raquel Meller nel 1927
NazionalitàSpagna Spagna
GenereCopla andalusa
Periodo di attività musicale1908 – 1958
EtichettaColumbia Records, EMI

Raquel Meller, pseudonimo di Francisca Marqués López (Tarazona, 9 marzo 1888Barcellona, 26 luglio 1962), è stata una cantante e attrice spagnola.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Raquel Meller nel 1915
La copertina del Time, il 26 aprile 1926 con Raquel Meller
Raquel Meller nel 1926
Ritratto di Raquel Meller
Raquel Meller sulla rivista Caras y Caretas, il 29 settembre 1928

Raquel Meller nacque a Tarazona, in Aragona, figlia del fabbro Telesforo Marqués Ibañez, e di Isabel López Sainz, commerciante.[1]

All'età di quattro anni, la sua famiglia si trasferì a Barcellona, ma suo padre morì quando lei non aveva ancora dieci anni e fu affidata alle cure di sua zia, suor María del Carmen, una badessa del convento di Figueres,[2] dove venne educata e istruita fino all'età di sedici anni, dopo di che incominciò a lavorare a Barcellona in un atelier di modisteria.[2]

Cantava mentre lavorava, attirando l'attenzione della gente, tra cui, nel 1907, una famosa attrice di varietà, Marta Olivares, la quale apprezzò le doti vocali della sarta, e quindi le propose di esibirsi in un teatrino di periferia.[2][3][4]

Due anni dopo, con lo pseudonimo di Raquel Meller, diventò una cantante apprezzata in tutta la Spagna.[2][4]

Nel 1919 sposò il giornalista e diplomatico guatemalteco Enrique Gómez Carrillo, dal quale divorziò nel 1922.[5][4]

Sempre nel 1919 Raquel Meller effettuò i suoi primi concerti a Parigi, in Argentina, in Uruguay e in Cile, e negli stessi anni ebbe un grande successo nel mondo con le canzoni El Relicario e La Violetera, due piccoli splendidi capolavori del compositore José Padilla Sánchez.[2][3]

Grazie al suo fascino, oltre alla sua bella voce di cantante appassionata ed espressiva,[3] Raquel Meller si dedicò al cinema, esordendo in Spagna con Los Arlequinos de seda y oro (1919), un'opera che successivamente fu ripresentata con il titolo La gitana blanca,[4] recitando soprattutto in Francia, inizialmente nei film muti, come Violettes imperiales (1924),[3] di cui interpreterà, con lo stesso regista Henry Roussel, un remake sonoro otto anni dopo, La Terre promise (1925), La ronde de nuit (1925) e, per la regia di Jacques Feyder, una versione originale e personale della Carmen (1926), in cui, la protagonista è una vittima dei cattivi Don José, Garcia e Lucas il torero.[2]

Gli anni passarono, negli anni trenta Raquel Meller soggiornò dapprima in Francia, amica di Maurice Chevalier e Sarah Bernhardt, continuando a cantare, in patria e all'estero, spesso negli Stati Uniti d'America, diventando così una ambasciatrice della musica spagnola,[2] e successivamente, ai tempi della guerra civile spagnola, si trasferì in Argentina, ritornando a Barcellona dopo l'ascesa al potere di Francisco Franco.[4]

Nel 1956 pubblicò un'autobiografia e nel 1958, all'età di settant'anni si esibì con successo in uno spettacolo di rivista in un teatro di Madrid, anche se morì, a causa di un attacco cardiaco, qualche anno dopo, il 26 luglio 1962 parzialmente dimenticata e in non buone condizioni economiche.[2]

La sua processione funebre a Barcellona il giorno seguente fu seguita da centomila persone.[6]

Barcellona le ha dedicato una bellissima statua sul marciapiede del Paralel.[2]

La città natale di Raquel Meller di Tarazona ospita un'esposizione permanente dedicata a lei nel Teatro delle Belle Arti del municipio.[1]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Violettes imperiales, regia di Henry Roussel (1924)
  • La ronde de nuit, regia di Marcel Silver (1925);
  • La Terre promise, regia di Henry Roussel (1925);
  • Carmen, regia di Jacques Feyder (1926);
  • Violettes imperiales, regia di Henry Roussel (1932).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (ES) De Francisca Marqués López a Raquel Meller, su aragondigital.es. URL consultato il 31 gennaio 2019.
  2. ^ a b c d e f g h i Raquel Meller, su mymovies.it. URL consultato il 31 gennaio 2019.
  3. ^ a b c d le muse, VII, Novara, De Agostini, 1966, p. 382.
  4. ^ a b c d e (EN) Raquel Meller, su french-riviera-property.com. URL consultato il 31 gennaio 2019.
  5. ^ (EN) Basil Woon, Actress With Most Beautiful Eyes Secures Divorce, in Minneapolis Morning Tribune, 16 luglio 1922.
  6. ^ (EN) Raquel Meller Rites Held, in The New York Times, 28 luglio 1962.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (ES) Xavier Barreiro, Raquel Meller, in Gent Nostra, n. 65, Barcellona, Ediciones de Nou Art Thor, 1988.
  • (EN) Edwin M. Bradley, The First Hollywood Musicals: A Critical Filmography of 171 Features, 1927 through 1932, McFarland, 2004.
  • (FR) Henri Collet, L'Essor de la musique espagnole au XXe siècle, Parigi, Éditions Max Eschig, 1929.
  • (ES) Maricarmen Gómez, Alvaro Torrente, Máximo Leza, Consuelo Carredano, Alberto González e Victoria Eli, Historia de la Música en España e Hispanoamérica, Madrid, 2017.
  • (FR) Christiane Le Bordays, La Musique espagnole, Le Bordays Presses Universitaires de France, 1977.
  • (EN) Alessandro Piana Bianco, Raquel Meller, in Journal of Contemporary Street Art, 2006.
  • (EN) Phil Powrie, The kiss-curl and the resisting eyes: reassessing Carmen (Feyder, 1926), in Studies in French Cinema, vol. 3, n. 1, 2003, pp. 15–23.
  • (EN) Iris M. Zavala, Colonialism and Culture: Hispanic Modernisms and the Social Imaginary, Bloomington Indiana University Press., 1992.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN2658615 · ISNI (EN0000 0000 5946 6033 · Europeana agent/base/39017 · LCCN (ENn88261800 · GND (DE119194901X · BNF (FRcb13924365x (data) · BNE (ESXX894100 (data) · WorldCat Identities (ENlccn-n88261800